Conte si crede meglio della sua Italia

7 Settembre 2015 di Stefano Olivari

I faticosi uno a zero con Malta e Bulgaria hanno avvicinato moltissimo l’Italia di Antonio Conte alla fase finale dell’Europeo, che invece alcune grandi nazionali (Olanda e Russia su tutte) dovranno nella migliore delle ipotesi conquistarsi agli spareggi: difficile chiedere di più in un contesto in cui nessun club italiano di alto livello ha italiani come trascinatori, in particolare dalla metà campo in su. Il punto è che mai come a Firenze e a Palermo il commissario tecnico è sembrato di un livello tanto diverso da quello dei giocatori da lui stesso scelti. Di qui l’attaccamento, più utilitaristico che sentimentale, a un leader come Buffon, ad uno che anche da fermo e da quasi ex produce gioco come Pirlo, ad un duro (pure troppo) come De Rossi, alla difesa (Bonucci e Chiellini in campo, Barzagli in panchina) della sua Juventus, passato da cui non riesce a smarcarsi. Questa Italia, la migliore schierabile nell’attesa forse eterna della ri-esplosione di Balotelli, l’anno prossimo in Francia potrà magari fare strada con qualche partita eroica, ma in prospettiva ha poco da dare. E Conte lo sa benissimo, anche per questo sognava di essere in tempi brevi libero da pendenze giudiziarie, che invece si protrarranno fino alla primavera. Non per stare tranquillo, perché tranquillo lo è già, ma per ripresentarsi totalmente pulito sul mercato dei grandi club dove la sua immagine di vincente e di motivatore è ancora ai massimi. Continua sul Guerin Sportivo.

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