Black Lives Matter fa male alla NBA

Le finali NBA vinte dai Los Angeles Lakers sui Miami Heat hanno avuto negli Stati Uniti i più bassi ascolti televisivi degli ultimi quaranta anni, cioè da quando la lega stava quasi per fallire prima che David Stern, Magic Johnson, Larry Bird e soprattutto Michael Jordan la facessero diventare una macchina da soldi. Trasmesse dalla ABC, le Finals hanno toccato il fondo in gara 5 con soli 5,7 milioni di telespettatori, fonte Nielsen.

Abbiamo letto varie analisi, con impietosi confronti con i Bulls della stagione di The Last Dance, che viaggiavano sui 30 milioni, ma senza andare troppo lontano Raptors-Warriors dell’anno scorso aveva nella media numeri più che tripli. Eppure il pubblico avrebbe, mai come quest’anno, dovuto avere fame di pallacanestro (noi personalmente abbiamo seguito questi playoff come non accadeva da tanto). Eppure Lakers-Heat era una sfida piena di protagonisti, da LeBron James a Jimmy Butler, e storie di primissimo piano, prima fra tutte Riley contro i Lakers, buone per coinvolgere il pubblico generalista della ABC.

Non c’è bisogno di essere fan di Donald Trump per osservare che la NBA è fra le grandi leghe statunitensi quella più attenta al politicamente corretto, almeno fino a quando non tocca i propri interessi commerciali (si pensi al vergognoso silenzio-censura sulla Cina, con i giocatori misteriosamente scomparsi in quei giorni dai social network). Ma fino alla scorsa stagione questa sua fama per così dire ‘democratica’ non disturbava più di tanto gli appassionati con altre opinioni politiche. Curry e Kerr non vogliono andare alla Casa Bianca? Chi se ne frega.

Quest’anno però il Black Lives Matter ha fatto cambiare moltissimo la situazione, non tanto per l’endorsement acritico dei giocatori (quasi scontato, essendo all’80% neri) ma per il fatto che la NBA gli abbia dato, fra scritte a bordo campo e magliette, una veste di ufficialità. Creando un precedente pericoloso: chi deciderà in futuro quali cause sono buone e quali cattive? LeBron? Kerr? Si è posto onestamente il problema anche Adam Silver, citando imprecisati ‘amici’ che gli avrebbero chiesto di tornare a concentrarsi sulla pallacanestro, pur sostenendo fuori dal campo il BLM.

La NFL, confrontata allo stesso periodo dell’anno scorso, ha perso il circa il 10% del pubblico in termini televisivi, quindi la tristezza da Covid influisce sugli ascolti ma da sola non li fa crollare come è avvenuto nella NBA. Sempre più percepita, dagli americani bianchi, come una lega di neri per neri. Con una reazione, in parte del pubblico bianco, del genere ‘Che se la guardassero fra di loro’.

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8 commenti

  1. Si vede che il telespettatore medio americano non e’ abbastanza intelligente da riuscire a slegare la visione e l’apprezzamento del gesto tecnico
    da tutti quegli slogan BLM etc. Problemi loro.
    E poi gli ascolti sono in calo ovunque anche se con numeri minori. la gente ha anche altro da fare che non stare davanti alla tv. Il bombardamento continuo sta producendo effetto contrario. Anche in MLB se la passano meno bene del solito.

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  2. Discorso che in parte ci sta, quando a un certo punto sembrava volessero smettere di giocare per protesta qualche spettatore sicuramente l’avra’ chiusa li’. Pero’ secondo me non c’e’ neanche tutta questa gente a cui gliene frega abbastanza di BLM da smettere di fare qualcosa (in questo caso seguire l’NBA) per reazione negativa ad esso. Un fattore secondo me pesante e’ che dai PO mancavano i Warriors, la popolarita’ di Curry e co fra gli spettatori occasionali e’ enorme

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  3. Mi sembra una lettura un po’ facilona.

    Penso che la particolarità della bolla (in tanti la ritenevano un evento virtuale, finto e inguardabile) e una finale scontatissima e con poco appeal abbiano influito maggiormente.
    Oltretutto le partite in sé sono state proprio bruttine.

    Magari un BOS-LAL sarebbe stato scontato uguale, ma la rivalry avrebbe richiamato qualche telespettatore in più.

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  4. Se ti offrono un prodotto di merda (il basket NBA attuale è merda, diciamocelo chiaramente) e in più il venditore a cui tu dai dei soldi ti fa le prediche, la gente fugge: ti pago per ‘sta merda e in più mi rompi i coglioni con le tue cagate di cui non me ne frega un cazzo? Gli sta bene!

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    1. Si parla di ascolti delle finali, trasmesse su un canale in chiaro, quindi a livello di spettatori nessuno pagava niente

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      1. Non so sia meglio o peggio. Manco gratis la gente vuole sorbirsi l’accoppiata basket fogna e sermoni.

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  5. per dire, questa era la situazione in serie A alla ripresa a luglio, post lockdown:

    https://www.calcioefinanza.it/2020/07/07/serie-a-giu-gli-ascolti-25-milioni-di-spettatori-a-giornata/

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  6. Io credo che possa aver influito anche la posizione particolare nel calendario e la concorrenza delle altre leghe.

    Con la bolla almeno la NBA ha portato a termine la stagione regolarmente, le altre leghe (calcio europeo incluso) non hanno assolutamente questa garanzia

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