Mi chiamo Francesco Totti e sono meglio del mio film

Mi chiamo Francesco Totti, visto l’altra sera su Sky, è un brutto film ma tutti ne parlano bene, quindi forse è un bel film che non abbiamo capito: giudizi sempre soggettivi. Quello di Alex Infascelli è di sicuro un documentario che ha proprio Totti come voce narrante e come base il libro Un capitano scritto da Paolo Condò, mescolando immagini già viste a filmati amatoriali della famiglia Totti: insomma, buonissime premesse. Peccato che il film sia noioso e non regga il confronto con un qualsiasi I signori del calcio di Sky.

Il problema è che al di là di quello che tutti sanno di Totti non c’è alcuna idea: Mi chiamo Francesco Totti è un semplice racconto cronologico della carriera del campione, dalle prime partitelle con i compagni delle elementari fino allo scudetto con la Roma e alla vittoria nel Mondiale 2006, in cui la grande impresa fu quella di esserci, a pochi mesi da un grave infortunio. Un racconto con quasi nessun cattivo (se non Carlos Bianchi e in parte Spalletti, al quale comunque riconosce di essergli stato vicino in momenti difficili) e totalmente privo di pathos, oltre che di molti episodi decisivi nella costruzione di Totti come personaggio.

Fra questi l’incontro con Maurizio Costanzo, vero artefice della trasformazione da stereotipo del calciatore ignorante (cosa che Totti non è) al personaggio pop autoironico (non è nemmeno questo, e i suoi sostenitori ancor meno di lui come dimostrano le minacce a chi lo imitava) di oggi. Si rimane su un banale racconto dell’amore della gente, che qualunque bandiera di una squadra, dalle Far Oer al Senegal, potrebbe spiegare, e su una sfilata di personaggi che rimangono tutti in superficie: riesce ad essere noiosa perfino la parte su Cassano, con il quale per un certo periodo fece coppia fissa in campo e nelle notti romane.

A un racconto in prima persona non si può ovviamente chiedere di essere autocritico, ma di essere emozionante sì. Forse dietro a questo progetto c’erano troppe teste, basta vedere l’elenco di chi ci ha messo soldi: prodotto da Lorenzo Mieli (figlio dell’ex direttore del Corriere della Sera, Paolo), Mario Gianani Virginia Valsecchi (figlia del produttore Pietro), dal gruppo Fremantle, in collaborazione con Rai Cinema, Sky, Amazon Prime Video e qualcuno che magari dimentichiamo, per sua natura è un film trasversale che non doveva scontentare nessuno. Tanta gente coinvolta, con tutte le relazioni che questa gente ha nei vari ambienti mediatici, significa critiche positive a prescindere. Funziona così e non bisogna stupirsi. Però a noi cosa frega delle terrazze romane?

Un’opera veltroniana, viene da dire (fra l’altro la figlia di Veltroni è produttore esecutivo del film), che tiene ingiustamente a freno la parte più vera di Totti e di qualunque campione, cioè l’autostima a livello Ibrahimovic, smisurata. Che spunta qua e là, fra i testi scritti da chi ha studiato più di Totti ma non ha esaltato le folle come lui: i compagni che si scansano quando c’è da tirare il rigore contro l’Australia, i difensori come birilli, il Real Madrid che gli avrebbe fatto ponti d’oro, eccetera. Sfruttata il minimo la vera caratteristica che rende Totti superiore: essere diventato grande nella sua città e nella sua squadra. Il valore non è averlo fatto nella Roma, che per uno spettatore non romanista vale l’Arsenal o il Siviglia, ma averlo fatto a casa propria.

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Mi chiamo Francesco Totti e sono meglio del mio film, 8.4 out of 10 based on 23 ratings

44 commenti

  1. d’accordo su tutto, sia sulle critiche al film sia sull’ultima frase. Recensione che trovo “confortante”, già che lunedì sera dopo averlo visto non mi sentivo di condividere tutto l’entusiasmo che leggevo. Per quanto mi riguarda mi ha trasmesso lo stesso coinvolgimento di un documentario sul Giappone: affascinante sicuramente, ma troppo “altro” per essere goduto fino in fondo.

    La cosa che mi è piaciuta di più: il patimento vero all’idea di lasciare il calcio, un misto di amore smisurato per il gioco, di “oddio adesso cosa faccio nella vita” e “oddio sto per scendere dal piedistallo”

    Comunque quando Spalletti diceva che era l’unico a trattarlo come un vero giocatore di calcio, aveva ragione

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  2. Cosa si dice nel film delle bravate del mondiale 2002, dello sputo del 2004, del calcio a balotelli?

    Sarebbe stato interessante analizzare come la persona fuori dal campo abbia depotenziato il talento calcistico smisurato, tanto da farlo vincere solo da comprimario.

    Riguardando il tabellino, il rigore con l’australia lo poteva tirare solo lui o pirlo, che non credo fosse uno che si scansava.

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  3. l’entusiasmo deriva – comprensibilmente – dai tifosi della AS Roma (o tifosi della AS Totti?) che possono vedere nel massimo splendore il loro idolo o dai vari lacchè delle tv/radio/media che sognano di poter diventare amici “der gabidano”.

    ma “spiegare Totti” a chi non lo conosce (o a chi lo conosce solo parzialmente) è un’altra cosa, non è facile, e si deve anche obbligatoriamente andare ad analizzare i punti meno brillanti di Francesco, le sue debolezze e i suoi limiti. E questo non è stato fatto, un po’ perchè serve avere una certa abilità nella narrativa, un po’ perchè essendo “prodotto ufficiale” non te l’avrebbero permesso.

    è una operazione un po’ alla unposted Ferragni, un buon documentario “da piedistallo” ma finisce lì.

    ed è proprio per queste motivazioni che sono rimasto un po’ deluso dal libro di Condò (che di fatto fu la genesi di questo film…): lo ritengo un ottimo giornalista e un abilissimo analista, ma “accettare” di far parte di una biografia ufficiale (di una persona che comunque non è un grandissimo amante delle critiche o dei chiaroscuri…) è un po’ un peccato… perchè Condò è uno dei pochissimi che potrebbe liberarsi dalle “official version” e scrivere tutto (o quasi…) quello che gli pare…

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  4. Transu, gli episodi con Poulsen e Balotelli vengono mostrati con un filino di autocritica ma senza esagerare.
    Mia moglie dopo averlo visto di primo acchito mi fa :”bello ma non ha parlato mai di De Rossi”
    E , aggiungo io , mi sarei aspettato di più anche sul suo rapporto con Sensi che viene solo sfiorato per dire che tra allenatore e giocatore il presidente scelse il secondo.

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  5. Carbayon, sono d’accordo su tutto tranne che su Condò.
    È proprio uno degli ultimi a potersi liberare delle versioni ufficiali e scrivere ciò che gli pare.
    Persona garbata e penna brillante ma da sempre super embedded, in qualsiasi ambito.

    O fai l’editorialista di Sky o racconti la verità, non c’è tempo per tutte due le cose.

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  6. Il film non lo so, ma il libro delle sue fesserie parla, seppur in maniera che sembrino bazzecole (mentre non lo sono).
    Ma in realtà poco importa, anche i suoi limiti rendono Totti unico, non più forte, non migliore, ma unico.
    Transumante, Totti o non ha vinto, o ha vinto da protagonista, quel poco che ha vinto. Comprimario, ma quando mai

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  7. Ha vinto uno scudetto con batistuta, samuel, emerson, montella ecc non mi dire che era lui il trascinatore morale che mi viene da ridere, anzi soffriva pure la “concorrenza” di nakata. Nel mondiale ha spostato meno di Grosso, Materazzi, Cannavaro, Pirlo, Buffon, Gattuso.
    Possiamo anche parlare degli scudetti persi dalla roma per merito del personaggio totti, tanto che a un certo punto dissi che aveva fatto vincere piu’ scudetti alla juve che alla roma.

    Il talento di Totti e’ unico, il personaggio e’ il solito burino portato alla ribalta da costanzo/de filippi.

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  8. Peraltro abbiamo gia’ discusso l’argomento, https://www.indiscreto.info/2009/07/i-sudditi-del-re-di-cartone.html/comment-page-1#comments

    E’ divertente cambiare idea e riscrivere la storia ma la penso come il me stesso di 11 anni fa.

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    1. Discussione straordinaria. Molti interventi di livello e qualche castroneria epica. Ma possibile che tutti i post siano a zero con la contabilità dei più e meno?!

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      1. 11 anni fa il pubblico scrivente era un po’ più vario.

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      2. non c’era ancora la votazione sui commenti, sarà arrivata minimo minimo 2-3 anni dopo (ma potrebbero benissimo essere 5)

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    2. a me fa ridere rileggere quei commenti tipo “Ibra non lo vuole nessuno a 80M perché Moratti gli dà più soldi di Messi”… manco un mese dopo invece…

      oltre a tutti i commenti su Totti quando mancava ancora un anno al calcione a Balotelli…

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      1. ringraziamo sempre Pep, sul triplete c’è anche la sua firma
        così come quella di Hleb che ci preferì lo Stoccarda costringendoci ad andare su Snejider

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    3. Juventino e amico di moggi. Ed era gia Cairese….

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  9. Transumante, possiamo quindi dire a Napoli Maradona ha vinto quando sono arrivati Renica, Giordano e Pecci?

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    1. aggiungici Careca

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      1. il primo scudetto Careca non c’era.

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        1. Nemmeno Pecci, mi pare…..non era Francesco Romano il regista?!

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          1. si l’arrivo di Romano fu fondamentale. il Napoli del primo scudetto giocava con Bruscolotti, Caffarelli e Carannante per dire…

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    2. Boemico, ma sei serio?!

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  10. No, non lo possiamo dire. Prossima domanda.

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  11. sul paragone Batistuta-Giordano lascio dire ai fiorentini ma su Renica come omologo di Samuel potrebbero partire le querele
    poi Pecci manco c’era l’anno dello scudetto

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  12. Ma quale paragone Giordano batistuta. Transumante dice che totti ha vinto da comprimario, grazie a samuel, emerson etc.
    Per me sbagliatissimo, perché totti ha vinto da protagonista, ma ovviamente non da solo.
    In uno sport di squadra vince la squadra, trascinata dai suoi migliori, mai il singolo (tranne forse maradona a Messico 86, infatti è diventato proverbiale). Quindi chiedo se l’analogia vale pure per il più forte di sempre, che con Bruscolotti e Ferrario non vinceva, ma lo ha fatto quando sono arrivati compagni migliori (appunto, renica, Giordano, pecci).
    Perché io capisco l’antipatia per il tottismo, ma sminuirne appositamente l’apporto calcistico è sbagliato.

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  13. aridaje con sto Pecci, non c’era Pecci l’anno dello scudetto, Bruscolotti e Ferrario invece erano titolari pure quell’anno lì
    si vede che hanno deciso tutto Renica e Giordano con i suoi, udite udite, 5 gol in tutto il campionato

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  14. Trollata per trollata faccio allin: stiamo paragonando Diego Armando Maradonabeneddetta a Francesco Er Pupone Totti? No perché qualcuno tra 11 anni potrebbe fraintendere per il parallelo tra lo scudetto dell’87 e quello della Roma del Giubileo di Geronzi.

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    1. son capaci tutti a vincere quando ti comprano Renica e Pecci (che non c’era)

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  15. Come fai a non vincere il campionato con Giordano e Carnevale davanti?! E un centrocampo tutto qualità Romano De napoli Bagni?! Totti avrebbe fatto lo stesso…… praticamente Maradona faceva il Qb con giordano e Carnevale a fare i wr e il resto della squadra a fare la offensive line……

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  16. Sentite fate voi https://en.wikipedia.org/wiki/2000%E2%80%9301_A.S._Roma_season

    Il quinto attaccante giocava titolare la finale degli europei l’anno prima.

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  17. Io non so come si facesse ad andare in campo senza romano, certo il nome di pecci incuteva timore anche se non scendeva in campo, quasi quanto quello di budrieri.

    Praticamente scudetto servito su un piatto d’argento. E ricordiamo che segno’ solo 16 gol, mica come immobile e belotti.

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  18. Boemico ti è stato già detto, non è in discussione il talento di Totti, è in discussione il suo ruolo di uomo guida; Totti è quello che vuole Zeman ma che quando la squadra inizia a fare sciopero bianco perchè non vuole allenarsi la mattina (non lo dico io, lo dice il sostituto di Zeman, Andreazzoli) non riesce o non vuole far nulla, è quello che quando a Spalletti segano le gambe (parlo della prima parentesi spallettiana alla Roma, dopo che Spalletti gli è stato vicino nei momenti difficili, parole di Totti, non mie) non fa nulla per fermare la deriva; magari mi sbaglierò ma Maldini, per dirne uno, si sarebbe comportato in maniera leggermente diversa.
    Maradona è quello che prende i compagni e li fa scaldare in un parcheggio fangoso prima di giocare una partita per raccogliere i soldi per un ragazzino, il paragone non inizia nemmeno.

    P.S. Sulla cazzata di valutare Giordano (che non era Batistuta ma era un signor giocatore anche all’epoca) per i goal segnati quando non giocava più centravanti stenderei un velo pietoso; al netto che il Napoli del primo scudetto fosse Dio, un paio di buoni/ottimi giocatori ed un’accolita di miracolati mentre la Roma dello scudetto era una signora squadra non è minimamente in discussione.

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    1. non ho giudicato Giordano, dico che il suo acquisto più quello di Renica non ha avuto la stessa importanza di Samuel-Emerson-Batistuta, 3 top mondiali nel loro ruolo senza i quali la Roma non si sarebbe nemmeno avvicinata allo scudetto come successo per tutti gli anni precedenti, primo anno di Capello compreso (che addirittura peggiorò il piazzamento di Zeman)
      perché tu dici che la differenza fra le squadre non è minimamente in discussione ma in realtà qualcuno, a cui abbiamo toccato il santino, è venuto a dire proprio quello

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  19. Come talento calcistico Totti vale Baggio e Mancini, come capitano e uomo guida vale Zanetti

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  20. Totti ha vinto da protagonista, ma solo quando aveva accanto a sè altri protagonisti di pari livello

    sul confronto Maradona-Totti nemmeno rispondo 😀

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  21. Krug no, è in discussione che abbia fatto da comprimario nello scudetto del 2001.
    Capo carismatico non lo è mai stato, migliore in campo si, in una squadra stupenda di qualità media elevatissima, che non aveva brocchi ed era composta da tanti grandi giocatori e due campioni assoluti.
    Solo di questo si tratta, solo questo contesto.
    Il resto (paragoni Totti-Maradona, Giordano-Batistuta, la questione Pecci-Romano) è tutto folklore.

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    1. Scusa Boemico, ma il folklore l’hai scatenato tu paragonando l’apporto tecnico e di personalità di Samuel, Emerson e Batistuta a quello di Renica, Pecci (che non c’era, magari ti riferivi a Bagni, toh…) e Giordano (e perché non Carnevale, già che c’eri?!).
      Totti comprimario magari è un po’ provocatorio ma non venire a parlare di Totti protagonista, visto che come tale non valeva Savicevic (che vinse scudetto e coppa campioni imponendosi come leader tecnico in una squadra di fenomeni che avevano composto la squadra più forte di tutti i tempi o quasi, in cui il suo ruolo non era nemmeno previsto, e in cui a remargli contro c’era un allenatore che lo vedeva come fumo negli occhi…) figuriamoci Maradona.
      Totti così migliore in campo che nelle due partite pivotal dovette alzarsi dalla panchina Torakiki, diamogli Renica e Ferrara al posto di Samuel e Cafu poi vediamo se vince quello scudetto.
      Il migliore in campo…

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  22. Già il paragone con il Genio è più centrato, bravo, nel senso che si avvicina all’esempio di one man show che fu maradona a Mexico 86.
    A memoria, bagni c’era già quando sbarcò Maradona, e carnevale arrivò dopo, nel secondo scudetto del Napoli.
    Il paragone renica/samuel non esiste, era solo l’esempio per dire che pure al 10 dovettero rinforzare la squadra perché vincesse.
    A proposito, il più grande di tutti dopo aver messo il primo sulla maglia dovette attendere che sbarcassero alemao e careca per il secondo scudetto.
    Questo sminuisce Diego ?
    No proprio.
    Dimostra solo che il calcio è un gioco di squadra.
    Io la Roma del 2001 l’ho vista tutta, e confermo che Totti fu il leader tecnico e l’uomo in più di una squadra fortissima.
    Qualcuno può obiettare e precisare (più decisivo lui o batistuta?) ma la definizione di comprimario si giustifica solo se premettiamo che la legittima antipatia per l’uomo e il personaggio sovrasta il giudizio calcistico (transumante addirittura cita come esempio di irrilevanza di totti il mondiale 2006, in cui il pupo era si e no al 50).
    O poi alla fine il calcio è come la gnocca, a chi garba bruna, a chi bionda, chi impazzisce per le rosse, ma gira che ti rigira l’unanimità è che a tutti piace quella cosa lì, e ognuno difende i suoi gusti.

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    1. Ricordi male, Carnevale era titolare nel primo scudetto, e la squadra venne rinforzata DOPO il primo scudetto (in primis con l’acquisto di Careca per Carnevale che divenne riserva, poi tornato titolare dopo la partenza di Giordano).
      Sul fatto di rinfacciare a Maradona di non aver più vinto lo scudetto (nemmeno Platini con la Juve di Scirea e Cabrini o Van Basten col Milan di Baresi e Maldini vincevano lo scudetto ogni anno, doveva farlo Maradona con Renica e Francini, certo…) finché non è arrivato Alemao siamo al delirio, quindi mi ritiro.
      Poi si, a tutti piace la figa, ma tu ci stai raccontando che è orizzontale come la riga del culo, abbi pazienza…

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      1. E con il totonero gestito dai camorristi….

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  23. “Io la Roma del 2001 l’ho vista tutta, e confermo che Totti fu il leader tecnico e l’uomo in più di una squadra fortissima.”

    Ma manco per il cazzo
    Il leader tecnico per tutto l’anno fu Cafu e il leader caratteriale fu Samuel
    Gli unici 2 che tennero un livello elevato per tutto l’anno. Chi prima e chi dopo ebbe dei passaggi a vuoto clamorosi (forse Candela tenne un buon livello costante ma era Candela,quindi un terzino normalissimo)

    Batistuta e Totti partirono alla grandissima come tutta la squadra risultando forse in quel momento gli uomini in più,ma a Maggio,quando la Roma arrancava ,furono quei 2 a tenerla a galla con il contributo fondamentale di Montella che segnò i gol decisivi con Atalanta (con la roma che reduce dalla bambola del delle alpi e graziata da inzaghi,tacchinardi e van der saar non faceva 3 passaggi di fila) e Milan.

    Giocatore tecnicamente fenomenale,con una visione di gioco eccezionale ma troppo limitato caratterialmente per essere leader o trascinatore ad altissimi livelli.
    Essere leader nella Roma è decisamente più facile che esserlo nel Milan o nel Real Madrid .Ed è per questo che è più difficile vincere alla Roma che al Milan o al Real Madrid
    Ed infatto lui lo è stato nella roma che non competeva ad altissimi livelli ,mentre è stato Totti (cioè e lo ripeto un calciatore fantastico) nella Roma che giocava per vincere.

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  24. Gobbo, tutto giusto.
    Mi sento però di aggiungere una cosa non proprio marginale sullo scudetto della Roma: l’uomo che ha cambiato le sorti di quella squadra si chiama Gabriel Omar Batistuta.

    La Roma era già molto forte, si rafforzò ancora quell’estate con Samuel ed Emerson ma l’acquisto di Batistuta fu diverso.
    Lui era quello che portava con sé la parola scudetto.
    Era il centravanti più forte del campionato. Forse era stato il centravanti più forte del decennio.
    Con Batistuta non c’erano più scuse e pure lui aveva sulle spalle un fardello pesantissimo.
    Ci mancavi solo tu, ti abbiamo preso per vincere e ora dimostra a tutti che lo sai fare (e, implicitamente, facci vedere che non sei “solo” il goleador di una squadra come la Fiorentina che non deve per forza vincere).

    Lui l’ha fatto. E l’ha fatto alla grande.
    Non so se sia stato il leader tecnico o quello caratteriale, ma di certo è girato tutto intorno a lui. Tutto.
    A volte sembrava ineluttabile che la mettesse dentro. Una specie di forza soprannaturale.

    Verrà ricordato per sempre per la sua epopea in maglia viola – e ovviamente per la valanga di reti con l’Argentina, alcune anche storiche – ma lo scudetto vinto con la Roma è stato un colpo da fuoriclasse. Mi verrebbe da dire da vincente, se non fosse una parola un po’ del cazzo e comunque limitante per uno dei più grandi che abbiamo mai visto.

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    1. Ma Batistuta de che, che segnava solo alle provinciali?! Miracolo che ha timbrato Parma e derby, due partite che lasciamo perdere.
      Poi nei momenti pivotal, come li chiama Leonto, quelli in cui i mammasantissima dicono “ok, datemi il pallone” han dovuto alzarsi dalla panchina Montella e Ataru Moroboshi…

      Ps: il più forte del decennio in un decennio in cui giocavano Weah e Ronaldo, minchia Mazinga!

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  25. Coffee
    Puo essere. Ma a fine campionato non si reggeva in piedi
    Cafu e Samuel fino alla fine hanno tirato la carretta (dopo averla tirata tutto l’anno)

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  26. Dandy, dunque, facciamo finta che stiamo parlando seriamente…bisogna ricordare la condizione fisica generale del Batistuta 32enne? Bisogna ricordare i vari infortuni del girone di ritorno di quella stagione?

    Oppure, abbiamo capito bene e intendevi dire che è stato un giocatore che in carriera ha segnato solo contro avversari scarsi?

    O forse, molto più semplicemente, la figura di Batistuta è troppo prosaica e non c’è posto per lui nel tuo privatissimo altarino del calcio argentino?
    A chi disturba? Pedernera? Mica Crespo spero…

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    1. Coffee, facciamo finta che stiamo parlando seriamente (ho capito che scherzavi quando hai parlato di centravanti più forte del decennio).
      O era un 32enne pieno di acciacchi o era Mazinga: mettiti d’accordo con te stesso e poi facci sapere.

      Ps: io fossi in te eviterei le ironie su Crespo…

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