Bravi incassatori

21 Giugno 2010 di Stefano Olivari

di Stefano Piazza
Leggendo le notizie che i giornali sudafricani  pubblicano con una certa irritazione e che le “autorità” locali faticano a digerire si intuisce che i sudafricani avrebbero concesso tutto (ma proprio tutto) alla Blatter spa, in vista di questo Mondiale, ma anche che il risultato sembra essere un potenziale “buco” di almeno due miliardi di euro. Sintesi: un disastro completo.
Il portavoce della Fifa Nicolas Maingot commenta il probabile profitto che la federazione internazionale depositerà sui propri conti sparsi in giro per il pianeta (circa 2,7 miliardi) piangendo miseria e invocando comprensione: “I Mondiali di calcio sono la nostra maggiore fonte di guadagno, sono i soldi con cui gestiremo tutte le nostre attività per i prossimi quattro anni, sino a Brasile 2014”. E’ vero, quasi tre quarti di quella somma finirà nello sviluppo del calcio nel mondo, ma è vero anche che la Rainbow Nation (in cui il calcio ha ovviamente ricevuto abbondanti “spinte”) vedrà solo le briciole. Insomma, dopo aver speso una fortuna per garantire lo svolgimento del torneo (sei stadi nuovi di zecca, quattro da ammodernare, infrastrutture, sicurezza, trasporti), l’impresa-Mondiale si troverebbe a rischio tracollo.
“Siamo stati costretti a concedere alla Fifa agevolazioni sul pagamento delle tasse”, dice Rich Mkhondo, portavoce del Comitato organizzatore. “Ma nonostante ciò, a causa della cattiva gestione del ricavo complessivo che il mondo calcio otterrà da questo Mondiale, è molto probabile che il Sudafrica dovrà rassegnarsi ad una forte perdita economica”. La Fifa, insomma, sta rivelando ciò che, da subito, contava in questo Mondiale (come in tutti gli altri, del resto, solo che, qui, si era fatto un gran parlare di “Storia”, con la “s” maiuscola): i quattrini. Il Sudafrica ha concesso tutto, dicevamo, a quel gran circo che solo il governo planetario del calcio sa muovere ma, in cambio, rischia di non ricevere nulla. Nessuna tassa doganale, su qualsiasi operazione compiuta da società, gruppi, televisioni legati alla Fifa. La gestione in totale autonomia (con conseguente protezione) dei marchi sponsor ufficiali della manifestazione.
Sconti, agevolazioni, aiuti. Ma la Fifa si limita a incassare. “C’è anche da aggiungere”, prosegue Mkhondo, “che la Fifa non sembra troppo preoccupata per l’extra budget legato all’aumento del personale di polizia dopo la rinuncia dei vigilantes (la Fidelity Security e la Stallion Security, ndr). Sono complicazioni serie, che forse risolveremo ma non sotto gli occhi di tutti”. Per garantire le buste paga a tutti i poliziotti supplementari, “qualcuno” dovrà sborsare altri 12 milioni di euro. I sudafricani “suppongono” che il 50% della spesa debba essere competenza della Fifa, ma sembra che non abbiano ancora imparato che non sempre è una buona idea fidarsi degli uomini del vecchio Sepp.
Stefano Piazza, da Johannesburg
(per gentile concessione dell’autore, fonte: Rainbow Football)

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