Di Marzio e la calda estate del 1982

13 Gennaio 2011 di Stefano Olivari

In anteprima per Indiscreto il capitolo sulla storica stagione 1982-83 di ‘Tutto il Catania minuto per minuto – Dalle origini al 2010’, partendo dal momento in cui il presidente Angelo Massimino si innamora di un allenatore napoletano che in realtà è molto più di un allenatore. Dedicato a chi ama le buone cose di una volta…


Meritatamente in testa nella classifica di rendimento della stagione agonistica ‘81-‘82 curata da “La Sicilia”, Roberto Sorrentino si aggiudica il “Puppetto d’argento”. Gli consegna il premio l’ex numero uno dell’Inter, Lido Vieri, attuale allenatore del Siracusa. Accade una tiepida sera di giugno in città, durante l’ultima puntata del “Festival della canzone siciliana. Chi ssi lariu” in onda sull’emittente tivù Antenna Sicilia. Ma il portierone è triste, vuol cambiare aria e pare che se lo stia per accaparrare il Perugia. Alcuni operatori economici scrivono intanto un’inserzione sul quotidiano cittadino chiedendo ad Angelo Massimino quanto pretenda per cedere il suo “giocattolo”. Il presidente non se ne cura, non ha tempo per leggere “La Sicilia” e piazza un gran colpo, quello relativo all’allenatore. Che giunge da Napoli, si chiama Gianni Di Marzio ed è uno tosto. Due volte Seminatore d’oro (con Nocerina e
Catanzaro), è in grado di fare contemporaneamente tecnico, manager e financo d.s. In giro si dice che il vertice dirigenziale lo stia chiamando a sé perché non gli riesce di sconfiggere le squadre da lui guidate in panchina.

La città si innamora subito e perdutamente dell’allenatore napoletano; di più, la provincia calcistica tutta è investita da un impeto di entusiasmo ed eccitazione. Nell’epifania di Di Marzio, Catania vede l’arrivo della fata benefica delle fiabe. Alle buste partenza pesante, si perde Enrico Vella,
che si accasa alla Lazio. E se ne va, dopo cinque bei campionati, anche il vecchio capitano, Lorenzo Barlassina. In compenso arrivano l’incontrista Maurizio Giovanelli, il faro di centrocampo Ennio Mastalli, il terzino d’esperienza Claudio Ranieri e il regista difensivo Giorgio Mastropasqua. Dulcis in fundo, in un battibaleno, il mister convince Sorrentino a non abbandonare il club dell’elefante. Ma cerca altri elementi da inserire nel suo plotone, l’inarrestabile Massimino; che non bada a spese e si aggiudica i migliori sulla piazza. Sono il centrocampista Mirco Paganelli, il terzino Vincenzo Marino, il motorino Tonino Crusco, il portierino Marco Onorati, già miglior guardia-pali al torneo giovanile di Viareggio con la maglia della Roma.

E insieme ai quattro giunge all’ombra dell’Etna anche Giacomo Chinellato, di mestiere stopper, un passato con Juve e Roma. «Il suo scatto fulmineo mette in angustie anche le punte più titolate», dice di lui Nils Liedholm che lo ha avuto a corte. «Adoro Ornella Muti e Paul Newman e mi piace ballare, ma senza esagerare- dice di se stesso Giacomo – So però che dal punto di vista tecnico devo migliorare nel gioco aereo». Prende forma un gustoso cocktail di atleti di provata esperienza che conoscono a meraviglia la B e giovani più che promettenti che si affacciano alla ribalta. «Complimenti Catania,– è sincero l’ex Guido Mazzetti – questa squadra è da primato».

Catania cuoce: sono 45 i gradi all’ombra e non mancano caos, siccità e incendi. Va un po’ meglio a Bibbiena; nel ritiro precampionato c’è fresco e tanta tranquillità. Vecchi e nuovi guerrieri si stanno integrando per il meglio; il gruppo è cementato e l’intelaiatura è di prima qualità. «Il nostro segreto– grida Di Marzio ai suoi – sarà la velocità di esecuzione». Parte la Coppa Italia, ecco la Juve, ecco il capitano dei campioni del mondo Dino Zoff ed ecco la nuova Curva Sud del Cibali. Due ore prima del calcio d’inizio lo stadio è gremito: 31.000 i presenti, 570 milioni di lire l’incasso. Gli etnei cominciano in quarta; sulla destra Crialesi prova ad andar via ad Osti che lo ferma fallosamente. Mastalli calcia la punizione verso il centro dell’area, là dove il ministro della difesa rossazzurra Mastropasqua vola in
cielo e schiaccia in rete di testa. La partita è elettrizzante e la si gioca in un clima di fiducia e serenità; nella sua metà campo la squadra si tutela senza affanni, anzi con eleganza. I punti di forza sono le marcature asfissianti e un pressing martellante; Giovanelli annulla sua Maestà Platini e quella di casa pare una banda insormontabile. Nel secondo tempo, cross di Furino con il sinistro, colpo di testa di
Roberto Bettega; la sfera si stampa all’incrocio dei pali e ricade in campo. Il più lesto di tutti a metterla dentro è Marocchino. Sulla panca ospite s’agita come un forsennato Giovannino Trapattoni ma non succede più nulla fino al triplice fischio di Giancarlo Redini da Pisa. Catania-Juventus 1-1.

In modo soddisfacente e con la vittoria per 1-0 sull’ostico Genoa, la Coppa va avanti.
Dopo la sconfitta a San Siro con il Milan, si supera il Padova e si fa 1-1 con il Pescara. Il team di Di Marzio è tonico e vispo e ha coraggio, la difesa rocciosa è la sua arma in più. Contiene con ordine e riparte con velocità ma nemmeno questa volta riesce a passare il turno.

(Tratto da ‘Tutto il Catania minuto per minuto – Dalle origini al 2010’, di Antonio Buemi, Carlo Fontanelli, Roberto Quartarone, Alessandro Russo e Filippo Solarino, in vendita nelle librerie di Catania e via web)

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