Attualità

A favore dei dazi di Trump

Indiscreto 03/04/2025

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I dazi di Trump, annunciati nel corso di quello definito Liberation Day, nei confronti un po’ di tutti i paesi del mondo, hanno attirato reazioni negative a sinistra ma anche a destra, anche da noi, se consideriamo il mondo coincidente con l’establishment politico e mediatico. Significa, banalmente, che tanti interessi legittimi o illegittimi sono stati toccati. A cascata anche i nostri, visto che non siamo statunitensi. Molto duro nei vari articoli il Wall Street Journal, che ha spiegato il grezzissimo metodo di calcolo dei dazi che mette insieme tutto: dazi in senso stretto, IVA, politiche protezionistiche dei vari paesi (e dell’Unione Europea stessa), anche normali dinamiche di mercato perché certi prodotti sono richiesti o non richiesti a prescindere dalla tassazione.

Il calcolo di questi dazi, che dazi non sono, è semplice: deficit commerciale degli USA verso quel paese diviso per il valore delle esportazioni di questo paese verso gli USA. Da qui nascono tutti i numeri della tabella, con il 39% dell’Unione Europea e il 67% a fare titolo. La reciprocità di cui parla Trump è poi una mezza reciprocità, visto che i presunti dazi (che dazi non sono, ripetiamo) dei paesi stranieri nei confronti dei prodotti statunitensi vengono divisi per due, per definire il dazio americano vero e proprio.

Le tabelle sono dappertutto, inutile che stiamo a copiarle, ma è del tutto evidente la ragione politica del comportamento di Trump: fanculo la Ferrari e lo champagne, io voglio che la classe medio e piccolo borghese americana sia protetta. Tanto i ricchi la Ferrari e lo champagne li compreranno lo stesso, mentre i meno ricchi compreranno meno Panda e meno Chianti in favore dei prodotti americani o con una catena di produzione per la maggiopr parte in America. Voi cinesi dite che avete una florida classe media? Bene, allora vendete a lei. Tu Nike hai fornitori in Vietnam dove il lavoro organizzato (figurarsi quello in nero) costa 2 dollari l’ora? Ecco, dovrai cambiare a costo di far pagare 500 dollari al maranza le tue scarpe. Stiamo estremizzando, ovviamente, perché tutto è trattabile: si chiede 10 per avere 3.

Intorno all’ottavo minuto del video compare sul placo Brian Pannebecker, ex operaio Ford e Chrysler, fondatore di Auto Workers for Trump 2024 e fisicamente archetipo del lavoratore bianco che segue NFL e NASCAR, quel tipo di persona sbeffeggiata dai media e a volte (tutto è già stato detto in Zappatore, con Merola e una Venier fidanzata americana del figlio, che è il fratello di Michele Placido) dai suoi stessi figli quando vanno all’università. Ecco, lì si spiega tutto meglio di come stanno facendo i Cottarelli dei poveri. Scontatissimo, senza IVA (che meriterebbe un grande dibattito visto che non esiste in natura e dopo oltre mezzo secolo può essere rivista), il nostro sondaggio: siete d’accordo con la filosofia dei dazi di Trump?

stefano@indiscreto.net

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