Il peggior Giro d’Italia di sempre

Tao Geoghegan Hart ha vinto il Giro d’Italia 2020, facendo meglio nell’ultima tappa a cronometro di Hindley, con il quale si era presentato esattamente con lo stesso tempo. L’aspetto storico di tutta la vicenda non è però il sorpasso all’ultima tappa (ci sono Moser-Fignon 1984 e qualche altro episodio), ma che il venticinquenne inglese sia il primo di sempre a vincere il Giro senza avere mai indossato nemmeno per un giorno la maglia rosa.

È facile dire che questo con il minimo possibile di pubblico sia stato il peggior Giro d’Italia di sempre, del resto quasi ogni evento sportivo post Covid è stato il peggiore di sempre, compresi il Tour de France e la Vuelta già iniziata da qualche giorno in un intreccio folle che si sarebbe potuto evitare togliendo qualche giorno di gara. È un ragionamento da bar, perché la base finanziaria dei giri sono i soldi che pagano le città protagoniste della tappa, ma in questa situazione eccezionale poteva starci.

Di sicuro è stato il Giro peggiore di sempre per gli italiani, anche loro in un certo senso entrati nella storia visto che mai i primi 6 posti erano stati tutti stranieri. Il primo degli italiani è stato il dignitoso trentaseienne Vincenzo Nibali, settimo… Certo Ganna a cronometro è strepitoso e ci fa sognare la Roubaix, però mai l’Italia del ciclismo è stata ad un livello così basso nelle corse a tappe.

Veniamo alla questione che interessa noi pubblico generalista, non quello dei maniaci: meglio questo Giro da Festival degli sconosciuti, che lancia i giovani (il vincitore, Hindley e Almeida, quarto, hanno meno di 25 anni) anche se il Tour l’ha vinto il ventunenne Pogacar, o quello italo-mafiosetto, con rari inserimenti francesi e belgi, con cui siamo cresciuti e di cui abbiamo letto sui libri?

A noi, al netto del tifo, piacciono di più le corse di oggi, meno bloccate anche perché spesso i capitani saltano (certo Geraint Thomas è stato sfigato). Magari questo ciclismo a trazione anglosassone, in senso politico e sportivo, semplicemente finge meglio di quello vecchio: ed in effetti gli inglesi (ma anche gli americani) sono bravi piazzisti della loro etica. Insomma, visti anche alcuni nomi che lo circondano non metteremmo il poster di Pogacar nella nostra cameretta. Tornando al Giro, giusto (per la RCS di Cairo anche necessario) correrlo e portarlo a termine: la vita contro le paure medioevali.

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14 commenti

  1. “Dignitoso Nibali”

    sulla gazzetta invece leggo di “flop e Viviani ancora peggio”

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  2. Non concordo col Giro più brutto di sempre, come atmosfera si ma come corse non c’è paragone con quelli mafiosetti disegnati per gli sceriffi di turno (con Moser storicamente a livello GEA…).
    L’aver o il non aver mai indossato la maglia rosa conta poco, c’è stata una squadra strepitosa che si è trovata senza il capitano e ne ha fatto di necessità virtù come il Milan del 94 che senza Baresi e Costacurta mostrò al mondo quanto sarebbe stato grande Maldini come centrale. Un terzo delle tappe vinte, crono dominate avendo puntato su un talento eccezionale senza strapparlo al CT della pista ma anzi facendoglielo curare e crescere, si sono lasciati alle spalle quel modo così brutto e sistematico di interpretare i grandi giri (pauroso anche Dennis nelle ultime tappe, a me fa ridere che fino a prima che Bernal facesse il numerone al Tour l’anno scorso eran tutti lì a deriderli dicendo che non capivano un cazzo è che uscita Sky dal ciclismo la squadra era crollata…).
    Tanti giovani di talento che hanno potuto mostrarsi, alcuni vecchi come Nibali che di puro orgoglio hanno nobilitato la corsa e qualche zampata da fuoriclasse per dare spettacolo (la tappa vinta da Sagan è una roba da farci i DVD…), il tutto in una edizione folle che ha costretto anche per vari imprevisti ad abbandonare i tatticismi e l’attendismo degli ultimi anni in cui nessuno ha le palle di tentare qualcosa e nessuno fa niente (salvo di tanto in tanto i Nibali di turno o i cabreado senza nulla da perdere…).

    Da non amante dei giri a tappe (sono un italiano anomalo) pagherei per avere ogni anno una gara così invece che quei Giri noiosi in cui la prima settimana nessuno fa niente per risparmiare energie, poi la seconda settimana aspettano la terza perchè è quella decisiva, poi la terza aspettano le montagne per dare l’attacco, poi sulle montagne nessuno attacca per paura di saltare, poi aspettano la crono che può essere decisiva, poi dopo la crono piagnucolano perché il distacco accumulato già dalla prima settimana era troppo, ecc.

    È stato un Giro bellissimo, con due corridori arrivati a pari tempo alla crono decisiva, altro che passerella finale di sto cazzo.

    Se parliamo di bruttezza allora il pollice verso va al commento RAI, con un Bugno che sembra uno che si è appena svegliato ed ha ancora sonno (Pirlo in confronto pare il DJ del Papeete…) che spara cazzate sui velodromi e lecca il culo al Presidente uscente, De Luca che non sa la differenza tra pedale e pedivella, Saligari che si esalta per particolari inutili (ditemi a chi cazzo è cambiata la vita nel sapere che i cerchi da crono sono più alti in prossimità dell’innesto dei raggi…), il poeta retorico, lo sbrodolatore politically-correct, l’ex che biascica in dialetto, ecc.
    Su questo fronte fallimento totale, i commenti in rete sono emblematici…

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    1. “Da non amante dei giri a tappe (sono un italiano anomalo) pagherei per avere ogni anno una gara così invece che quei Giri noiosi in cui la prima settimana nessuno fa niente per risparmiare energie, poi la seconda settimana aspettano la terza perchè è quella decisiva, poi la terza aspettano le montagne per dare l’attacco, poi sulle montagne nessuno attacca per paura di saltare, poi aspettano la crono che può essere decisiva, poi dopo la crono piagnucolano perché il distacco accumulato già dalla prima settimana era troppo, ecc.”

      Standing Ovation

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    2. Molto più terra terra io lo chiamo “ciclismo da ragionieri”: tutti belli coperti in gruppo maglia rosa, ad aspettare gli ultimi due km dell’arrivo in salita del tappone alpino per vedere se si riesce a fare qualcosa; sennò va bene così, meglio arrivare sesti a 5 minuti nella generale che rischiare di saltare dopo uno scatto, almeno lo sponsor è contento e la giostra continua a girare.
      Era prerogativa esclusiva del Tour dove ci sono soldi anche per chi arriva esimo, purtroppo si è estesa anche al Giro (che rispetto alla Grande Boucle dava sempre quell’aria più ruspante che rendeva la corsa più incerta e di conseguenza divertente).
      Tu hai reso l’idea molto ma molto meglio di me, chapeau.

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  3. Sono d’accordo con Dane e non ci vedo dietro nessun ciclismo anglosassone (più mafiosi di quelli della us Postal e derivate?). Mi sembra semplicemente che il ciclismo moderno stia fortunatamente andando in questa direzione e le corse a tappe adesso assomigliano di più ad un insieme di classiche…

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  4. sarebbe anche da includere nel computo dei “pro e contro” del giro la 19ma tappa, quella dello “sciopero” dei ciclisti…

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    1. Ecco, quello sicuramente tra i minus (ma come cazzo parlo?!). Una pirlata dei corridori che si sono mossi male sia dal punto di vista sostanziale che da quello formale, però credo che nessuno del popolino che tanto si è scandalizzato possa dire beh, a aprtire dai minchioni del Champions Pub che si ammalano il fegato per fighetti di 80 chili che svengono per una spallata e si rotolano nel fango per farsi dare un rigore…

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  5. Per me è stato uno scandalo proporre un Giro a Ottobre e in concomitanza con le Classiche. Chi lo ha organizzato si dovrebbe vergognare e chiedere scusa ai tifosi. D,’altronde sono gli stessi che hanno traformato la Gazzetta in un misto fra una fanzine per calciofili ed una rubrica soft porn….

    Un plauso per tutti i corridori, in primis Sagan che ha mantenuto la promessa di partecipare Al Giro, onorandolo in pieno, nonostante un calendario delirante.

    Anche a me è piaciuta una corsa aperta me penso che il livello sia stato comunque molto basso. Secondo me nessuno dei primi 10 del Giro starebbe nei primi 10 di un Tour corso in condizioni normali e con tutti i big al via.

    Sugli italiani, essendomi già espresso su Nibali, e a parte un Ganna che sembra il classico super talento venuto fuori indipendentemente dal contesto nazionale (e non a caso cresciuto ed esploso in un team non italiano) c’è veramente da mettersi a piangere. Seppur con modalita’ a volte discutibili, ha pienamente ragione Cipollini. Speriamo che qualcosa cambi con Martinello.

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    1. Gatto, riesci sempre a far collezione di cazzate:

      1) il calendario internazionale è stato deciso direttamente dall’UCI che ha voluto la botte piena e la moglie ubriaca.

      2) che il livello sia stato basso è una tua opinione, i pochi big presenti e le difficoltà incontrato dicono di no, semplicemente c’è una nuova generazione ed un vuoto generazionale tra questa e quella vecchia.

      3) la crescita di Ganna non dipende dalla squadra straniera che ne ha solo raccolto i frutti, ma semplicemente dal suo talento naturale e da come è stato cresciuto, educato, accompagnato e protetto in pista e dall’ambiente della pista italiano (da Daniele Fiorin, ex-direttore tecnico nazionale giovanile e da subito Marco Villa, CT della naizonale pista, non a caso onnipresente alle sue gare su strada e sempre citato dai cronisti). Sono anni che scrivo qua dentro che la pista costruisce due categorie di corridori su starda: i velocisti e i passisti/cronoman. Filippo ha 24 anni ed è appena diventato campione del mondo per la quarta volta, corre con la Ineos (che lo ha sempre considerato una riserva finchè non ha vinto il Mondiale…) da poco dopo che a 18 anni era già campione del mondo (e non under 18 o under 23, ELITE!!!) ed ha continuato ad esserlo non abbandonando la pista per la strada come fatto quasi sempre dagli altri.
      Cazzo, una volta che in Italia si fa qualcosa di buono andiamo a dare i meriti agli altri!
      Te la meriti la Brexit, te la meriti!!!

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      1. Ps: sicuro che sarà Martinello il prossimo Presidente?!…

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  6. Ehhh ma i giri di una volta in cui il ras di turno dava tre minuti a tutti a cronometro, poi metteva la squadra in testa in salita e alla fine gli ultimi due km dava pure una sgasata, facendo vincere in volata il suo Chiappucci o Beloki.

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  7. E’ molto probabile che i primi due classificati del Giro non diventeranno mai dei grandi corridori. I migliori prospetti credo siano Ganna e Almeida, ma anche loro due andranno verificati nelle prossime stagioni, si spera tornate alla normalità. Non è stato certo un grande Giro d’Italia, ma tutto sommato non mi è dispiaciuto. E poi quest’anno va già considerata un’impresa essere riusciti a organizzarlo, a correrlo e a portarlo a termine.

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  8. per chi è esperto del settore: come giudicate Magrini da commentatore?

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    1. Bravo e competente, anche se ultimamente sta un po’ entrando nel personaggio da vecchio saggio.
      Soprattutto da quando Eurosport ha mandato via Aiello si è rotta una coppia che era un po’ come Tranquillo-Buffa nel basket.
      Ecco, una vecchia rubrica interessante di Indiscreto se non sbaglio era quella sullo stampamercato, sarebbe da riprendere viste certe dinamiche misteriose tipo Aiello, Martinello, ecc.

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