Gli esoneri di Delneri

6 Ottobre 2020 di Indiscreto

Gigi Delneri è stato esonerato dal Brescia, dopo sole due giornate del campionato di Serie B. Al suo posto è quasi certo che Massimo Cellino richiami Diego Lopez, tuttora sotto contratto e che ha guidato il Brescia nella parte finale della scorsa stagione. Detto che un pareggio con l’Ascoli e una sconfitta con il Cittadella non possono essere rappresentative di una carriera, volevamo dire un’altra cosa sull’allenatore friulano che nella nostra testa è sempre un emergente ma che ormai ha 70 anni e che prima di Brescia era inattivo da tre.

Un tecnico che per interposti giocatori (una volta facevamo i giornalisti sportivi) conosciamo bene, sia nei metodi di lavoro sia nei rapporti con lo spogliatoio, e che in carriera ha avuto indubbiamente stagioni in cui era di gran moda, quelle al Chievo, quando si parlava di lui negli stessi termini in cui oggi si parla di Gasperini e De Zerbi. Ecco, tutti i giocatori che hanno lavorato con lui, e ribadiamo, tutti, ci hanno detto che dal punto di vista delle esercitazioni sul campo (quella che Scoglio chiamava didattica) Delneri è stato il miglior allenatore avuto in carriera, per distacco anche su allenatori con i quali gli stessi giocatori hanno vinto scudetti e coppe. Il problema? La comunicazione con i giocatori, e non certo perché Delneri sia un nerd (è stato un buon centrocampista, in serie A con Foggia e Udinese) che non sa cosa sia uno spogliatoio.

Cosa vogliamo dire, che Delneri è un genio incompreso? No, l’esatto contrario: lui ha funzionato straordinariamente bene in contesti in cui l’allenatore conta più dei giocatori (Ravenna, Nocerina e Ternana in C, Chievo in B e poi in A), male in quasi tutti gli altri, anche molti gradini sotto Juventus, Roma e Porto. Delneri ‘arriva’, per citare Mara Maionchi, ai giovani o ai mestieranti, ma non ai giocatori di Serie A o B, nemmeno a quelli meglio disposti verso l’apprendimento. Figurarsi quindi quando si trova di fronte Cassano. Che sia giunto l’ennesimo esonero non è una sorpresa, quindi. Con Cellino, poi… Ci sono allenatori che possono funzionare in più di un contesto, ma sono rarissimi e Delneri non è fra questi.

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