Vettel su Aston Martin

Sebastian Vettel nel 2021 non guiderà più la Ferrari ma rimarrà in Formula 1 visto che sarà la prima guida della Aston Martin. L’auto di James Bond, ma anche di Massimo Moratti, così ritorna nel più famoso, anche se non più spettacolare, campionato motoristico del mondo dopo la breve e triste esperienza di 60 anni fa, peraltro con alla guida un personaggio leggendario come Carroll Shelby, l’uomo della Cobra, della Ford Mustang e di Le Mans.

Vettel lascia così la Ferrari dopo 6 anni in calando e lo smacco di essere nelle gerarchie di Maranello passato, da almeno un anno, dietro all’emergente Leclerc. La sensazione, visto che il tedesco aveva anche fatto trapelare propositi di ritiro, è che per Vettel si tratti di arraffare l’ultimo grande ingaggio di una carriera comunque eccezionale, con 4 titoli mondiali piloti, di cui 2 beffando un Alonso per cui tifavamo, e 53 gran premi vinti.

Buon per lui e tutto sommato anche per la Aston Martin di Lawrence Stroll, proprietario della Racing Point e dallo scorso gennaio azionista di controllo anche della Aston Martin, nonché papà di Lance Stroll che nel 2021 sarà per l’appunto la seconda guida della Aston Martin in Formula 1. Visto che Vettel ci sembra già un pilota del passato, non certo per l’età (ha solo 33 anni) ma per l’atteggiamento, la domanda si può già fare adesso: qual è il suo posto nella storia della Formula 1? Uno Schumacher minore? Uno capitato al posto giusto, Red Bull, al momento giusto? Un miracolato? Un campionissimo?

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21 commenti

  1. “Uno capitato al posto giusto, Red Bull, al momento giusto?”

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  2. Beh i campionati bisogna vincerli e lui li ha vinti, poi ha scelto la macchina sbagliata e ha probabilmente anche perso motivazioni, perchè di errori ne ha fatti tanti. Ormai è uno sport strano, Alonso che ha vinto meno campionati sembra a tutti più forte perchè i campionati che ha vinto erano combattuti, ma ormai i campionati, se va bene, sono combattuti da 2-3 scuderie al massimo. Anche di Hamilton sarà difficile valutare la grandezza, visto che corre da solo

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    1. Alonso che ha praticamente sgraffignato un mondiale (“crashgate”) su due vinti. E che negli ultimi anni ne inventava sempre una nuova per non correre: dal mal di schiena post incidente alla scossa (che prendeva solo lui…).

      Mi chiedo che motivazioni può avere lui o un Vettel o un Raikkonen che è più vecchio dell’asino di matusalemme o che visibilità può portare alla F1 queste scelte un po’ strane (tipo il ritorno di Kubica, uno sopravvissuto per miracolo ad un incidente da cui si è ripreso dopo 2 anni!).

      Fosse per me meglio gente nuova pescata dalla F2 con voglia di rischiare la pelle più che di fare i tassisti ben pagati!

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      1. Il Saronni del volante, alè…

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  3. Talento c’era. Vedi Toro Rosso.
    Capitato al momento giusto sulla Red Bull.
    Non un campionissimo.
    E’ la stessa questione di Antibo.

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  4. “se va bene, sono combattuti da 2-3 scuderie al massimo. Anche di Hamilton sarà difficile valutare la grandezza, visto che corre da solo.”
    Quello secondo me non é un parametro. Senna e Prost correvano da soli. La Williams di Mansell e Patrese pure.
    E’ proprio una F1 diversa, cambi gomme obbligatori, la cagatapazzesca del DRS etc…
    Pensa solo al DRS: finale del 100m, negli ultimi 20m il secondo può afferrare per la canotta il primo e superarlo.
    Poi esulta. Bello eh?

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    1. sul DRS, una delle invenzioni più sacrosante: prendendo per buono il tuo esempio, quello davanti a te non rimane nella sua corsia, ma ti si piazza davanti e ti ostacola per non farti passare (il disturbo aerodinamico per distacchi attorno al secondo è stato per anni uno dei motivi della “Formula Noia”…)

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      1. Per me una delle cagate più pazzesche al pari dell’obbligo di montare tutte le mescole.
        Preferisco 1 sorpasso vero che 100 col DRS.
        I sorpassi c’erano anche col disturbo aereodinamico. Solo che erano pochi per GP.
        Perchè le occasioni erano davvero limitate.

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  5. Hamilton e’ nell’olimpo coi piu’ grandi all time.

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  6. Vettel non entra nella Top Ten della F1 (vedere sotto), e forse neanche nella Top 20. Gli anni in Ferrari lo hanno totalmente ridimensionato.

    F1 Top 10 All Time
    1. Michael Schumacher
    2. Manuel Fangio
    3. Ayrton Senna
    4. Jackie Stewart
    5. John Surtees
    6. Alberto Ascari
    7. Nicki Lauda
    8. Alain Prost
    9. Graham Hill
    10. Fernando Alonso

    Premio della Giuria:
    -Tazio Nuvolari (Non ha mai disputato il Mondiale di F1 ma è stato il più grande della sua era)
    -Gilles Villeneuve (non ha vinto e mai avrebbe vinto un Mondiale ma dava emozioni straordinarie).

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    1. Cosa deve fare Hamilton per entrare nei primi dieci a parte battere tutti i piloti della sua generazione
      con e senza la macchina piu’ forte? Come nel 2008 ad esempio. Oppure uno che fa quattro vittorie al primo anno in F1 e solo in quattro gare non va a podio…

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      1. Hamilton nei primi 10 all time senza se e senza ma. Se si parla di talento e tecnica di guida pura, nella formula uno moderna nessuno come Senna. Il problema del brasiliano era non aver mai compreso bene la differenza tra pole position e gara.

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        1. Problema?! Era il corrispettivo di Merckx per la F1.

          Su Hamilton non mi esprimo, carriera decollata dalle gru…

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        2. Doveva non regalare un titolo a Raikkonen.
          Per la sua generazione 10 spanne sopra.
          All time un par di ciufoli.

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          1. Eh………

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  7. Uno dei problemi della F1 attuale è che la tecnologia si è sviluppata così tanto che ormai non ci sono più rotture (se non quella di coglioni dei telespettatori).
    Una volta 4-5 ritiri per problemi meccanici erano il minimo nei gran premi, oggi se togliamo gli incidenti, non si ritira più nessuno.

    Macchine velocissime e resistentissime, progettate e tecnicamente perfette da squadre di 50 ingegneri (non mi ricordo quale ex pilota disse “Ai miei tempi se andava bene in una scuderia c’era un ingegnere!” oggi penso che solo per portare i caffè nei box vogliono una specializzazione in ingegneria aerospaziale…) e poi affidate a ventenni scavezzacollo che hanno solo il merito del coraggio di rischiare la vita a 340 all’ora sulla pista, per cui se va male la colpa è chiaramente dei 20enni ignoranti, mica degli “ingegneri” (gli stessi “studiati” che a vettel suggeriscono di “uscire all’ultimo secondo delle Q1 a Monza perché così la pista è più gommata!” salvo poi ritrovarsi imbottigliato nel traffico!)

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    1. Il problema della F1 moderna è che è un e-Sport.
      E il giocatore non è quello seduto nell’abitacolo…

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  8. Comunque il senso di tenere Alonso, Vettel e Raikkonen nel circus è lo stesso che 15 anni fa, durante il dominio ferrari, facevano ingaggiare alla Sauber un Villeneuve ormai decotto… permettere ad inizio campionato il titolo alla Gazzetta “Sono l’unico che sa come battere Schumy!”

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  9. @Dane: Senna quando ha avuto a disposizione un missile (1988 1989) o cmq una macchina competitiva (1990 1991) ha vinto 3 mondiali su 4. Un talento mostruoso e una capacità tecnica di guida ineguagliabile. Se si deve trovare un punto debole al brasiliano era il “poco rispetto” per il mezzo (in un’era in cui le f1 si rompevano ancora spesso): più volte fu costretto al ritiro perchè si ostinava a chiedere alla macchina durante un gran premio prestazioni da giro veloce in qualifica (nel 1989 buttò un mondiale anche per quello).

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    1. Ho fatto il paragone col Cannibale;
      il mondiale 89 se ne andò sopratutto per altro.
      Vederlo nella stessa discussione con Hamilton mi mette i brividi, nella stessa discussione su Vettel mi ricorda la rubrica su Recoba…

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  10. Ammetto che mi sono scordato Hamilton. Lo metto 10mo a pari merito con Alonso.

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