Assistente civico, il rompicoglioni di Stato

24 Maggio 2020 di Indiscreto

La figura dell’assistente civico è stata istituita per ricordarci, dopo l’anestesia emotiva da lockdown, che quello attuale è il peggior governo italiano dal 1945 ad oggi. E non a caso è toccato a Francesco Boccia, ministro per gli affari regionali, annunciare un bando per 60.000 assistenti civici rivolto a disoccupati e percettori di reddito di cittadinanza. Coordinati dalla Protezione Civile di Borrelli, cosa dovranno fare questi 60.000?

Fondamentalmente una cosa: far rispettare il distanziamento sociale nei luoghi pubblici e in quelli aperti al pubblico, aiutando i Comuni in strada, fuori dai locali ma anche davanti alle scuole. In quale modo non è chiaro, visto che il compito sarebbe dei vigili urbani e che il paragone con gli ausiliari della sosta, o del traffico che sia, non vale: quelli sono figure comunali, con compiti precisi, mentre gli assistenti civici sono di emanazione statale e senza un incarico vero e proprio, per non parlare della catena di comando.

Gli assistenti civici saranno pagati? In senso stretto no, perché nemmeno i volontari della Protezione Civile percepiscono uno stipendio (il loro impegno è conteggiato come lavoro ‘normale’, se sono dipendenti, mentre c’è un rimborso di 103 euro al giorno se sono autonomi: quasi quasi…) formale, ma è chiaro che una qualche forma di rimborso spese ci sarà visto che non tutti potranno svolgere il servizio sotto casa.

Al di là delle questioni finanziarie, troviamo incredibile che in un momento drammatico per l’economia e il morale delle persone sia stata inventata questa milizia di rompicoglioni di Stato, non sapremmo come altro definirla, che creerà confusione con le forze dell’ordine e fastidio in una popolazione che nella media ha mostrato un inaspettato rispetto delle regole, anche di quelle più stupide. La previsione facilissima è che nell’era degli assistenti civici saranno di più le risse causate che i contagi evitati.

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