Gigi Riva nel calcio senza falli

Verona-Genoa, che ci siamo gustati quasi per intero, è stato il primo 0-0 della stagione. Il calcio a porte chiuse sta portando ad un aumento notevole dei gol e a partite spesso ridicole, non soltanto in Serie A, per motivi evidenti soprattutto quando la teorica squadra di casa è una ‘piccola’. Un altro aspetto interessante del calcio in tempo di pandemia è lo scarso numero di falli, segno che si gioca nella media con meno ritmo e meno cattiveria. Però fra campionati ci sono comunque differenze notevoli e quasi ogni indicatore dice che l’Italia è oggi fra i posti più morbidi dove giocare.

Nessun giocatore della Serie A è nella parte alta della classifica dei falli commessi e nemmeno di quelli subiti, questo il link alla classifica del CIES per poter soddisfare ogni curiosità sui singoli nomi. Restringendo il discorso alle 5 leghe top qualcuno dei nostri entra in classifica, ma mediamente negli altri campionati si picchia di più. Il più falloso della serie A è Kucka, con in media un fallo ogni 30 minuti giocati: chissà cosa penserebbero Pasquale Bruno o Furino di un presunto cattivo che fa solo 3 falli a partita.

Ma questa classifica dei falli commessi può essere, come tutte, dopata dalla maglia. Vediamo quindi chi commette più falli nei grandi club: Ibanez uno ogni 47 minuti, mentre per trovare il secondo classificato bisogna scendere fino al fallo ogni 72 (!) minuti di Davide Calabria, primo dei difensori. Le grandi sono ovviamente molto più presenti nella classifica dei falli subiti, il più bersagliato è Pedro con un fallo subito ogni 30 minuti, terzo e primo fra i giocatori del club protetti in una classifica che vede primeggiare De Paul, incomprensibilmente ancora all’Udinese. Ogni commento è superfluo, l’unico dubbio è il seguente: in questo calcio Gigi Riva segnerebbe 100 o 120 gol a campionato?

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14 commenti

  1. A Riva mancava molto anche giocare contro l’Osasuna e il Levante, anzi, mi correggo, lui nell’Osasuna/Levante, absit iniuria verbis, ci giocava, e ha fatto quello che ha fatto.

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  2. Vedersi un Verona – Genoa per intero deve essere peggio di una cura Ludovico.

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    1. complimenti anche a chi lo piazza come “Monday Night” invece di relegarlo alla domenica in mezzo ad altre 2 partite…

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  3. come fa Calabria ad essere il primo difensore con 1,3 falli a partita se Kjaer nel derby avrà commesso 10 falli?

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  4. Nel corso degli anni i vari cambiamenti del regolamento (e dell’interpretazione dello stesso) e soprattutto l’impatto della televisione – le bastonate nelle gambe erano diventate visibili a chiunque e quindi odiose – hanno reso il calcio uno sport quasi totalmente diverso.
    Oggi la caviglia la riporti sempre a casa.

    Partita dopo partita, campionato dopo campionato, facciamo fatica ad accorgercene ma quando poi andiamo di botto su YouTube rimaniamo spiazzati.

    Io sono innamorato delle due finali di Copa del Rey del 1983 e 1984.
    Era Muay Thai col pallone.

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    1. Finale dell’84 con mega rissa a partita conclusa, grandi protagonisti Maradona e il Macellaio di Bilbao che gli aveva rotto la caviglia l’anno prima in campionato (o forse all’inizio di quella stessa stagione)

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      1. Quella con l’Athletic è meravigliosa, pura caccia all’uomo, ma ci sono delle entrate di Camacho e Stielike su Maradona in quella del 1983 che sono roba da museo della tortura.

        (finale epica con gol di Marcos di testa a volo d’angelo al 90’…”tanta roba” direbbe Alex Magni)

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        1. beh fino all’inizio degli anni’90 andare a giocare una partita di Coppa in Spagna era percepito come sarebbe percepito ora andare in Argentina. La percezione del Bernabeu negli anni’80 non era molto diversa dal mito attuale della Bombonera. Ovviamente scattava su giornali e Tv la frase fatta “Clima da corrida” (e Corrado non c’entrava).

          Quanto devono essere grati a Cruyff, non lo sanno nemmeno loro

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  5. é cosí un po’ in tutti gli sport mi sa.

    nuovi regolamenti + tv hanno trasformato il prodotto in un’altra cosa.

    oggi Harden tira 30 tiri liberi a partita soltanto muovendo le sopracciglia, negli anni 90 sarebbe uscito in infermeria con le ossa rotte.

    sono rimasto sconvolto quando ho saputo che il “flag football” potrebbe essere disciplina olimpica nel 2024.

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    1. anche in formula 1! non a caso l’altro giorno ha fatto discutere questo meme (e la risposta di Raikkonen)

      https://www.dailymail.co.uk/sport/formulaone/article-8743133/Kimi-Raikkonen-delivers-cheeky-jibe-Lewis-Hamilton-throwback-Instagram-post.html

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      1. ahahahah grande Kimi! 😀

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  6. parlando di sport “mitigati” col tempo, il rugby professionistico ha pressoché eliminato lo ‘stamping’ (spazzolare coi tacchetti schiena, gamba, pancia, testa, insomma quello che capita a tiro dell’avversario che nella ruck cade dalla tua parte), le scazzottate (oggi le risse sono una gran sceneggiata di prese per il bavero, spintoni, e chiacchiere a muso duro), eye gudging, in generale ogni infamata che ripresa delle telecamere può portare a squalifiche.
    sul piano più strettamente delle dinamiche di gioco, vi è stata una sempre maggior tutela dei saltatori sugli up and under, una regolamentazione forse fin troppo punitiva del placcaggio alto, a ribaltare, di spalla.
    senza citare le innumerevoli, quasi annuali, modifiche alle mille regole che disciplinano prima di tutto mischia e breackdown, e poi fuorigioco e maul…

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    1. L’eye gudging è sempre stato vietatissimo, anche perché considerato gesto sleale, se l’arbitro ti beccava la pagavi cara. Sui placcaggi alti non c’è nulla di punitivo, è sempre stato così: se plachi al collo sei punito, se afferri l’avversario al torace e lo ribalti devi accompagnarlo. Idem se tocchi il saltatore, sia sugli up and under sia sulle touche sia quando salti per contendere l’ovale e chiamare il mark.
      Su tutto il resto ok, ma su queste cose non è cambiato molto a livello di metro arbitrale se non il fatto che con la tv è il TMO è più facile beccare le slealtà, tutto qua.

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  7. si, l’eye gudging è sempre stato vietato ma quello che intendevo è che grazie a TMO e prova tv è stato praticamente debellato

    sui placcaggi alti, la sempre maggiore attenzione data a questa infrazione ha portato a punire anche placcaggi portati su busto o spalle ma che per velocità e dinamica portano poi il braccio del placcatore a “scivolare” sul collo del placcato, e se porta al giallo, forse è un’interpretazione troppo punitiva…

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