Beviamo un Chivas

5 Agosto 2011 di Libeccio

di Libeccio
Il fallimento della Lega Pro, il ripiego Vucinic, Bagni senza soldi, la Supercoppa senza senso, Gasperini spaesato e lo scudetto estivo.

1. Nell’estate cosiddetta dei veleni (ma quale estate non lo è stata?), una notizia di rilevante gravità è passata nel silenzio quasi totale: molte le società che non sono risultate in regola dai controlli effettuati dalla Covisoc (la commissione di vigilanza sulle società di calcio professionistico). Sono addirittura 15 i club che non sono stati ammessi ai rispettivi campionati di Lega Pro. In Prima divisione, l’ex C1 di qualche anno fa, fuori Gela, Atletico Roma, Lucchese, Ravenna, Salernitana. In Seconda divisione, escluse Brindisi, Cavese, Cosenza, Matera, Sanremese, Catanzaro, Canavese, Crociati Noceto, Rodengo Saiano e Sangiovannese. Fuori anche società una volta di una certa importanza come Salernitana e Catanzaro. Il calcio non va più dove lo porta il cuore. Tra le tante risalta la vicenda dell’Atletico Roma, ad un passo dalla B fino a poche giornate dalla fine ed ora esclusa dalla C1 (i vertici denunciati dalla Procura) per una brutta vicenda di fidejussioni false. Si è parlato di riforma e ristrutturazione della Lega Pro, ma in italiano dovremmo dire fallimenti e squalifiche.
2. Battuto anche il Chivas!!! Così titolano alcuni giornali (amici?) sulle prestazioni della Juve a stelle e strisce. Come mai allora anche Antonio Conte ha cominciato a dire che servono innesti importanti se si vuole essere competitivi? Tradotto dal giornalistese vuol dire che così com’è la Juve competitiva non lo è. Dopo Buffon è il turno dell’allenatore della Juventus, nel lanciare un grido di allarme. La questione secondo noi non è tanto nel fatto che la Juve non spenda soldi (ne spende), ma quanto nei giocatori veramente importanti che a Torino non vengono come non venivano a Milano quando Inter e Milan non facevano la Coppa dei Campioni e campionati di vertice. E ci sia consentito aggiungere una chiosa al discorso fatto: tanto tuonò Aguero che piovve Vucinic!!! Ovvero un giocatore di valore ma che a Roma nessuno voleva più neanche vedere, per vari motivi. Anche quest’anno la strada della Juventus sembra proprio in salita.
3. Dopo meno di due mesi e annunci di collaborazione sbandierati in pompa magna, il Bologna silura Salvatore Bagni, “consulente di mercato” rossoblù. Ad annunciare la decisione lo stesso presidente Guaraldi. Nessuna spiegazione in merito, ma il presidente ha “espresso” la propria disapprovazione per le parole pronunciate da Bagni in una conferenza stampa: ”Avevo gia’ l’accordo per sei contratti, ma non ci sono soldi”, aveva spiegato l’ex giocatore di Napoli ed Inter. Esternazione che non è proprio andata giù a Guaraldi. “O Bagni ha detto una sciocchezza, oppure qui dobbiamo chiudere” ha chiosato il vulcanico (si dice così?) presidente. E hanno chiuso Bagni.
4. La Supercoppa italiana tra Milan ed Inter si gioca nuovamente in Cina (a Pechino) esclusivamente per denaro. Una scelta tecnicamente senza senso priva le due tifoserie tra le più numerose ed appassionate al mondo di un derby che avrebbe visto la sua sede naturale nello stadio Meazza di Milano. Continuare a fare ogni cosa senza logica alcuna che non sia il denaro (ma a San Siro si sarebbe davvero incassato di meno?) non aiuta certamente il calcio e anzi lo porterà alla sicura rovina. Aggiungiamo che in un sabato di agosto la gara viene giocata alle ore 14 italiane, come del resto già successo due anni fa. Una genialata.
5. Ci sarebbero tante cose da dire sull’Inter, ma le rimandiamo al dopo Supercoppa. Prima, in mancanza di partite vere, si può solo parlare dell’ambiente. Al di là della tattica, sul piano della gestione dei campioni (vedere il modo in cui Zanetti arriva a Pechino) Gasperini ci pare come il direttore di una banda paesana improvvisamente chiamato a dirigere la Berliner Philarmoniker.
6. L’estate dei veleni sfocierà in un autunno caotico, in un inverno al curaro per finire in una primavera del tutti contro tutti? Ma soprattutto: che campionato sarà? Ci vien da dire ancora Milan per lo scudetto, Inter seconda (ma con un doppio interrogativo) perché chi gioca con la difesa a tre raramente lo vince, Lazio terza perché i due davanti se non subiscono infortuni sono di quelli che fanno male, Roma quarta perché chissà sti americani e poi Totti che potrebbe decidere il muoia Sansone con tutti i filistei, Udinese quinta perché si ripete nonostante non ci sia più Sanchez a meravigliare, Napoli sesto perché pagherà parecchio la vetrina europea. E De Laurentiis lo sa.

Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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