Cosa succede in cittadella

26 Novembre 2010 di Stefano Olivari

di Stefano Olivari
Solita penosa minaccia dei Della Valle, per loro fortuna non si può parlare sempre di Mourinho e bisogna prenderli sul serio. ”Stiamo pensando di portare la Fiorentina a giocare fuori da Firenze. Per avere una squadra competitiva e forte è necessaria la cittadella dello sport, se non sarà possibile farla a Firenze, siamo pronti a cercare in altri comuni”. Questo ha detto Diego Della Valle in un’intervista sulla Stampa.

Per la verità il sindaco di Firenze Renzi sarebbe d’accordo con la costruzione di uno stadio nuovo, ma ai Della Vallelo stadio puro e semplice non basta. Cinema per film che non va più a vedere nessuno, spazi per famiglie che non esistono più, negozi in franchising destinati a finire nelle mani dei cravattari, appartamenti per una classe media in via di scomparsa e invendibili anche ai mafiosi (che investono solo in zone centrali di grandi città): questa l’utilità sociale della Cittadella e delle sue cugine che quasi ogni presidente di serie A o B asserisce di avere in mente.

Ad alto livello l’unica società che sta riuscendo a farsi il suo stadio è la Juventus, grazie a spazi commerciali letteralmente regalati dal comune. 4,68 euro annui al metro quadrato contro i 76,65 che vengono di solito a Torino chiesti alla vostra pizzeria preferita (inchiesta di Marco Liguori e Salvatore Napolitano). Un po’ come se noi pagassimo i biglietti della metropolitana un euro e un altro passeggero più simpatico li pagasse 5 centesimi. Le concorrenti della Juve ottengono lo stesso risultato finanziario netto semplicemente minacciando e facendosi di fatto regalare lo stadio, come le milanesi (geniale il cosiddetto ‘scomputo’ del costo dei presunti lavori dall’affitto di San Siro, roba da commercialista di Antigua) o le romane. E Della Valle non vuole essere da meno.

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