Recoba a teatro

Già diverse volte in questa fortunata rubrica domenicale abbiamo scritto come per Alvaro Recoba la fama di protetto di Moratti sia parzialmente infondata. Nei 18 anni di Massimo Moratti alla guida dell’Inter ci vengono in mente almeno una ventina di giocatori con i quali il presidente neroazzurro ha avuto un rapporto personale più stretto di quello avuto con Recoba. Che era un suo grande amore calcistico e basta, e nemmeno al punto tale di imporlo all’allenatore del momento.

E Recoba non era (e immaginiamo non sia, pur non vedendolo più da anni) un asso nelle pubbliche relazioni, al punto che si defilava da quasi tutte quelle situazioni da pseudo-sinistra piene di aspiranti consiglieri di Moratti. In particolare evitava gli inviti alla Comuna Baires, un locale di via Favretto che ruotava intorno ad un teatro ed alle attività collegate. Un posto dove a cena si potevano incontrare intellettuali veri (Eduardo Galeano e Santiago Gamboa su tutti, ma ricordiamo una cena super-interessante con il fumettista argentino Roberto Fontanarrosa) e altri meno veri, spesso sedicenti perseguitati.

La Comuna Baires era in qualche modo finanziata dai Moratti ed i giocatori, soprattutto i sudamericani, sapevano che al presidente faceva piacere vederli partecipare sia agli eventi importanti sia a certe serate dal sapore un po’ fantozziano (c’eravamo quando Fresi e Colonnese furono invitati a riflettere sui crimini dei regimi militari), e non mancavano mai. Noi spesso ci andavamo, perché quando facevano i giornalisti eravamo interessati alle notizie (fu alla Comuna Baires che Moratti a sorpresa annunciò Baggio). Recoba aveva invece quasi sempre la scusa in canna, o anche nessuna scusa (il ‘pacco’ diretto era un suo colpo, come il gol olimpico), tranne quando lì Zanetti e la moglie Paula organizzavano una raccolta fondi per beneficenza. Il Chino era un calciatore, ma lo sarebbe stato anche da impiegato o operaio, insofferente alle regole non scritte del gruppo ed è per questo che entrava subito in sintonia con quelli della sua razza, come Ronaldo e soprattutto Vieri.

La Comuna Baires, che adesso ha cambiato sede (è in via Brioschi), è sopravvissuta alla morte dei suo fondatore Renzo Casali, nel 2010, e continua a proporre la sua idea di teatro non borghese, cioè un teatro con l’obbiettivo di muovere qualcosa e non di dare conferme. Certo poi a teatro ci vanno quasi solo borghesi, ma è un discorso lungo. Di sicuro non abbiamo mai trovato molti punti di contatto con il calcio, strumento di controllo sociale come pochi altri, mentre ce sono senz’altro di più con Recoba ed il recobismo. Solo che il Chino non l’ha mai saputo.

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21 commenti

  1. Devo dire che grazie alla rubrica del Direttore il recoba extracalcio comincia a starmi simpatico…però diciamocelo, non sarà stato il figlio prediletto, ma senza “quel” Moratti il chino non sarebbe potuto rimanere in una “grande” dell’epoca per un decennio senza mai incidere o comunque fare la differenza…

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  2. Ah, quindi a breve titolo tipo “Totó alle olimpiadi “?

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  3. Questa è la puntata più interessante dall’inizio della rubrica su recoba.

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  4. Ahhh, quei locali giusti dove milionari di sinistra vanno vestiti da puzzoni dopo averci messo 3 ore a scegliere cosa mettere. Roba da rastrellamenti.

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  5. Vieri: “Moratti mi telefonava sempre. Poi è arrivato Adriano…” Moratti heartbreaker.

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  6. Comuna Baires classico esempio di borghesia illuminata autoreferenziale che non cederebbe nemmeno un millesimo del proprio status per aiutare.

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  7. Senza la protezione di Moratti, il suo amore solo calcistico (che soleva piazzare su un aereo privato quando veniva a scoprire che l’allenatore l’aveva escluso dalla trasferta di coppe) sarebbe stato digerito dopo 3 stagioni come un Kallon o un Martin.

    Giusto chiudere il cerchio con la Comuna Baires, su cui han detto tutto Cydella e Jeremy, visto che il mito Recoba venne alimentato proprio là dentro ai tempi di via Favretto, raccontando un giocatore che non è mai esistito.

    Inter Comuna Baires Zelig, una triade che per anni ha regalato gioie e risultati a Milan e Juve. Non è un caso che l’Inter fosse l’unica squadra con un Direttore Artistico, visto che passava spesso dal circo al cabaret.

    E non sempre in senso letterale…

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    1. Meno Uno, tu devi essere quello con la barba lunga e il basco militare bordeau sulle 23 che chiamavamo ironicamente El General e che veniva ad ogni evento per parlare dele dittature fasciste che vivevano sulle spalle del pueblo e per scroccare al buffet…

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  8. Prossimo pezzo sulla faccia di Recoba

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    1. Eh, li non so se basta una puntata sola…

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  9. L’Italiano è così: sempre mosso da ‘sta atavica invidia di chi è ricco

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    1. Dove?!

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      1. Ah, non lo so dove. Io l’ho letto su Indiscreto tempo addietro; e da quello Zelig * senza pensiero proprio che mi riconosco di essere, l’ho fatto subito mio: sì, se qualcuno critica i ricchi, sotto sotto, è perché rosica, non perché abbia una teoria politica ben congegnata. Qualcuno se lo ricorda?
        Oh, poi il Belisario mi ha fatto venire il dubbio che in realtà io non abbia letto di invidia per i ricchi ma di colpevolizzazione della ricchezza (e abbia come al solito travisato) … ma poi ci ho pensato bene e mi son detto: no, no, si parlava proprio di rosicamento. Adesso non so andare a risalire a quando fu, ma alla prossima occasione, se ci sarò ancora, non mancherò di evidenziarlo.

        * Zelig nel senso del personaggio alleniano, non del locale che per anni ha regalato gioie e risultati a Milan e Juventus.

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    2. L’invidia per qualcuno che ha qualcosa piu’ di te ci sta, siamo esseri umani. Magari non ci sta la colpevolizzazione della ricchezza (che e’ quello che accade in italia).

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      1. Il problema è che ormai invidiano chi prende 900€ di reddito di cittadinanza, o chi prende 5k per stare 10 ore al giorni con gli eletti pentastellati (preferisco il RDC). Invidiare i ricchi era meglio….

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  10. Grande articolo. Votato con 10 solo per il pensier su Fresi e Colonnese che riflettono sui regimi miltari

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  11. tempo fa ebbi modo di conoscere uno dei due giocatori sopracitati invitati ad una di quelle serate fantozziane

    mi chiamò trovando il mio numero probabilmente da un amico di un amico di un amico, chiedendomi una cosa impossibile (non ero così importante per riuscire a soddisfarlo, oddio non che ora…) e sottolineando la sua militanza nell’Inter (e anche qui volevo dirgli…carissimo meglio evitare…non è che stai nella hall of fame nerazzurra…e nemmeno nella hall of average nerazzurra…)

    in quei minuti di telefonata diciamo non è che lo apprezzai per la sua raffinatezza di pensiero

    e insomma, rido al pensiero di questo mister X che deve dare una sua opinione sui “crimini di Pinochet attraverso la polizia segreta” o su via Rasella…

    ps: il favore richiestomi era legalissimo, voglio sottolinearlo eh, però era una cosa esagerata del tipo “vorrei incontrare il Papa, tu sicuramente mi potrai aiutare”… magara caro mio…magara…

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  12. Invidioso di chi è ricco? Ammiro chi è diventato ricco e invidio un po’ chi lo è di famiglia, ma semplicemente non tollero i miracolati che pretendono di fare la morale e dare insegnamenti di vita. Sei il figlio ritardato di un petroliere? Goditi i soldi, ma non romperci i coglioni!

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    1. Ma rompere i coglioni in che senso?
      Domando perché a volte, sospetto, non ho cognizione di ciò che tiranneggia le brave persone fornite di telefonetto e di TV in casa.
      Vivo a Milano e immediati dintorni da quasi 30 anni, ormai, e sono uno che frequenta i “luoghi della cultura”, penso, ben sopra la media milanese. Ma non sono mai andato alla Comuna Baires. Mai.
      Come fanno a rompere i coglioni a te? Nel contratto per lo smarfone era implicata la partecipazione obbligatoria a un corso tenuto da Gian Marco Moratti? Per installare in soggiorno un apparecchio televisivo hai dovuto passare in Comuna Baires con Fresi e Colonnese a farti revisionare la dottrina per verificare se sui regimi sudamericani sei abbastanza allineato con la gauche caviar?

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  13. Grande Direttore,
    i tank sulla comuna baires, poi li rieduchiamo in Siberia, corsi d’aggiornamento nelle isole Solovki, dopo un bagnetto nel mar Bianco

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  14. Mi immagino Fresi e Colonnese processati come nemici del popolo e costretti a una pietosa abiura delle loro idee imperialiste.

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