Al posto di Toto

10 Aprile 2011 di Enzo Palladini

di Enzo Palladini
In Brasile, come in quasi tutto il Sudamerica, un giocatore può essere tesserato per un club di calcio pur essendo proprietà di una società privata o addirittura di una persona fisica. Il Cruzeiro decise di tesserare Ronaldo e spese per quell’operazione l’equivalente di 50mila dollari pagati alla società di Pitta, Martins e Jairzinho, acquisendo così il 55 per cento dei diritti del giocatore. Così nel marzo del 1993 quel talento di 16 anni e mezzo lasciò la Cidade Maravilhosa, la città meravigliosa, per trasferirsi a Belo Horizonte.

La distanza non è tanta, 434 chilometri in tutto, poche ore di Rodoviaria (la rete di pullman che attraversa il Brasile), ma l’ambiente rispetto a Rio de Janeiro è totalmente diverso. A Belo Horizonte si respira un’aria quasi europea, si pensa in maniera totalmente diversa. Anzi, a dire la verità tutto il Brasile è diverso da Rio: il vero carioca (così si chiamano gli abitanti dello Stato di Rio de Janeiro) ha un atteggiamento e un rapporto con la vita diverso da chiunque altro, anche all’interno dello stesso Paese. L’esordio di Ronaldo con la maglia blu del Cruzeiro è datato 23 marzo 1993, allo stadio Mineirão. Attenzione, però: il futuro Fenomeno giocava nella squadra giovanile e quel giorno affrontò la squadra amatoriale del Botafogo do Matosinhos, piccolo club dello Stato di Minas Gerais (di cui Belo Horizonte è la capitale), antipasto del Cruzeiro-Desportiva per la Copa Brasil. Il risultato della prima squadra contro la squadra dello Stato di Espiritu Santo non se lo ricorda nessuno, ma tanti tifosi del Cruzeiro ricordano che la giovanile vinse 4-1. Ronaldo segnò due gol e in pochi giorni divenne la stella di una squadra capace di vincere la Supercoppa di Minas Gerais e la Copa Belo Horizonte. Facile indovinare il capocannoniere di quelle due manifestazioni.
Presto arrivò anche l’esordio in prima squadra. Il Cruzeiro avanzava nella Copa Brasil e doveva gestire il doppio impegno, da una parte il campionato statale di Minas Gerais e dall’altra il trofeo nazionale. L’allenatore dell’epoca, Pinheiro, decise allora di schierare nel campionato locale una formazione mista di titolari e ragazzi. Il 23 maggio 1993 ecco l’esordio in prima squadra contro la Caldense, undicesima giornata della prima fase del campionato mineiro: risultato finale 1-0 per il Cruzeiro, gol del centrocampista Ramon Menezes. E questa è stata una costante della carriera di Ronaldo, che non ha quasi mai segnato negli esordi. Per diventare numeri uno bisogna essere bravi e anche un po’ fortunati, la fortuna di quel momento fu la cessione dell’attaccante Cleison dal Cruzeiro ai portoghesi del Belenenses. Ronaldo venne così aggregato stabilmente alla prima squadra. Lo presero da parte e gli dissero: ”Ti giochi un posto da titolare con Toto”. Questo Toto si chiama all’anagrafe Sandro Luiz Schmit, è nato a Jaraguà do Sul il 26 agosto 1968 e da quel momento iniziò la fase discendente della sua carriera. Prima del Cruzeiro aveva giocato nel Flamengo e nel Criciuma, da lì in poi si dovette accontentare di Figueirense, Paranà e alla fine Fortaleza. Ovviamente venne travolto dalla forza di Ronaldo, che mise in mostra cose straordinarie in una tournèe del Cruzeiro in Portogallo. In particolare, il ragazzo lasciò lo stadio Das Antas di Oporto a bocca aperta in una partita contro gli uruguayani del Peñarol.
Il nome cominciava a circolare, dunque. E nella Supercoppa del 1993 Ronaldo era titolare in prima squadra, capocannoniere del torneo con 8 reti. Ed ecco anche il primo soprannome: Matador azul, dalla maglia azul (blu) della sua squadra. A coniare questo primo apelido (soprannome, in portoghese) fu il telecronista Januario de Oliveira di TV Bandeirantes. Oggi sembra un soprannome banale, all’epoca però non lo era: mai prima di lui in Brasile un attaccante era stato ribattezzato matador, termine molto più in voga nei Paesi di lingua spagnola. Da allora però divenne moda. Il campionato brasiliano si giocava nella seconda metà dell’anno solare, mentre il primo semestre era dedicato ai campionati statali e alle varie coppe e supercoppe locali. Nel 1993 il campionato cominciò il 4 settembre, con 32 partecipanti divise in 4 gironi. Nella prima fase si giocavano partite di andata e ritorno, poi le prime due di ogni gruppo sarebbero entrate in corsa per la fase finale. Alla prima giornata di campionato Ronaldo fu subito titolare. La data è il 7 settembre 1993, stadio Mineirão di Belo Horizonte: Cruzeiro-Corinthians 0-2, gol di Leandro Silva e Tupazinho. Due coincidenze: l’avversaria era la squadra nella quale avrebbe giocato a partire dal 2009 e in quel Corinthians c’era il centrocampista Zè Elias che sarebbe diventato nerazzurro insieme a lui. Il compagno d’attacco del futuro fenomeno si chiamava Roberto Gaucho e l’allenatore era Carlos Alberto Silva, persona della quale Ronaldo ha sempre avuto grande stima. L’esordio nel suo complesso fu traumatizzante, perché la squadra di Ronie concluse in 9 uomini (espulsi Edenilson e Douglas) e si capì che non sarebbe stato facile lottare per un posto nella seconda fase. Il 12 settembre ecco il primo gol nel campionato brasiliano, sul campo del Bahia, con vittoria del Cruzeiro per 3-1. Era ufficialmente cominciata l’era Ronaldo. Carlos Alberto Silva non si sarebbe mai più sognato di toglierlo di squadra, se non per motivi fisici. Ecco la sequenza di partite dei due mesi successivi, a ritmi forsennati. 15 settembre Bragantino-Cruzeiro 1-0, 18 settembre Cruzeiro-Flamengo 1-2 (un gol di Ronaldo), 26 settembre (4 giorni dopo il 17esimo compleanno) San Paolo-Cruzeiro 0-0, 3 ottobre Internacional-Cruzeiro 3-0, 9 ottobre Cruzeiro-Botafogo 3-0 (un gol), 16 ottobre Botafogo-Cruzeiro 0-1 (gol), 24 ottobre Flamengo-Cruzeiro 2-1, 31 ottobre Cruzeiro-Bragantino 1-0 e altro gol decisivo.  
Enzo Palladini
(tratto dal libro PAURA DEL BUIO-Biografia non autorizzata di Ronaldo, editore Indiscreto – In vendita su Amazon.it e in libreria)

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