Alternative assurde

27 Luglio 2008 di Stefano Olivari

Il mercato europeo è profondamente cambiato, qualcuno crede semplicisticamente che sia in mano a chi ha più soldi (nel caso, i soliti inglesi e le solite due spagnole). Non è vero, perché i giocatori con contratti lunghi e blindati non sono contendibili contro la volontà dei club di appartenenza, essendosi questi club messi d’accordo con un cartello per non applicare l’articolo 17. Per questo non è credibile che Kakà possa andare via contro il volere di Berlusconi, o Ibrahimovic contro quello di Moratti, nemmeno per 1000 miliardi: cose che vanno tenute a mente, di fronte ai tanti ‘abbiamo rispettato la volontà del giocatore, siamo stati costretti’, che si leggono. Vale anche per giocatori che hanno già dato il meglio è che al di là del valore sono poco più di un capriccio, come Frank Lampard: uno Stankovic sano (quello che Mourinho ha definito ‘lo Stankovic dei tempi della Lazio’), fra l’altro suo coetaneo, non gli sarebbe inferiore per il tipo di gioco richiesto, ma l’ossessione per la figurina sa un un po’ di ripiego rispetto a quei grandi giocatori all’apice della carriera che non si muovono più. Così tutto diventa valido, senza nessuna logica tecnica e meno che mai tattica. Xabi Alonso costa troppo? Prendiamo Poulsen. Problemi per Quaresma? Il nostro uomo è Muntari. Il Real non ci regala Baptista? Interessa Marica. Uscendo dalla logica che qualcosa si deve fare per i tifosi, giocatori in alternativa che c’entrano zero l’uno con l’altro.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

Share this article