Banalità del male

14 Settembre 2009 di Libeccio

di Libeccio
1. In Gran Bretagna hanno risolto il problema della violenza negli stadi, ma non quello della violenza in genere. Che semplicemente si è trasferita altrove. Nella fascia di età 10 – 17 anni gli inglesi sono primi in Europa nell’uso degli stupefacenti, nell’alcolismo e negli episodi di cronaca nera che frequentemente culminano con un omicidio. Anche nella fascia successiva (18 – 25 anni) la situazione non migliora di molto.
2. In Italia ultimamente si muore e parecchio sulle strisce pedonali o percorrendo banalmente una strada a piedi. Molti nostri connazionali proiettano la loro intrinseca impotenza sul volante di un auto e seminano morte e dolore nella vita di persone senza colpa. E’ “la banalità del male” come scrisse Hanna Arendt nel suo splendido libro sui totalitarismi. Traslato ai giorni nostri è come se l’uomo avese bisogno di esercitare la sua malvagità anche in tempo di pace poichè la malvagità è a noi connaturata.
3. Della stampa sportiva scritta e parlata non sopportiamo la domanda che ricorre ad ogni inizio di campionato su “dove possono arrivare” squadre come Samp, Genoa, Lazio, ecc…Non troppo lontano, è cosa risaputa da tutti gli addetti ai lavori: ma per la convenienza di tutti il circo mediatico deve funzionare, almeno per qualche mese. Altra litania è quella della violenza negli stadi che partirà sicura al primo incidente serio (i cori a De Rossi di ieri sono stati un pessimo antipasto). La nostra società è piena di violenza allo stato puro ovunque e lo stadio è solo un luogo (non l’unico) dove questa violenza ha modo di esprimersi se non altro per elevata concentrazione numerica. Suggeriremmo magari una analisi attenta delle cause scatenanti.
4. Apprendiamo dai giornali e da Indiscreto che a Milano si sono celebrati i “Mondiali di calcio Homeless” e la notizia ci sembra alquanto bizzarra. Primo: chi vive sulla strada in genere è refrattario a ogni genere di “allenamento” e ancor meno a “competere” con chicchessia. Secondo: la finalità della manifestazione almeno nelle intenzioni degli organizzatori è quella di restituire, a quanti hanno deciso di tagliare i ponti con ogni cosa, una vita normale, un lavoro, la famiglia. Pensate che divertimento (per gli homeless) se ci dovessero riuscire.
5. E’ appena cessata l’emergenza caldo che già comincia l’emergenza maltempo. Il sistema mediatico nostrano non riesce a proporre notizie se non in modo emergenziale. Del resto non è la notizia la questione di fondo ma il modo (scompostamente urlato) di offrirla.
6. Da non poco tempo il Milan sembra una società in preda ad un incomprensibile affanno e la partenza di Ancelotti pare non aver cambiato nulla rispetto al recente passato. A commento della prossima partita con il Marsiglia, Adriano Galliani ha detto che per il Milan la Coppa dei Campioni è l’habitat naturale. Prudentemente aggiungeremmo: sempre che riesca a qualificarsi per la prossima.
7. Luigi Pairetto che insegna etica sportiva ai giovani arbitri è un incredibile ossimoro. E’ come se un chupa chups desse lezioni di gastronomia.
8. Mercoledì a S. Siro tornerà Ibrahimovic con indosso una maglia che non è più quella dell’Inter. Fossimo tifosi interisti lo saluteremmo con un applauso, ma temiamo che non sarà questa l’accoglienza. Un applauso anche per aver parlato chiaro quando non era facile farlo.
9. E’ risaputo che nella vita vince chi guida, vale anche nel calcio. Ci piacerebbe che agli inizi di ogni campionato tutti i protagonisti delle squadre di calcio concorrenti sottoscrivessero una unica dichiarazione nella quale (a conclusione di un piccolo e schematico preambolo) fosse enucleata la seguente banale convinzione: “Alla fin fine trattasi di un gioco e come tale lo interpreteremo”. Il calcio un gioco? Che orribile e sconveniente definizione. Il calcio e il tifo sono la vera base su cui si fonda la Repubblica Italiana. Non a caso sono gli unici argomenti per i quali ormai ci si scalda un minimo.
Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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