Bamboccioni anche gli americani

Il 52% degli statunitensi del 2020 fra i 18 e i 29 anni vive con i genitori ed è la prima volta nella storia USA che la soglia psicologica del 50% di bamboccioni viene superata (fonte: Pew Research Center). Un dato che fa magari sorridere gli italiani, ma che in America è clamoroso e che va confrontato con il 30% scarso di giovani adulti che negli anni Sessanta vivevano con almeno un genitore.

Magari anche per questo mutamento sociale qualcuno tirerà in ballo il Covid e i suoi tanti profeti di sventura, che smorzerebbero sul nascere qualsiasi progetto di vita. La realtà è che però dai tempi di Kennedy i 18-29enni inchiodati nella casa di famiglia sono quasi costantemente, anche se lentamente, aumentati, ma ancora negli anni Ottanta erano soltanto il 32%.

Volendo buttarla in politica, si potrebbe dire che la deregulation reaganiana e la globalizzazione clintoniana abbiano prodotto anche incertezza e più gente restia a lasciare la propria cameretta. Di certo il tasso di fertilità ormai stabilmente sotto al fatidico 2, adesso è 1,88, dice più di ogni altra statistica. Al netto delle scelte personali, tutte legittime (anche quella di dedicare il 100% della vita allo studio degli expetcted goal), la statistica aggregata indica un paese che si sta ripiegando su se stesso, mentre il nostro (1,44) è già quasi morto.

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193 commenti

  1. Aspetta un chiarimento. Ho detto che non ero d’accordo sullo stravolgimento economico riferito al fatto “da ricco diventi povero”
    Se questo è il punto,si..avevo scritto di merda

    Sacrificio economico invece lo confermo

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  2. Un conto è dire che ha un peso economico ,soprattutto nei primi 2 anni, un conto è dire che ti fa diventare povero.

    Un Gobbo 9 Settembre 2020 09:31

    “L’arrivo” di un (o più) figlio implica mille problematiche e cambiamenti, indubbiamente anche dal punto di vista economico, penso che questo non lo possa discutere o negare nessuno;

    Krug 9 Settembre 2020 @ 09:44

    Sì, certo, abbiamo proprio scritto che “Basta rinunciare all’aperitivo”; ma sono io quello che fa gne gne, gne gne, certo…

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  3. Secondo me devi essere molto ricco per non essere pesantemente impattato dalla nascita di uno o piu’ figli se vuoi mantenere per la famiglia lo stesso tenore di vita (che si presume sia in linea con gli introiti famigliari).
    Magari sei abituato a mangiare un certo tipo di cibo, uscire qualche volta a cena, fare qualche viaggio, vestirti in un certo modo, avere la casa in un buon quartiere, fare certi tipi di attivita’, etc… Con i figli questi costi si moltiplicano. In Italia alcune di queste voci sono meno pesanti da sostenere (cibo, vestiti, istruzione), ma e’ anche vero che gli stipendi sono piu’ bassi e c’e’ meno lavoro.
    La tua capacita’ di spesa cala sensibilmente e se sei gia’ al limite, devi fare grossi sacrifici.

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  4. Da Google “costo figlio fino a 18 anni”, uno dei primi link:

    https://www.a1life.it/2013/10/quanto-costa-un-figlio/

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    1. 3270 annui di abitazione? In 18 anni sono quasi 60.000 euro (€. 58860)

      Ecco questa non mi dispiacerebbe se qualcuno me la spiegasse.

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  5. Cyd, il premio padre del secolo non te lo toglie nessuno. Te la giochi con il padre della Bartoli, Richard Williams e Arthur Young……

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  6. Niccon
    però occorrerebbe specificare i sacrifici eh
    Cibo? (nel senso che non si sono i soldi per mangiare)
    Vestiti? (nel senso che non ci sono i soldi per vestirsi adeguatamente)
    Vacanze?
    Ristoranti?
    Sky o affini?
    Varie ed eventuali?

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  7. Mio padre dovette vendere la sua amatissima Lancia Fulvia Coupé quando nacqui. Me lo rinfacciò fino in punto di morte….

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  8. tutto opinabile, ma in nessun mondo la macchina tre porte è necessariamente da cambiare con la nascita di un figlio (non mi riferisco ovviamente a spider o robe simili)

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  9. “Dane rileggi meglio
    Non l’abbiamo negato”

    Gobbo, se io ti dico che c’è gente che per i motivi che ho citato (tipo cambiare casa e sorbirsi un mutuo impattante che li costringe a contare le monetine ogni fine mese che se ti capita un problema ai denti preferisci il suicidio pur di lasciare l’assicurazione sulla vita a tua moglie e tuo figlio per non finire tutti e tre sulla strada…) arriva veramente alla soglia di povertà e mi si risponde che basta non comprare pigiamini firmati e rinunciare all’aperitivo (che verrà sostituito da tutte quelle attività sociali dei figli, quindi resta da capire di quale rispsarmio si stia parlando, posto che io ho tirato fuori esempi di gente che all’aperitivo ha rinunciato già da scapolo…) quello che capisco io (via alle battute!) è proprio che lo stiate negando.

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    1. Poi io avevo scritto che sicuramente la sparata di Cydella era estrema ma che per motivi che ho citato era normale che molti fossero spaventati dall’idea di mettere al mondo dei figli visto che hanno già paura di accendere un mutuo (per motivi anch’essi citati).
      Tutto qua.
      Però sono tutti cagasotto e quindi fanculo, ok.

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  10. Ma il conto che faceva Cydella non è “quanto costano i figli FINO A 18 ANNI”?
    Allora la media che indica lui ci sta.
    In generale, costano quanto si decide di farli costare.
    A 14 anni il maschio chiede la maglietta Gucci, ma tu guadagni 1.500 euro/mese: gliela compri?
    No, se la compro per me, la compro pure per lui, se io vesto Lotto, Lotto pure lui.
    Si, a costo di mangiare pane e cipolla.
    L’atteggiamento educativo incide sul costo dei figli.
    Che poi, parlare di costi in relazione a un figlio….E’ tutto soggettivo, ma più che un costo mi sembra più un investimento emozionale, il migliore possibile.

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    1. Ho sempre pensato la stessa cosa sul fatto che atteggiamento educativo incida sul costo dei figli, però siccome sono ignorante in materia essendo tra i reprobi che non ne hanno (io, come alcuni utenti che ovviamente si guardano bene dall’intervenire, perchè sono più intelligenti di me, appartengo a quella categoria di esseri inferiori che per le cene familiari o le feste comandate si sentomno sempre dire “tanto a voi va bene qualsiasi data…”) generalmente mi sento rispondere che al giorno d’oggi sei costretto anche se non vuoi altrimenti tuo figlio viene isolato dal gruppo, con gravi problemi conseguenti…

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  11. 3000 euro in due è il livello medio dei redditi in Italia? . Togli 800 ne rimangono 2200. Nucleo famigliare di tre componenti in Italia non è sotto soglia di povertà .
    C è bisogno di dire altro?

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    1. Sì, c’è bisogno.
      3000€ in due è una realtà non totale. Ricordatevi che la media di un pollo a testa significa che uno mangia due polli e l’altro muore di fame.

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  12. Dandy
    Il tuo esempio della coppia di precari con 2000 euro e poche tutele , e un affitto da 1000 euro , è già una situazione difficile che un figlio aggraverebbe . A parer mio.

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    1. Una situazione difficile ma che sta in piedi ed è più diffusa di quanto di pensi.
      Arriva un figlio e le cose precipitano.
      Ma è lesa maestà dirlo…

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  13. Allora l’assunto iniziale era: un medioman con un figlio diventa povero.
    Ho citato pari pari i numeri che ha scritto cydella.

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  14. Preciso che avevo letto quella ricerca quando un mio amico ha avuto il 1° figlio 6 anni fa e me l’aveva girata. Vedendo quelle cifre, mi ero messo a ridere, ma il mio amico me le confermava. Adesso che ho avuto anche io una bambina, bene o male mi ci ritrovo a mia volta. Quindi sono uno di quelli venuti a Canossa.

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  15. Cecco
    Io e il primo anno che firmo qualcosa di diverso dall’iscrizione
    Poi se nell’iscrizione c’era qualcosa di simile lo ignoro

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  16. Gobbo ma devi sapere che Sesto Fiorentino, dove abita Cecco, per metà si fonda su paludi “bonificate”… sono più abituati da quelle parti a epidemie, infezioni… ci sta abbia già firmato in passato roba del genere.

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    1. Cecco ricca sta confondendo sesto con campi, gravissimo… Attendo tua reprimenda 😜

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      1. Ma che reprimenda… Leo, io abito a Padule: nomen omen

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  17. Quando si fanno dei figli secondo me si deve fare come Napoleone “”On s’engage et puis on voit!”
    Si parte da una base minimamente sostenibile e poi man mano si vede cosa ci si puo’ permettere cosa no. Se poi ci si fa paranoie perche’ ormai
    non si riesce piu’ a dire di no (in primis ai figli) bisognerebbe riacquisire questa importante abitudine (fermo restando che e’ chiaramente piu’ facile
    dire di si che di no).
    Cioe’ non bisogna fasciarsi troppo la testa in anticipo. E poi penso che avere figli sia talmente bello che eventuali preoccupazioni da quel puntio di vista cedono il passo all’avventura che si vive ogni giorno crescendoli. I miei genitori non navigavano certo nell’oro quando siamo nati io e mio fratello (anzi)
    eppure non ci hanno fatto mancare niente e ci hanno mandato a studiare entrambi nelle lontanissime scuole e nella vita ci siamo
    tolti parecchie soddisfazioni. Vivemus mea Lesbia et procreamus!

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    1. Cazzo lo potevi scrivere 90 commenti fa?
      Era così semplice… Tra l’altro mai fasciarsi la testa prima della bua era il secondo commento preferito di mio nonno, dopo chi unna’ cervello abbia gambe…

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      1. Leo lo sai che il mio nichilismo e la nuova wave del mio spleen dublinese necessitano dei loro spazi nelle mie giornate. Ed una volta
        che svaniscono rimane spazio per altro tra cui lasciare commenti illuminanti su Indiscreto 🙂

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    2. Si mangia bene dove vanno i camionisti.

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      1. Dove si mangia in due si mangia in tre.

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        1. Non c’è il due senza il tre.

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  18. No no nessuna confusione… la parte bassa è ex palude

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    1. Sì considerando l’attuale comune hai ragione. Ma Cecco sta tra la villa ginori e quinto… 🤣 🤣 🤣

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      1. Ti ho risposto sopra.
        Comunque cresciuto tra villa ginori e Quinto. Chi te l’ha detto?

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  19. Beli,
    fare i paragoni con i nostri genitori pero’ e’ fuorviante secondo me. Nella maggior parte dei casi la loro situazione migliorava di anno in anno e c’era piu’ ottimism. Il problema di cui si parla nell’articolo e’ che in Italia da un punto di vista economico la situazione e’ stagnante da se non discendente da parecchi anni e fare figli, se hai poca fiducia nel futuro, magari eviti.
    Tornare indietro, se ti abbitui a certi standard, e’ molto difficile, specialmente perche’ siamo stati abituati molto bene in Italia.

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    1. “in Italia da un punto di vista economico la situazione e’ stagnante da se non discendente da parecchi anni e fare figli, se hai poca fiducia nel futuro, magari eviti.”

      Cagasotto viziato!

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  20. Niccon
    concordo. Noi siamo cresciuti con tutti i confort e quindi facciamo decisamente più fatica ad accettare l’idea di non poter sempre andare avanti o dover fare uno o due passi indietro
    Per me più che economico il problema è la mancanza di aiuti alle famiglie(permessi di lavoro,facilitazioni per le neo mamme , servizi vari ecc..ecc.)

    Poi chiedo a voi che siete più uomini di mondo,ma parlando con uno conosciuto al mare quest’estate ,con la moglie che vive a Monaco di Baviera e lui residente in italia mi diceva che ricevono per ciascun figlio 150 o 200 euro.
    Di certo non ci si sputa sopra…

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    1. “Noi siamo cresciuti con tutti i confort e quindi facciamo decisamente più fatica ad accettare l’idea di non poter sempre andare avanti o dover fare uno o due passi indietro”

      Mah…

      Capiamoci non mi è mancato nulla, ma nulla nulla nulla di importante, ma la prima vacanza (e per vacanza intendo anche quella tortura che si infligge Gobbo ogni estate) l’ho fatta dopo la matura (ed in vacanza in maniera costante ho iniziato ad andare quando ho iniziato a lavorare, motivo per cui ancora adesso sacrifico tutto ma non la possibilità di andare in giro per il mondo), mentre almeno metà dei miei compagni di basket avevano le Air Jordan io avevo le Kronos di Dalipagic, in classe mia giravano maglioni Best Company che costavano come metà del mio armadio etc. Per cui se mi sento dire dal mio collega “Io ai miei figli do tutto quello che posso ed anche di più di quello che posso e dovrei” a me un pelino girano; girano perchè per me fai un grosso favore a tuo figlio se gli dici di no e lo prepari alla possibilità che in età adulta quello che ha avuto da ragazzo potrebbe non averlo e/o non potrebbe darlo ai suoi figli.

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      1. Le Kronos, che ricordi… dalle mie parti erano fra le piu’ gettonate per calcio/calcetto

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        1. io a calcio avevo delle Pantofola d’Oro, pagate un terzo (o anche meno) delle prime Nike colorate, e duravano il triplo delle Nike colorate

          narra la leggenda che esistesse una mini-marca (lupo marsicano? ma non metto la mano sul fuoco) indistruttibile

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    2. In Olanda bastava che entrambi i genitori lavorassero, anche solo un’ora in un anno, e ti rimborsavano interamente la retta dell’asilo nido (privato, a tua scelta) fino mi pare ai 4 o 5 anni (poi c’erano le scuole gratuite appena raggiungevi l’eta’ minima).
      In Gran Bretagna c’erano gli assegni famigliari per figlio, ma non ti saprei dire quanto fossero perche’ sopra le 50k£ di introiti annui non ne avevi diritto. E potevi acquistare dei voucher che scontavi dalle tasse da usare negli asili.
      Per sentito dire so che in Francia gli assegni famigliari sono molto generosi, ma non saprei quantificarli.

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      1. Il sistema francese però sta per crollare, poiché a livello sociale stanno diventando sempre più simili agli italiani.
        Perché la colpa è dello Stato che non controlla, non di chi ruba…

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  21. Non ammettere che ci sia impatto economico mi sembra veramente negare la realtà. Qualunque sia il livello cui si è abituati (vabbè eccetto la fascia multimillionaire) una revisione minima c’è, figuriamoci se poi si deve cambiare l’auto o addirittura la casa. Credo che le cifre indicate siano corrette IN MEDIA, ovvero fino a 18 anni, tenendo conto di dare al proprio figlio il meglio possibile. E questo non è il cellulare top di gamma o la maglietta da coatto ma per esempio la possibilità di fare sport e di avere una istruzione adeguata (che non necessariamente è la scuola privata da bimbo viziato ma una mano con qualche ripetizione se si verifica qualche inciampo, una possibilità di studio all’estero) . Io non ho figli e mi sono ritagliato la parte dello zio che vizia i nipoti senza la minima velleità educativa quindi sono l’ultimo che può parlare ma quelle volte che mi occupo dei miei nipoti non posso non notare le spese che una famiglia numerosa deve sostenere. Ho portato uno dei miei nipoti allo stadio, era la sua prima volta è avrò l’illusione che se un domani racconterà la sua prima partita di calcio vista dal vivo dirà che c’è andato con lo zio (quello simpatico): tra benzina, parcheggio, tessera tifoso, biglietti, museo, pizza e gadget ho quasi chiesto un finanziamento… Per carità nessun dottore lo ha ordinato ma sono considerazioni che valgono per un cinema, per una pizza, una festa di compleanno, sopratutto in questo periodo dove molti lottano con cassa integrazione, difficoltà lavorative e professionali. Poi si può fare un figlio e lasciarlo crescere allo stato brado, fregandosene di dove e come (e se) va a scuola, metterlo davanti a una playstation di terza mano e dimenticarselo ma non credo si stia parlando di questo no? PAOLO

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    1. Ma no, ma basta rinunciare all’aperitivo!
      Poi chiudi il figlio in cantina ed è fatta…

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      1. Wolfgang Přiklopil ha messo like

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        1. 😂

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  22. Gobbo

    non vorrei fare quello col ditino alzato col senso di superiorita rispetto all italia ma, se faccio l elenco (che forse avevo gia fatto) delle differenze tra svezia e italia nel campo delle politiche (e nell approccio della “societa” piu in generale) rivolte alla genitorialita e all infanzia fino all adolescenza, mi sa che provoco una migrazione verso la svezia dei genitori presenti su indiscreto 😀

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    1. Tanto sarebbero tutti pronti a trasferirsi a Como in auto, con un aereo arrivano in Svezia più o meno nello stesso tempo…

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  23. tutte argomentazioni giuste, ma chissà come mai a fare più figli sono statisticamente le fasce più povere…

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    1. Senza che nessuno si offenda: fare figli è qualcosa di naturale, che risponde a istinti sessuali in primis. Quindi azzarderei, cultura e euforia della disperazione (3° mondo), ignoranza e poco razionalità (le fasce più povere) oppure semplicemente, per garantirgli il poco che hanno i genitori, occorre poco senza tanti fronzoli (fasce medio-basse). Ecco, poi dobbiamo fare anche una riflessione su come crescono questi bambini nei primi 2 casi.
      In generale, il problema sono sempre le aspettative: noi del mondo occidentale, vogliamo dare ai nostri figli almeno quanto abbiamo avuto noi e quindi adesso ne facciamo pochi. 3° mondo e poveri vivono allo stato brado e se ne sbattono delle conseguenze, facendone molti.

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  24. Krug
    magari non tutti avevano tutti i confort però sicuramente la nostra generazione è stata mediamente fortunata,con tendenza al molto fortunata. Ma soprattutto siamo sempre andati in crescendo
    Riguardo alle vacanze io ero tra i fortunati che anche da piccolo le facevo : con i nonni o lago o mare non mancava mai.Però ricordo che diversi miei amici andavano in colonia (luogo che mi terrorizzava e che veniva agitato come il babau da mia mamma quelle rare volte che si incazzava)

    Ecco,diciamo che forse siamo noi che facciamo fatica ad accettare l’idea di dover fare uno o due passi indietro

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    1. è vero. non bisogna parlare di fortuna in termini assoluti, ma generazionale: i nostri genitori hanno avuto un’infanzia più fortunata di quella nostri nonni e noi ancora più fortunata dei nostri genitori. Peccato che i nostri figli non avranno la stessa fortuna.

      anzi, già noi nati dagli anni 80 in poi rischiamo di essere la prima generazione dal dopoguerra con prospettive peggiori rispetto a quella passata

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  25. Paolo
    “Non ammettere che ci sia impatto economico mi sembra veramente negare la realtà. ”
    Mi sapresti dire il nome di un utente che ha negato che ci sia un impatto economico?
    Grazie

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    1. si infatti … lo stavo scrivendo io

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  26. Niccon hai sicuramente ragione in parte nel senso che a inizio anni ’80 se non avevi un buon lavoro ora era molto probabile averlo dopo
    sei mesi (mio padre vinse addirittura tre concorsi in un anno e pote’ additittura permettersi di scegliere dove lavorare). Ma non so se e’ perche’ avessero meno grilli per la testa o perche’ erano molto piu’ “essenziali” di noi come stile di vita ma non ricordo grandissime difficolta’ nel fare delle rinunce. E sinceramente sara’ per l’educazione che ho avuto ma anche io se dovessi rinunciare a qualcosa per avere dei figli o dovessi “retrocedere” nel mio stile di vita
    non avrei nessun problema.

    Poi comunque anche io (soprattutto al liceo) mi scontravo con il fatto che i miei compagni di classe (figli di avvocati o di consiglieri regionali o di medici titolari di cliniche private) avessero cose che io mi sognavo (motorino, vacanze a Miami o a Londra per un mese e mezzo, corso di tennis etc etc). Ma a parte qualche rosicata non era un problema. E di questo ringrazio senza dubbio i miei genitori.

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    1. “…a parte qualche rosicata non era un problema…”

      ‘Nzomma…

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  27. Non so di che classe siete ma io il motorino lo avevo e a scuola lo avevamo tutti, quelli con i genitori spendaccioni Sr o addirittura rs, o cbr, quelli fighetti il typhoon, gli altri f10 f12 (io) o booster, chi nuovo chi usato. Il 14enne di metà anni 90 doveva spostarsi in motorino e portare le ragazze.

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    1. Ma no, al parchetto ci venivano anche a piedi…

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  28. Mi sembra che una differenza sensibile fra l’epoca della nostra infanzia/giovinezza ed oggi sia che viviamo in una societa’ sempre meno egalitaria, che va verso una separazione netta fra chi se la passa bene e chi se la passa male, con sempre meno spazio per la fascia intermedia. Per tanti genitori, piu’ o meno consciamente, questo e’ causa di agitazione, perche’ si sente la pressione di dare ai figli ogni chance possibile di finire nella categoria “giusta” – pressione che in passato poteva essere molto inferiore.

    Io vivo in un contesto in cui questa tendenza e’ estremizzata, con genitori che vanno in palla sulla scelta delle scuole a partire dalle elementari (spesso private fra le classi medio-alte). E’ una cosa che mi fa accapponare la pelle, e infatti sarebbe un sollievo togliersi di mezzo prima che la nana sia in eta’ scolare, pero’ “fuggire si ma dove, za za”?

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  29. Gobbo, Ricca il nome patto di corresponsabilità non mi era nuovo, e quindi, spinto dai vostri dubbi ho googlato.
    Primo risultato:

    Patto educativo di corresponsabilità
    Il Patto educativo di corresponsabilità è il documento – che deve essere firmato da genitori e studenti contestualmente all’iscrizione nella scuola secondaria di I grado – che enuclea i principi e i comportamenti che scuola, famiglia e alunni condividono e si impegnano a rispettare. Coinvolgendo tutte le componenti, tale documento si presenta dunque come strumento base dell’interazione scuola-famiglia.

    Riferimento normativo: Decreto del Presidente della Repubblica 21 novembre 2007, n. 235

    Non per niente parlavo di lustri.

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    1. Ho forse scritto una caxata? Leggendo i risultati successivi mi è sorto il dubbio.
      Comunque il nome non mi è nuovo lo stesso.
      Poi guardo meglio

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    2. A proposito, ieri ho avuto due riunioni di lavoro.
      In una la responsabile di una struttura sportiva mi diceva che le iscrizioni ai corsi per ragazzi vanno a rilento come non mai, perché i genitori dopo l’euforia da post lockdown e la voglia di evasione durante le vacanze sono rientrati a regime ed hanno paura.
      In un’altra una mamma parlava del documento capestro fattole firmare dalla scuola dicendo di aver risposto “vi firmo quello che volete basta che ve li prendete!…”
      Tempi moderni.

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  30. Tutto ha un costo.
    Legittimo non volere figli, ma se avete voglia di averne non fatevi intimorire dai commenti negativi e procreate.
    A meno che non abbiate priorità professionali o non vogliate assolutamente rinunciare ad abitudini e stili di vita pregenitoriali, se desiderate avere un figlio, fatelo senza starci troppo a pensare; davvero “quassi cosa” si aggiusterà vivendo. Credetemi.
    E saranno i meglio spesi, o, al limite, secondi solo a quelli per i viaggi (faccina).

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    1. la tua sintesi è perfetta.

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    2. La mamma è sempre la mamma.

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  31. Niccon
    boh si…magari poi si esagera nell’altro senso
    Di certo qua è una giungla,se non hai nonni e zii a supporto ecco
    Non parliamo se sei libero professionista.
    Nel 2013 credo su iniziativa regionale Una Gobba prese un mini rimborso per le spese del nido.
    Dall’anno dopo basta

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  32. “io a calcio avevo delle Pantofola d’Oro”
    Pantofola d’oro gran scarpe eh
    🙂

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    1. Narra la leggenda che più di qualche giocatore mettesse il brand sopra le scarpe prodotte dal Lazzarini ed usasse quelle invece delle morchie degli sponsor.

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  33. “Narra la leggenda”
    Non era leggenda. A cremona in diversi lo facevano

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  34. Sacrosanto, qui abbiamo parlato per lo più di effetti economici DIRETTI ma non abbiamo considerato gli INDIRETTI, ovvero quelli che derivano per esempio da minori opportunità professionali o da minore capacità/possibilità di sfruttarle, per non parlare di vere e proprie castrazioni professionali (soprattutto per le donne) che comportano minori entrate a livello di nucleo familiare.
    Un’altra cosa importante che si è detto riguarda la speranza e il modo di guardare al futuro e qui è esattamente quello che succede a chi contrae un debito: in passato lo si faceva magari al limite finanziario del momento perchè la speranza di migliorare economicamente era concreta (e fondata), la rata del mutuo che sembrava alta si sarebbe diluita con l’avanzamento sociale, una carriera e degli aumenti che non erano irrealizzabili (anzi), adesso è già tanto se si spera di non peggiorare e quindi si è restii a contrarre debiti a lungo termine… E molti nella precarietà e nell’incertezza fanno le stesse considerazioni con uno o più figli… PAOLO

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    1. Firulì, firulà…

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  35. Paolo,
    Hai perfettamente ragione.
    Fare figli implica dei costi diretti importanti e costi indiretti, porta sempre ad una riduzione di possibilità di carriera almeno ad uno della coppia ( spesso la donna); aggiungo anche le notti insonni quando sono molto piccoli, e poi quando sono più grandi ad ansia e preoccupazioni di ogni tipo ( dal mondo di merda che li circonda , all’uso dei social, all’insegnar loro che impegno e dedizione sono fondamentali, quando invece i modelli che ci presentano sono l’opposto). Poi c è l’aspetto educativo e, a meno che non ci sia delega completa alla madre, porta a scontri più o meno forti con l’atra metà.
    Tutto vero e tutto giusto. se uno fa una onesta analisi dei benefici-costi obiettiva anche asettica , è il più sbagliato investimento che uno consiglierebbe mai di fare.
    Se solo penso al numero di aperitivi ( a Ferrara per di più neanche fosse Milano o new York) a cui ho rinunciato da 16 anni a questa parte mi viene da piangere .

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    1. Ma sei sarcastico o sei serio?

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  36. Penso semplicemente che ci siano tanti motivi per cui una coppia decide di non far figli , alcuni dei quali scritti , e tutti validi, tutti comprensibili .
    L’aspetto economico è uno di questi, stop.
    Altrettanto penso, e mi ripeto, che una coppia non passa da una situazione economica sostenibile ad una insostenibile per via di un figlio.
    Diventa eventualmente insostenibile ( non economicamente ) se si considerano altri aspetti

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    1. Si parlava di questioni economiche, quindi mi stupiva il mettere tra i costi/benefici le notti in bianco, soprattutto dopo due pagine di propaganda a favore delle nascite.
      Sul passaggio da condizione sostenibile a insostenibile ormai inutile proseguire con posizioni così cristallizzate…

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      1. Dai dandy, uno che dice che ha 800 camice bianche, bolidi di ogni genere in garage, fa i big money , c ha pure i tatuaggi per metter paura ai pischelli in ufficio mi viene a parlare dei costi indiretti di fare figli ?
        Uno così come minimo li schifa i poveracci che sbarcano il lunario tra precariato e poppate… siamo seri

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        1. Boh, lui risponderà per sè, io credo che anche lui come il sottoscritto facesse un discorso generale indipendente dalla propria condizione e pensando a chi invece è in una situazione meno florida.

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        2. Ahahah. Chi e’ questo qua? Pure i tatuaggi sull’avambraccio c’ha? Perche’ quelli sono proprio un marchio di fabbrica, praticamente un’investitura 😀
          Si possono avere i nomi e cognomi dei pischelli spaventati dai tatuaggi? “Marisa prendi nome e cognome, processo per direttissima” (cit.) 😀

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  37. Ps. La battuta sugli aperitivi è un altro degli aspetti: la paura della privazione ( o presunta tale) della libertà.
    Motivazione prima , per la mia personale esperienza , che avrei elencato, se avessi fatto quel tipo di scelta.

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  38. Sia chiaro che non volevo essere offensivo , anzi era un complimento.
    Era un modo un po’ barbaro per dire che Uno che ha successo nella vita e lo ostenta, solitamente fa fatica ad assecondare i problemi del popolino .

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  39. Banalmente non ho figli perché mi sono sposato a 46 anni e la mia compagna precedente non poteva averne. A quel punto io e mia moglie (coetanea) ci siamo detti che un figlio che avrebbe compiuto la maggiore età con noi quasi 65enni non ci suonava bene.. Giusto o sbagliato non lo so, per me una scelta più coerente di tanti cinquantenni che mettono al mondo figli giocattolo che nel migliore dei casi si occuperanno del pannolone del babbo… In ogni caso parlavo in generale, non è che se uno I soldi li guadagna non deve fare di conto con un minimo di programmazione.. PAOLO

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  40. Paolo
    Tutto giusto. Permettimi solo una cosa
    Non c’e un piu giusto-meno giusto o piu coerente meno coerente
    C’e semplicemente cosa una coppia si sente o meno di fare
    E se anche un figlio dovesse occuparsi del pannonolone del padre…prima e dopo (ma anche durante) il periodo del pannolone il figlio avra comunque la sua vita da vivere
    Fatto salvo (e lo ripeto perche anche l’altra volta che facemmo questo discorso c’era chi non aveva capito) e legittimo e comprensibile il vostro discorso
    Allo stesso modo di chi per vari motivi costruisce una famiglia dopo i 40-45 e prova lo stesso ad avere figli

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    1. Si si Gobbo sono d accordo al 100%, nel nostro caso non ce la sentivamo e comunque non è stata una decisione a cuor leggero e a volte abbiamo ripensato chiedendoci se avevamo preso la decisione corretta… Tra me e mio padre ci sono 28 ani di differenza, l ho vissuto da giovane energico, da uomo maturo e adesso che è molto più acciaccato di tanti della sua età me lo godo in altro modo, questa estate ho passato del tempo io e lui soli che non avevo mai passato prima, un impegno ma anche una goduria.. Forse ho solo pensato che tra padre e figlio o replicavo l unica esperienza diretta che ho oppure nulla (cosa in parte sbagliata visto comunque il cambiamento che si è avuto negli anni nella società in questo ambito) .. Ho un paio di amici e conoscenti che hanno avuto figli VERAMENTE tardi e sono felicissimi quindi la ricetta ideale sono d’accordo anche io che non esista. PAOLO

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