Atletica non credibile ma anche sì

14 Agosto 2008 di Stefano Olivari

Finalmente questa notte inizia l’atletica, senza cui l’Olimpiade non avrebbe senso, con qualche personalissimo consiglio e lasciando da parte discorsi sul doping fatti mille volte. E’ evidente che gli sport di prestazione (atletica, nuoto, ciclismo, sollevamento pesi, canottaggio) anche quando hanno una componente tecnica importante sono più soggetti di altri al rischio di doping, al di là del fatto che spesso il doping sia culturalmente indefinibile (E’ solo questione di dosaggi? E le manipolazioni genetiche di cui non è prematuro parlare?). E’ però anche evidente che questi sport abbiano avuto in molti casi il coraggio di abbattere i loro numeri uno, quando sarebbe stato facile (soprattutto per le squalifiche a distanza di anni, tipo il caso della 4per400 americana), mentre quelli con un pubblico fisso, che prescinda dal grande evento, si sono trincerati per anni dietro ad furbetto rispetto della privacy quando non addirittura a controlli mai effettuati: dalle provette manomesse e distrutte dell’Acqua Acetosa al silenzio del dottor Fuentes su calciatori e tennisti. Eppure di calcio, tennis, Formula Uno, eccetera non si è mai letto che sono finti come gli scatti di Riccò o gli allunghi della Soboleva. Però li abbiamo guardati con passione (a parte la F1), così come guarderemo Bolt e Schwazer. Giova ricordare che la vita è adesso.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

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