Minigonna a scuola

Si può andare a scuola in minigonna? Sta facendo discutere la richiesta della vicepreside di un liceo romano (il Socrate) di non indossare indumenti, come ad esempio le minigonne, per evitare che “cada l’occhio” dei professori. Un tema non nuovo, quello dell’abbigliamento di studenti e studentesse, che però in questo caso trova una motivazione diversa rispetto a quella del semplice (e giusto) decoro.

Tutti hanno frequentato la scuola, chi di recente chi decenni fa. Risalendo ai tempi in cui si indossava il grembiule anche alle superiori, quest’ultimo è stato via via eliminato da ogni ordine di studi lasciando quindi abbigliamento libero. Ora il richiamo fatto alle studentesse nel caso specifico romano poteva essere appunto semplicemente legato al decoro che la scuola, già abbastanza disastrata su altri fronti, meriterebbe.

Detto questo, alcuni punti che ci preme sottolineare. Il primo è che la stessa richiesta andrebbe fatta allora a quegli alunni maschi che magari si recano in classe con pantaloncini e magliette attillate che mettono in primo piano le proprie caratteristiche fisiche, stimoli (perché no?) possibili per l’occhio delle professoresse. Il secondo è che i professori stessi potrebbero prendersela per la richiesta, in quanto a priori possibili sospettati di guardare le giovani alunne. Il prof bavoso è l’eccezione o la regola?

Al di là del fatto che molti lavori abbiano un dress code senza che nessuno si lamenti (avete mai visto un impiegato di banca in ciabatte?) questo della minigonna a scuola è un argomento controverso, che ci porta a ragionare su lontano passato e attuale presente. Meglio quando, per qualsivoglia ragione compresa la paura del corpo come stimolo di peccato e addirittura di cecità nei maschi, c’era il grembiule per tutti (in alcuni paesi le scuole hanno ancora la divisa, che evita differenze e crea senso di appartenenza) o libertà di abbigliamento totale perché a scuola contano i risultati e non come ti vesti? E voi, infine, quando andavate a scuola come vi vestivate?

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9 commenti

  1. Innanzitutto fossi stato un professore di quel liceo avrei protestato con la dirigente, nessuno ha diritto a farmi passare per rattuso, è sinceramente inaccettabilmente offensivo.
    Penso che a scuola un certo decoro dovrebbe esserci, non si può andare come un spiaggia, che sia maschio e che sia femmina, tra il burka (avvertite Gramellini che ha già sentenziato) e il costume con l’infradito c’è tutto un mondo di opzioni che garantiscano “espressione”, freschezza e comodità.
    Quando mia madre insegnava al liceo rimandava a casa le ragazze vestite come a una festa o in spiaggia, al terzo rimprovero sono andate tutte vestite per bene e la stima nei suoi confronti era altissima.
    Ormai in ogni occasione come questa tirano in mezzo maschilismo e patriarcato e mi fanno salire la voglia di ayatollah!

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  2. La minigonna è vestito decorosissimo. Paese arretrato.

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  3. È il piccolo mondo antico in cui il matrimonio è considerato “impegno superiore” alla convivenza.
    D’accordo con Marcopress, capo dignitosissimo e paese arretrato. D’accordo anche col Direttore, oltre alla questione della parità il discorso andrebbe spostato sul decoro perché un conto è una minigonna di jeans al ginocchio e un conto la minigonna stretch inguinale. Al mio liceo non c’erano divieti, ma venne richiamata per due volte una mia amica di cui ho già parlato (una delle prime vallette di Quelli che il calcio…) per l’abbigliamento un po’ troppo osè.
    La cosa che fa ridere in termini di divisa è che quella studentesca femminile più nota è quella con la minigonna plissettata in tartan cortissima a mezza coscia che tra l’alto è uno degli standard porno più comuni. Da studente avrei pagato per vedere le mie compagne in classe stile Britney Spears…

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  4. la minigonna è ormai una gonna lunga rispetto agli shorts che vanno adesso….

    ma le avete viste le ragazzine, diciamo le teen per omogenizzare il dato, tutte uguali con un top e sti pantaloncini infilati nelle chiappe….?!!

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    1. Esatto, a parte la bruttezza dello stile (di solito dal dall’orlo degli hotpants davanti spuntano le fodere bianche delle tasche…) le chiappe sono praticamente a vista.
      Altro problema era sorto anni fa in USA coi leggings vietati in alcune scuole perché erano ormai diventati una specie di collant trasparente da cui si intravedevano perizomi da sexy-shop a contrasto (perché cere vicepreside sono particolarmente bigotte ma certe adolescenti sono particolarmente zoccole…) davvero di cattivo gusto, c’era un articolo su un sito USA davvero agghiaccianti.
      Insomma, non è questione di capo o centimetri quanto di decoro…

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  5. Dopo la museruola pure il paraocchi preventivo

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  6. Io sospetto che la preside abbia sgamato il suo ganzo a sbirciare qualche studentessa e se ne sia uscita con sta roba

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  7. Contrario a ogni divieto, pero’ chi inizia a girare col culo di fuori a 14 anni poi non rompa i coglioni perche’ tutti gli uomini che conosce la considerino per una cosa sola.
    Se uno va vestito da clown per strada, cosa legittimissima, di norma lo si prende per un clown, no?

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  8. Dress code favorevole, senza problemi. C’è ovunque, non vedo perchè a scuola no.
    Che poi gli stessi che si stracciano le vesti per il dresscode, stanno attentissimi per evitare di essere rimbalzati in Capannina.
    (Visti dal vero)
    Grembiule fino alla 5 elementare, liberi tutti dalla prima media. (1989-1990-1991)
    Non esattamente ieri.
    Detto questo la battaglia alla minigonna in quanto tale per evitare che al professore cada l’occhio, é un pò retrò. Tipo un film di Lino Banfi con la Fenech.

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