Hamilton o Schumacher? Forse ancora Schumacher

Lewis Hamilton come Michael Schumacher. Ha vinto il gran premio di Turchia al termine di una gara bellissima, come spesso avviene sul bagnato, ma soprattutto è diventato campione mondiale di Formula 1 per la settima volta in carriera. La sesta per Hamilton con la Mercedes, senza dimenticare che era motorizzata Mercedes anche la sua McLaren 2008 con cui vinse di un punto sulla Ferrari di Felipe Massa, con l’ultima drammatica gara proprio in Brasile: quella fu una delle sole due volte in tanti anni in cui non abbiamo tifato per il fuoriclasse inglese, ma solo per la simpatia che ci ispiravano i suoi avversari (Massa e poi Nico Rosberg).

Hamilton sette volte campione del mondo di Formula 1, dunque, come Michael Schumacher. Hamilton o Schumacher, dunque? Non proponiamo lo scontato ‘Di qua o di là’ non perché siamo diventati improvvisamente originali ma perché l’abbiamo già fatto l’anno scorso e il giudizio dei lettori di Indiscreto era stato inequivocabile: 76% a 24 per il tedesco, senza dover aspettare i voti della Pennsylvania. Eppure le carriere, ed anche le occasioni perse, dei due fenomeni, sono del tutto paragonabili, roba da 51-49, comunque la si veda.

Nelle sue sette stagioni da trionfatore Hamilton ha visto il compagno di scuderia quattro volte secondo (Rosberg 2014 e 2015, Bottas 2019 e probabilmente 2020), una terzo (Bottas 2017), una quinto (Bottas 2018) e una settimo (Kovalainen 2008). Schumacher invece nei suoi sette anni d’oro ha avuto il compagno due volte secondo (Barrichello 2002 e 2004), una volta terzo (Barrichello 2001), tre volte quarto (Herbert 1995, Barrichello 2000 e 2003) e una volta addirittura decimo (Verstappen 1994). Un confronto per forza di cose grezzo, perché a volte la politica aziendale è quella di affiancare alla prima guida un semi-cane ed altre uno vero, ma che qualcosa dice sulla differenza delle macchine avute a disposizione. Forse Schumacher di poco più forte, ma forse per la prima volta nella storia di Indiscreto possiamo dire che non si tratta di sopravvalutati.

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128 commenti

  1. torno su alcuni argomenti toccati nei commenti:

    – mondiale “perso” da irvine. sbaglio o rumors un po’ più fondati del solito parlano di un MS che si rifiutò espressamente di aiutare l’irlandese nell’ultima gara perché, oltre a una legittima invidia, un imminente campione del mondo deve dimostrare anche di meritarselo da solo in pista?

    – hakkinen e spogliarellista. mika è stato uno dei 3-4 personaggi sportivi per i quali ho tifato in maniera più intensa nella mia vita, con bandiera finnica sul balcone a ogni gran premio e festeggiamenti in prato della valle a padova all’alba in occasione dei due mondiali (riscontro: solo un vecchietto che mi ha chiesto se erano i colori della spal). parallelamente a questo all’epoca credevo anche nell’amore eterno e vedevo in mika e nella sempre inquadrata ai box erjia quello che poteva essere la mia vita per sempre insieme con la compagna di banco. quella separazione – e quella più o meno contemporanea di finardi, analogo idolo in campo musicale, con la sua patrizia fu l’inizio della fine delle mie certezze.

    – il balzello di schumi a suzuka. grande intuizione di ron dennis, se non erro, che capì che il tedesco aveva problemi e disse a mika di rallentare il più possibile il giro di ricognizione.

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    1. Schumacher aveva già fatto abbastanza a Sepang, gara che stranamente non ricorda nessuno, più divertente parlare del gombloddo della gomma sparita. La realtà è che Irvine a Suzuka mostrò tutti i suoi limiti, e che in quella stagione gli vennero regalate dai compagni due vittorie su quattro

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      1. gara di sepang se non ricordo male sub iudice per una qualche irregolarità della Ferrari…

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  2. Il “complotto” non è mai esistito. Altrimenti Schumacher non avrebbe lasciato la vittoria a Sepang e i meccanici non avrebbero fatto un pit stop (il secondo) in tempi record a Suzuka. Tra l’altro proprio nel GP in cui si giocava il mondiale piloti non solo si è trovato a distanza siderale da Schumacher ma non è stato doppiato da Hakkinen solo perché il finlandese non voleva rischiare il titolo in un eventuale (secondo alcuni probabile) contatto.

    Irvine sarebbe potuto diventare campione del mondo se ne avesse avuto le qualità. Non le aveva. Hakkinen invece sì, eccome se le aveva.

    Se lo fosse diventato comunque per qualche congiunzione astrale, il suo nome nell’albo d’oro avrebbe avuto lo stesso peso del pallone d’oro a Sammer o della coppa di cristallo di Peter Lüscher.

    È stato un buon pilota, che comunque non è poco, ma nulla più. Ottimo fiuto finanziario però.

    Limitandomi alle seconde guide di quegli anni Coulthard meglio di Irvine ma nemmeno lui a livello di titolo.

    Ps per Sartorati. Coulthard ha seguito le orme di Hakkinen 😉

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    1. Coulthard ha sempre avuto la fama di uno malato di figa.

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    2. Ragazzi, non pigliamoci per il culo. Irvine non era uno da titolo mondiale (forse non ve lo ricordate, ma prima di arrivare alla Ferrari ogni volta che c’era un incidente c’era di mezzo lui. Al suo arrivo in Ferrari io e mio fratello ci restammo di merda perché era come se il Milan sostituisse Van Basten con Fashanu…). ma é evidente che, fuori dai giochi il mascellone, lui e il suo Richelieu in scala decretarono che l’irlandese non avrebbe dovuto diventare campione prima del crucco.

      Ps: puramente comica, anche se tecnicamente non errata, l’annotazione secondo cui Irvine vinse delle gare perché i compagni si fecero da parte. Ehm…

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      1. Si ma appunto, chi ricorda la gara sa benissimo che Schumacher fece da “elastico” con Hakkinen per almeno una ventina di giri arrivando sempre a rosicchiargli parecchio vantaggio; ma ogni volta che rossichiava quel vantaggio (sino anche a 1,5 secondi) tornava buono buono al solito distacco di 4,5-5 secondi. Uno Schumacher motivato avrebbe insistito ed avrebbe creato le occasioni per un testa a testa. Ma quel giorno tutto c’era tranne che la motivazione a far vincere il mondiale ad irvine (col secondo posto di Hakkinen il titolo sarebbe andato all’irlandese). Infatti negli ultimi giri ecco che la ferrari chiese a Schumacher di smettere di spingere con la scusa del mondiale piloti. Morale della favola? Schumacher chiude il gp nell’unica posizione che fa si che Irvine perda il mondiale (e mondiale costruttori salvo). Queste cose aggiunte al fatto che in quel mondiale Irvine fece quattro vittorie e credo 5-6 podi bastano per far capire quanto fosse uno da mondiale. Oppure sono io a non avere tutte queste certezze nella vita da quei due punti in piu’ o in meno.

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  3. Scandinavia e motori

    Ovviamente non è solo rally, la formula 1 è stata bandita dagli anni 70 ma ci sono ancora circuiti che sono attivi e ospitano eventi sportivi e campionati motoristici, il piu importante è questo : https://it.wikipedia.org/wiki/TCR_Scandinavia_Touring_Car_Championship (fino a pochi anni fa ci correva addirittura anche il principe ereditario), ma penso ce ne siano anche altri. Poi ci sono piloti svedesi sparsi che gareggiano nelle altre le varie serie turismo, nelle competizioni USA e nelle altre serie automobilistiche in generale

    Per non parlare delle 2 ruote dove regna lo speedway, che in scandinavia e nell europa dell est, e forse anche nel regno unito, ha un importanza decisamente superiore all motociclismo tradizionale (quello della Dorna)

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  4. Direi di lidere la discussione ricordando che la Williams ha vinto un Mondiale con Damon Hill.
    Uno che se non fosse stato figlio d’arte avrebbe fatto fatica ad ottenere la licenza come parcheggiatore abusivo napoletano.
    Solo una vittoria di Massa avrebbe potuto cancellarlo…

    Ps: Massa, no dico, Massa….sta cosa mi fa dormire meno ancora del ricordo dell’Italia di Velasco alle Olimpiadi…

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  5. Tra gli svedesi Kenny Bräk ha vinto la 500 miglia di Indianapolis intorno al 2000.

    Damon Hill buon pilota e ottimo collaudatore. Non un campione, non dotato di talento naturale. Ha però iniziato a correre in auto solo all’età di 25 anni.
    Innegabile che abbia vinto il mondiale perché aveva la macchina migliore. Diciamo che si è trovato nel posto giusto al momento giusto e ne ha saputo approfittare.

    @ Beli:

    “Uno Schumacher motivato avrebbe insistito…”

    Che Schumacher non impazzisse all’idea che a diventare campione del mondo con la Ferrari fosse un altro è un conto ma da lì a dire che lo fece apposta ce ne corre.
    Se proprio vogliamo ricordare gli eventi di quella gara Irvine si qualifica sesto (Schumacher pole), nella parte iniziale non riesce a sorpassare Panis se non grazie a un pit stop, poi viene tenuto dietro da Coulthard che lo rallenta (ma non dovrebbe essere lui quello motivato?) ma che poco dopo si schianta. Cosa doveva fare di più Schumacher, che già gli aveva regalato la vittoria a Sepang?
    La teoria del complotto è sempre affascinante soprattutto quando è verosimile, come in questo caso, ma la realtà è che Irvine perse quel mondiale perché non all’altezza, incapace di cogliere l’occasione della vita che gli era capitata

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  6. Se Schumacher avesse voluto tankare sarebbe stato più logico esimersi dal siglare la pole, con Irvine a un secondo e mezzo se non erro. Irvine peraltro distrusse una scocca il venerdì, gombloddo pure quello immagino. Tra l’altro non mi pare che l’irlandese abbia mai recriminato sul comportamento del team e del compagno in Giappone.

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    1. “non mi pare che l’irlandese abbia mai recriminato sul comportamento del team”

      Mica vero…

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  7. Non lo fece apposta…..gli venne naturale….

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  8. Ma parliamo dello stesso Schumacher che in Giappone partì in maniera indegna per un pivellino? Dello stesso Schumacher che la sera dopo il Gp di Suzuka festeggiava con la Mercedes?
    Irvine probabilmente era la cosa più lontana da un pilota di Formula 1 moderna (in un’intervista un altro pilota disse che quando correva in Giappone nelle categorie minori erano soliti fare gruppo con gli altri piloti, un giorno decisero di andare a correre ed Irvine durò 30 metri…) e non era uno da titolo mondiale, resta il fatto che quando il krukko si schiantò tutti recitarono il de profundis (tanto che sembra che la Ferrari decise di smettere di sviluppare l’auto per l’anno in corso per concentrarsi sull’anno successivo) lui disse “Guardate che non è finita” e tutti giù a sghignazzare. Alla fine nonostante ruote che sparivano in fase di pit stop (ed indubbiamente grazie agli aiuti dei compagni di squadra) dimostrò che tutti i torti non li aveva…

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  9. Eddie ci credeva
    Cambio anche la pubblicita delle scarpe aggiungendo il vincere
    Cmq Irvine>Barrichello

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  10. possiamo dire così: la Ferrari non fece apposta a perderlo, quel mondiale, ma non fece di tutto per vincerlo. Si fece il minimo indispensabile per non essere tacciati di ostruzionismo, ma non il massimo necessario per giocare tutte le carte a disposizione

    insomma, un approccio zen del tipo “beh se vinciamo…bene…sennò…pazienza…”

    fosse capitato a Schumi il problema della gomma avremmo visto i meccanici ferrari il giorno dopo mandati a fare pit stop ai carrelli delle miniere di Sassu Scrittu…

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  11. All’idea che il mondiale lo vincesse Irvine, tutta la gente, anche chi se ne fregava della la F1 e odiava la Ferrari, era esaltata tipo col Leicester, ma a qualcuno tirava il culo. Al di là di tutte le sottigliezze su giro veloce, pole position, posizione ceduta (che sono sempre esistite), basta solo il comico pitstop con 3 gomme per sentenziare il sabotaggio: mai visto nella storia che si dimenticasse una gomma. Roba da Benny Hill, col meccanico che corre nel box a cercarla. Una vergogna unica, altro che balle.

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    1. Per me è proprio quello che sentenzia il mancato sabotaggio; vuoi sabotare? Simuli una vite incastrata, non ti dimentichi una ruota…
      Detto questo penso che avesse vinto quel mondiale Valleverde Irvine avremmo visto LucaCorderoDiMontezemolo, Alvaro Vitali in salsa francese ed il mascellone krukko abbattere a testate il paddock…

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      1. La ruota dimenticata sentenzia che erano già in vacanza.

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  12. Guardavo una roba. La Ferrari ha dato una macchina, la Ferrari non la Jordan o la force india, per 17 anni di fila (DICIASSETTE) a 3 campioni eel calibro di Irvine Barrichello e Massa. Gente che prima di arrivare in Ferrari faceva numero, a essere buoni….

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    1. Più che numero, incidenti…

      p.s.: a parte Massa, troppo insipido anche per quelli…

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      1. Nessuna vittoria in 3 ante ferrari, con un centinaio di gp per Barrichello e irvine. Ora verissimo che guidavano bagnarole ma se resti degli anni su una bagnarola “un motivo ci sarà”. Massa lasciamo perdere perché davvero siamo al paranormale.

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        1. beh ma era ovviamente voluto

          con un primo così ingombrante e primadonna, serviva un secondo addomesticato, tranquillo, che non rompesse le palle e che conoscesse bene le gerarchie abbassando la testa quando necessario (voo’ ricordate “Fernando is faster than you?”)

          in cambio? un bel stipendio, comunque l’onore di guidare una Ferrari, una buona possibilità di finire spesso a podio e l’opportunità di tanto in tanto di vincere (quando il primo pilota ovviamente era fuori gara o troppo indietro)

          oh raga, non che Bottas sia Nuvolari eh…

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          1. Per carità, ovvio che siano scelte in funzione di Schumi (mio idolo in F1, l’unico che faceva vedere i gp dopo senna). Però ecco uno come Bottas non è Nuvolari ma sarebbe stata tanta roba in mezzo a quei 3.

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  13. Jer
    Vabbe ma le seconde guide dichiarate eran cosi dai,era spesso cosi
    Il citato Coulthard era meglio?
    Poi i cazzuti mettevano i due pilotoni sul bolide , ci provò anche la Ferrari con Prost Mansell………..

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    1. Coulthard era decisamente meglio di quei 3, non scherziamo. Una seconda guida puo essere inferiore alla prima ma non essere nullo.

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    2. Leonto, ma non scherzare….Coulthard era uno che avendo una macchina competitiva competeva, e ad inizio carriera era accreditato di talento, indipendentemente da come sia andata poi. Lo stesso Frenzen nelle categorie inferiori (quelle sventolate per decretare la dimensione da predestinato di Hamilton) andava meglio di Schumy e sta cosa veniva ricordata all’infinito (probabilmente sbroccò quando gli ciulò la moglie, che ne so…). Cioè, era gente su cui aveva un senso puntare nel momento dell’ingaggio, poi le scommesse si possono perdere o vincere (vale anche per Leclerc, eh?!).
      Irvine era protagonista di incidenti ogni due per tre e nel 90% dei casi era sempre colpa sua. Barrichello veniva chiamato il nuovo Senna alla prima stagione, poi si capì che era un limitato e la Ferrari lo preso solo dopo che fu chiaro che non avrebbe vinto manco correndo da solo. Massa lasciamo perdere, che al di là dell’incidente/infortunio davvero non si capisce perchè non abbia fatto il tassista di mestiere.
      Questi tre non sono scommesse perse, sono brocchi conclamati presi proprio per non rompere le palle al titolare e per arrotondare coi sesti posti la classifica costruttori (un controsenso, ma ormai certe dinamiche le conosciamo…).

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  14. Bah ragazzi , Rubens Gonçalves Barrichello su cui endorso i commenti eh ha vinto gli stessi GP di Coulthard mi pare eh

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  15. Massa credo avesse un palmares importantissimo nelle serie inferiori, è vero però che nei primi passi in F1 si capì che non era un predestinato

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    1. Appunto, se la Ferrari l’avesse pescato dalle serie inferiori sarebbe stato catalogabile come scommessa, ma così…

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  16. Infatti l’hanno pescato nelle categorie inferiori, per poi piazzarlo subito in F1 in Sauber, già all’epoca team satellite di Maranello. Contestualmente Massa cambiò agente optando per tale Nicolas Todt.

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    1. Quindi tecnicamente a pescarlo dalle serie inferiori fu la Sauber, non la Ferrari, ergo non arrivò a Maranello per scommessa…

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  17. Massa buon pilota comunque, molto veloce, specie in qualifica, ma limitato. In doppia cifra per vittorie e pole, quindi non esattamente una pippa. Carriera scivolata a sud tra il botto in Ungheria e l’avvento del fagocitante Alonso. La mazzata definitiva in Germania nel 2010 quando gli imposero di farsi da parte per agevolare “Fernando is faster than you”.

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    1. Quindi il complotto contro Irvine non esiste ma quello contro Massa si…

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