Complimenti per cosa

17 Agosto 2008 di Stefano Olivari

A metà Olimpiade lo si può dire con certezza: Pechino 2008 è stata per la RAI una grande occasione persa, nonostante gli incredibili complimenti (per cosa, per avere mandato in onda immagini per cui l’azienda aveva strapagato i diritti?) di Petruccioli. Sarebbe stata sufficiente una finestra interattiva con la possibilità di collegarsi ad almeno sei campi di gara (quello che fa SKY con Wimbledon, non sempre con il commento: ma il fanatico di uno sport non ne ha quasi mai bisogno) per poter dire di avere proposto qualcosa di nuovo, se proprio non si volevano utilizzare due canali in chiaro invece della sola Rai Due con l’obbligo per i telecronisti di esaltare ‘la comprensione dei colleghi del TG2’ ogni dieci minuti. L’aggiustamento rispetto ai disastri iniziali ha riguardato solo le trasmissioni di contorno (‘Olimpiche emozioni’ ha momenti di grande qualità: nostri preferiti De Magistris e Velasco, ma anche Tilli ha i tempi giusti), lo streaming del sito, peraltro di qualità modesta, ed una (sbagliata) maggiore attenzione al calcio sull’onda delle proteste dei talebani del pallone. Gli stessi che minacciano di non pagare più un canone che già non pagano se la RAI non dovesse trasmettere la partita della loro squadra in Coppa del Nonno. Ma che magari non hanno notato il modo in cui si sono incrociati eventi importantissimi come Italia-Brasile di volley, Italia-Olanda quarti di finale di pallanuoto femminile, la finale del quattro di coppia di canottaggio e il rocambolesco finale della regata per la classe 49er (che nella ipotetica finestra interattiva non avremmo cliccato nemmeno in crisi di astinenza, ma chi è interessato alla vela se paga dovrebbe poter vedere la gara olimpica del suo sport): un pastone incomprensibile, con salti di campo e perdita di momenti decisivi, che però non porterà ad interrogazioni parlamentari e cassonetti rovesciti da dementi.

Stefano Olivari

stefano@indiscreto.it

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