Cashback, il nemico è sempre il negoziante

Cosa significa cashback? In generale significa avere bonus, sconti o direttamente denaro in proporzione agli acquisti effettuati. Un modo per indurre la gente a spendere e per fidelizzarla attraverso card, prossimamente anche uno strumento di controllo sociale visto che l’idea del governo italiano per stimolare l’uso di carte di credito e bancomat è quella di prevedere un bonus in base agli acquisti effettuati. Abbiamo letto ‘fino a 300 euro’ per acquisti sopra i 3.000 effettuati con carte, ma come al solito i numeri sono vaghi e l’implementazione di questa misura ancora di più.

Troviamo in ogni caso interessante l’ideologia sottostante a questa forma di lotta all’evasione fiscale, che vede come nemico numero uno del popolo non chi ruba uno stipendio pubblico ma chi cerca di pagare meno imposte dirette usando il contante. Ci sta, con un governo di sinistra. In realtà fuori dalle ideologie entrambe queste figure sarebbero nemici del popolo, che a dirla tutta se fosse composto da persone e non da caproni non dovrebbe per prima cosa più comprare i prodotti di italiani con sede in Lussemburgo o in Olanda.

Ma il Covid ha segnato il grande ritorno dello Stato a cui affidare le proprie vite, anche se poi si incarna in funzionari incapaci e disonesti, che sbandierano i numeri dei positivi ma tengono ‘basse’ le percentuali rispetto ai tamponi effettuati. Non c’è infatti alcun dubbio, fuori dai giri di parole, che incentivare l’uso delle carte di pagamento suoni sempre come un attacco al piccolo commercio.

Un commercio che peraltro sta morendo di suo, come testimoniano i tanti bar che non hanno riaperto dopo l’estate ed i negozi di abbigliamento che soffrono sia come catene sia come punti di vendita singoli: del resto chi sta a casa a lavorare in ciabatte, magari con figli urlanti rimandati indietro dalla loro scuola in quarantena, consuma molto di meno e ad un livello molto più basso. Non è più povero, come testimoniano i depositi bancari in aumento, ma si percepisce come se lo fosse. E quando esce di casa punterà al cashback, togliendo al commerciante agonizzante anche il cuscinetto della piccola evasione. Alla fine tutti si ritroveranno, ci ritroveremo, a vivere di sussidi statali, pagati chissà da chi.

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15 commenti

  1. in realtà, leggo sul sole24ore, si tratta del 10% su tutto, fino ad un massimo di 3000€ (quindi sì, il singolo rimborso massimo sarà di 300€) e saranno esclusi gli acquisti online.

    non sembra malaccio messa così, ma mi vengono altre questioni:
    – lo stato quindi abbassa ufficiosamente l’IVA al 13% fino ai 3000€? sono poche le cose che posso comprare sopra i 3000€… e che avrei pagato in nero proprio non mi viene in mente niente! Potrebbe essere un grosso incentivo alla spesa, in teoria…
    – ci sarà un massimale annuo?
    – vale sempre 10% per qualsiasi acquisto con aliquota d’IVA diversa?
    – chi prima evadeva potrebbe aumentare i prezzi del 10% e recuperare un po’ del nero… es: il caffè a 1€ senza scontrino che passa a 1.10: 85c al bar (invece dei precedenti 77c puliti), 14c allo stato e 11c di cashback… il cliente pagherebbe sempre 1€, ma almeno una parte dei soldi andrebbe allo Stato

    PS: direttore, comunque, se si parla di IVA, che il prodotto risiede fiscalmente in Italia o in Lussemburgo non cambia niente… il 23% è pagato in Italia e allo Stato Italiano

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    1. Ma le tasse no…

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  2. Io ho letto che però lo stato vuole avere sotto controllo tutto, quindi tutto si deve interfacciare con l’agenzia delle entrate, in parole povere il governo vuole sapere per filo e per segno chi compra cosa. Io in Italia pago sempre con la Carta per comodità, ma se la cosa viene implementata così e diventa un tracciamento di come spendo i soldi da parte del governo, col cazzo che la uso più la carta.

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    1. Mentre leggevo mi chiedevo “chi sa il Pelucchetti!”, eh niente, aveva già anche bell’e che commentato…

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  3. “….Non c’è infatti alcun dubbio, fuori dai giri di parole, che incentivare l’uso delle carte di pagamento suoni sempre come un attacco al piccolo commercio….”
    Direttore, mi sfugge il nesso.

    Perche’ mai se provo a pagare la colazione con carta in un bar italico vengo guardato storto , per non parlare del contactless per il quale si sconfina nella magia e nella superstizione, quando altrove, anche per un semplicissimo flat-white da poco piu’ di 2 sterline il problema non si pone nemmeno, anzi, e’ la soluzione piu’ gradita proprio da chi ti vende (e non sto parlando delle solite grandi catene ma del piccolo commerciante tipo quello descritto nell’articolo).

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  4. chissà se il piccolo e il grande commerciante quando paga il ticket ospedaliero lo fa in contanti o con la carta.

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  5. Quale sarebbe il piccolo commercio attaccato dall’iniziativa?! Quello di Puni che per tre arborelle vuole un centone in contanti con la scusa che i fornitori vogliono essere pagati in contanti?!
    (perché i grossisti notoriamente non hanno partita iva, ovvio…).
    Aaahhh, questo Stato che vuole il controllo sociale, ma dove andremo a finire mi chiedo io?! Di questo passo finirà che posizioneranno telecamere per le strade e non saremo più liberi di passare col rosso quando non ci sono i vigili…
    Maledetta Europa…

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  6. In una zona della Svezia abbastanza lontana dalla civiltà ho trovato questo cartello:
    https://www.amazon.it/photos/share/bVCikF6afF779DF0Fz7Qh6HaNxugTIkND1b8WfO9AKZ

    Poveri svedesi che rinunciano al cuscinetto della piccola evasione.

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  7. Io anno scorso ad Amsterdam ho trovato due caffetterie con lo stesso cartello

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  8. “chi ruba uno stipendio pubblico”
    Lotta tra poveri all’ultimo sangue tra poveri cristi che marciscono nelle prigioni di stato della burocrazia italica pagati il minimo perché non rompano i coglioni in piazza e poveri cristi usa&getta vittime del liberismo sfrenato che prometteva guadagni e tempo libero quando bastava inventarsi un lavoro e ora si scervellano a cercare di capire come mai non esiste nemmeno un piano B invidiando gli statali pagati coi soldi delle tasse che i secondi evadono

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  9. “ma se la cosa viene implementata così e diventa un tracciamento di come spendo i soldi da parte del governo, col cazzo che la uso più la carta.’
    Quindi se lo stato non controlla ,e colpa dello stato se la gente non rispetta le regole
    Se lo stato controlla ,col cazzo che mi faccio controllare

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  10. Condivido quello che mi sembra il punto dell’articolo e cioè che lo stato italiano fa la voce grossa coi piccoli identificandoli come l’unico male, mentre a quelli che fanno i magheggi grossi fa solo il solletico.
    Probabilmente è vero che c’è anche una maggiore difficoltà oggettiva a perseguire i secondi.
    E sono altrettanto d’accordo sul fatto che dopo la campagna contro l’olio di palma ce ne vorrebbe una contro quelle aziende che sbandierano la loro italianità ma poi portano i soldi nei paradisi fiscali europei legali

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  11. Io sarei per il tracciamento totale di ogni pagamento con qualsiasi tipo di valuta/sistema. Tanto Apple, Google, Amazon, Oracle, etc… sanno gia’ chi fa cosa, quando e perche’. Non vedo perche’ mi dovrei far problemi che lo stato in cui vivo faccia lo stesso. Magari queste informazioni le usa anche per fare qualcosa di buono.

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  12. Io sono per l’abolizione del pagamento via carta se non per somme superiori a 500 euro. Sotto i 500 euro metterei un surplus sul cliente del 10%. E resterebbe una scelta comunque. Se vogliono accertare l’evasione o il riciclaggio ci sono mille mezzi differenti rispetto a tracciare la vita delle persone.

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  13. Io sono per l’abolizione dei pagamenti
    🙂

    Posto che pago quasi tutto con bancomat o carta per comodità mia appena riesco,anche io come jeremy non credo che sia cosi fondamentale per la lotta all’evasione e al riciclaggio

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