Cercatori di contenuti

12 Agosto 2008 di Stefano Olivari

In Italia i navigatori web sono ancora troppo pochi, secondo i responsabili della pubblicità di molte grande aziende (che devono dare i soldi all’amico con la rivistina cartacea di copertura letta da venti persone, facendo a mezzo con lui), ma quello che sta succedendo per il sito della RAI va segnalato. Su www.pechino2008.rai.it lunedì 11 agosto sono state viste 2,2 milioni di pagine e si sono registrate richieste per il simulcast live per oltre un milione. Un aumento del 50% rispetto agli accessi record di domenica. Dietro ai quali non c’è grande lavoro giornalistico (in 6 feed su 8 ci sono solo i rumori di fondo), ma di sicuro un pubblico dalle motivazioni pazzesche che deve sfidare nell’ordine: 1) gli orari scomodi per chiunque lavori o, peggio, abbia sul collo il fiato di una famiglia in vacanza; 2) la qualità di download spesso scadente, dovuta forse a server inadeguati; 3) la casualità quasi totale della programmazione, che rende impossibile capire quali eventi sarenno trasmessi. Sarebbe poi il famoso pubblico di qualità, quello che non tiene la televisione come sottofondo e che grazie a MySkY, i registratori digitali e le varie versioni (con nomi diversi, l’importante è che ci sia un hard disk) del famoso TiVo non vede uno spot da anni. Il pubblico che sarebbe disposto a pagare per i contenuti, se solo i contenuti ci fossero.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

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