Alla Maradona senza Maradona

15 Febbraio 2011 di Libeccio

di Libeccio
I cinque anni di Del Neri, le armi del Napoli, Ronaldo senza maglia, la buona stampa che avrà il Qatar e il buon cuore di Zoff.

1. L’Inter perde di misura il derby d’Italia e la marcia quasi trionfale di Leonardo conosce il primo serio arresto ad opera della sua storica rivale di sempre. La Juve scende in campo in preda ad un furore agonistico che normalmente non possiede e l’Inter per tutto il primo tempo e per una frazione del secondo passeggia in campo neanche fosse in gita turistica. I tifosi juventini potrebbero giustamente essere orgogliosi di tale risultato, se non fosse stato lo stesso Del Neri alcuni giorni addietro a precisare che il suo programma è quello di vincere qualcosa entro 5 anni. Ad una dichiarazione così in una azienda normale si viene di solito licenziati in tronco essendo l’orizzonte temporale a disposizione per dimostrare di essere abili molto più ridotto (in genere il tempo di un bilancio consolidato), ma Del Neri deve avere nella proprietà Juve un interlocutore molto molto paziente. A differenza di altri colleghi.
2. Il Napoli attuale è molto simile al Napoli di Maradona, con la piccola differenza di…Maradona. Costruito su poche (tre) indiscutibili individualità, molti muscolari utili nel fare da collante, il pubblico che intimidisce le squadre medie e deboli anche quando il Napoli è in giornata no, una società con una linea chiara, il più grande bacino d’utenza televisivo dopo quello delle tre grandi storiche. Basterà per lo scudetto? No, a meno che Ibrahimovic non si faccia male.
3. Ronaldo ha alla fine deciso deciso di lasciare il calcio, con un anno d’anticipo rispetto a quanto da lui stesso previsto. A 34 anni ha dichiarato che il suo corpo non lo segue più nelle giocate che ha in mente di fare e ha anche confessato di essere affetto da ipotiroidismo che spiega il suo peso eccessivo (quelli che ironizzavano di continuo sul tema chiederanno scusa)? Raramente una dichiarazione di un giocatore è stata più schietta e dolorosa sull’argomento. Per noi il miglior Ronaldo è stato un talento inarrivabile, un fuoriclasse assoluto e forse il migliore di sempre dopo Pelè e Maradona. Un fuoriclasse più grande delle maglie che ha indossato, circondato da un affetto che prescinde dal tifo e che non a caso ha pochi amici fra gli addetti ai lavori.
4. Il Qatar è purtroppo destinato (contro ogni logica, a parte quella dei soldi: che comunque non hanno solo lì) a ospitare i Mondiali di calcio nel 2022. Gli sceicchi hanno investito molto nella cosiddetta ‘comunicazione’. Zinedine Zidane ad esempio, ingaggiato come sponsor per sostenere le ragioni della candidatura, pare abbia ricevuto un compenso di ben 3 milioni di euro. A giugno nel Qatar le temperature variano tra i 40 e i 50 gradi, l’ipotesi di giocare a gennaio circola ma ufficialmente Blatter non l’ha ancora abbracciata. Ma tornando alla ‘comunicazione’, dopo le prime perplessità prevediamo una pioggia di articoli in positivo sui principali giornali europei. Funziona così, più o meno con lo stesso meccanismo del bonifico.
5. Ospite di una trasmissione radiofonica a Dino Zoff è stato chiesto un parere sulla involuzione tecnica subita da Maurito Zarate. Zoff ha detto che il giocatore della Lazio viene giudicato sempre con eccessiva severità e che forse servirebbe “maggiore buon cuore nel valutare il lavoro altrui”. Abbiamo sempre stimato Dino Zoff e nel tentativo che sempre facciamo di scovare argomenti dello sport magari in controtendenza rispetto alle solite diagonali e ripartenze, questa dichiarazione ci sembra un autentico gioiello. Quanto bisogno avrebbe ancora il calcio italiano di Dino Zoff. Per sua fortuna è lui che non ha bisogno del calcio italiano.

Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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