Mazzinghi o Benvenuti?

La morte di Sandro Mazzinghi, a quasi 82 anni, ha fatto lasciare questa terra ad uno degli ultimi campioni veri della boxe, perché nell’era in cui Mazzinghi è stato campione del mondo dei medi junior la federazione era soltanto una e, altro dato da non trascurare, le categorie di peso erano soltanto dieci. Ma al di là degli aspetti sportivi, Mazzinghi è stato uno dei due protagonisti di una grande rivalità dello sport italiano, quella con Nino Benvenuti, seconda soltanto a Coppi e Bartali per presenza mediatica.

Una rivalità iniziata da dilettanti, con Benvenuti che alla vigilia delle Olimpiadi di Roma fu fatto scendere di categoria (infatti vinse l’oro nei welter) per permettere ad entrambi di partecipare a Giochi già leggendari prima della loro disputa. Solo che Mazzinghi perse dal milanese Carmelo Bossi, che poi a Roma avrebbe conquistato la medaglia d’argento, e perse a anche quell’aula da predestinato, termine oggi abusato, che invece ha sempre circondato Benvenuti. Entrambe le carriere sono state grandissime, con i due storici scontri diretti con il Mondiale in palio (a San Siro e ala Palazzo dello Sport di Roma) vinti da Benvenuti fra molte polemiche, ma con il match da film che è toccato a Mazzinghi: quello con Ki-Soo Kim, con immagini televisive sufficientemente buone per essere tramandato ai posteri.

Il nostro ‘Di qua o di là’ potrebbe sembrare fuori tempo massimo ma non lo è, perché stiamo parlando di storia della boxe e di storia d’Italia. E cioè di cosa è rimasto di questa epopea a decenni di distanza, con le emozioni mediate dai racconti dei nostri genitori, mentre per Coppi e Bartali testimoni erano stati i nonni. Un sondaggio per certi versi amaro, perché nessuno dei coetanei (quindi non ragazzini) che ci circondano ha la minima idea di chi sia stato Mazzinghi e di come la boxe facesse parte almeno fino agli anni Sessanta dell’immaginario popolare. Mazzinghi o Benvenuti?

Mazzinghi o Benvenuti?

Guarda i risultati

Loading ... Loading ...
VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 9.9/10 (9 votes cast)
Mazzinghi o Benvenuti?, 9.9 out of 10 based on 9 ratings

13 commenti

  1. Nel sondaggio non ho votato nessuno dei due. Volutamente. Per ragioni di età ho fatto in tempo a vivere i tempi di Mazzinghi e Benvenuti e più in generale della boxe vera. I loro incontri hanno fatto epoca e per spiegare che cosa è stata la loro rivalità la mente mi corre a quella tra Anquetil e Poulidor in Francia. Ma, ahimé, anche qui, temo che pochi possano ricordarla. Il bello e il raffinato da una parte, il generoso e sfortunato dall’altro. In realtà due figli dell’Italia povera del dopoguerra. Benvenuti profugo istriano e Mazzinghi venuto fuori dai campi della Toscana profonda.
    Il match a San Siro di Mazzinghi contro il coreano Ki-Soo Kim non si può dimentcare. Una sfida “infernale”, per usare un eufemismo. Mazzinghi vinse, di poco, di pochissimo, ma alla fine del match era distrutto come il suo rivale. Un incontro di una ferocia e di una violenza rare anche nella boxe, che per molti versi ricorda certi match cinematografici farlocchi tipo quelli di Rocky. Solo che qui era tutto vero.
    Qualche settimana fa su RaiSport ho rivisto dopo tanti anni il primo incontro Benvenuti-Monzon del 1970. Un match magnifico, dal ritmo incalzante, che ti coinvolge in modo quasi parossistico fino a lasciarti alla fine esausto, come se ci fossi stato tu sul ring. La sfida tra un campione in ascesa nel pieno di un vigore fisico quasi animalesco e un altro campione in fase calante che si oppone con tutte le sue forze all’inesorabile avanzare del tempo. Ripresa dopo ripresa, pugno dopo pugno, Monzon ha sgretolato la resistenza di Benvenuti sino all’esito finale con quel destro devastante che ha abbattuto l’avversario ormai vuoto di energie. Uno spettacolo spietato, ma straordinario. La prova provata che la boxe è uno sport violento, che, come dice Rino Tommasi, o lo accetti o non lo accetti.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +26 (from 28 votes)
  2. Votato Mazzinghi.
    Perché divenne campione del mondo al Velodromo Vigorelli (la storia la si scrive nei monumenti), perché faceva parte della squadra dell’Ingegner Borghi assieme a Maspes (lo sport-business prima dello sport-business), perché gli venne ingiustamente affibbiato il ruolo dell’antagonista e per questo venne derubato nel cartellino dei giudici nella rivincita, perché Benvenuti come persona era abbastanza piccola.
    Non è un giudizio tecnico?! Non ne sono in grado, come nessun altro qua dentro.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -7 (from 15 votes)
  3. Votato Nino La Rocca.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: -1 (from 5 votes)
  4. troppo giovane.

    al massimo ho visto il grande Mazinga e Mazinga Z

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +2 (from 8 votes)
  5. Per dare un’idea di che cos’era allora il pugilato italiano, va detto che Benvenuti e Mazzinghi non erano due fiori nel deserto, ma due tra i frutti migliori di una vera e propria scuola. quella fondata dall’americano Steve Klaus, arrivato in Italia negli anni Trenta. Una specie di Elliot Van Zandt ante litteram. Fu lui a guidare prima la nazionale italiana alle Olimpiadi a partire da Londra nel ’48, e poi la scuola nazionale dei tecnici e a impostare e seguire tanti grandi campioni, da Duilio Loi, a Rinaldi, da Carmelo Bossi a Garbelli, da Lopopolo a Burruni ecc. ecc.
    Per tornare a Mazzinghi e Benvenuti , vale la pena dire che la loro popolarità era entrata a pieno titolo nell’immaginario collettivo italiano non solo sportivo. Ricordo perfettamente come la vicenda della tragica morte della prima moglie di Mazzinghi durante il viaggio di nozze colpì profondamente l’opinione pubblica . Nel mio piccolo ricordo mia madre, lontanissima dal pugilato, commentare più volte quella triste storia.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +8 (from 10 votes)
    1. Garbelli citazione di culto, altro “vigorelliano” ed anche lui con un risultato in carriera mai accettato.
      Ho conosciuto la figlia, che credo sia la più grande esperta di boxe al mondo tra le donne! 😝

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +1 (from 7 votes)
  6. Da qualche parte avevo letto, e la cosa mi aveva colpito, che nell’immediato dopoguerra ciclismo e boxe avevano nelle pagine sportive dei quotidiani lo stesso spazio del football, se non addirittura di più. Da ragazzo lo seguivo anch’io e mi appassionavo per i campioni dell’epoca (hagler, spinks, leonard per citarne alcuni), oggi non conosco il nome di neppure un solo boxeur, italiano e non.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +4 (from 4 votes)
    1. Di piu Geppetto, di più. Fino agli anni 60 compresi il ciclismo era lo sport più popolare e seguito é quello con più spazio sui giornali.
      Diciamo che da Rivera-Mazzola in poi si compì il sorpasso, la boxe in Italia aveva già rallentato (ma era lo sport più popolare e seguito al mondo fino alla metà del XX secolo, credo…).
      Oggi la boxe é uscita dal carnet generalista, come il tennis, ecc. Da ragazzo anch’io la seguivo, distrattamente perché non era il mio sport ma rientrava nel carnet onnivori di ogni sportivo generalista. Tifai Hagler, ancora rodo per il furto storico che subì…

      VN:F [1.9.22_1171]
      Rating: +2 (from 8 votes)
      1. The Marvelous che, tra l’altro, vive da anni qua a Quinto Stampi; ogni tanto lo si vede in giro, in edicola, o alle feste in piazza Fontane che c’erano prima del CoViD.

        VN:F [1.9.22_1171]
        Rating: 0 (from 0 votes)
  7. Il cambiamento sulla stampa c’è stato tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70. Oggi la boxe in Italia è praticamente morta, per tutta una serie di motivi che sarebbe troppo lungo spiegare. Ma anche nel resto del mondo non se la passa bene, a causa di una pletora di federazioni e una overdose di titoli mondiali di ogni ordine e specie.
    Negli anni d’oro eravamo ai massimi livelli anche come organizzatori con personaggi come Rino Tommasi, che teneva testa agli americani. Poi è entrata pesantemente la malavita anche in Italia ed è scesa la notte.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +6 (from 6 votes)
  8. Di straculto Hagler Minter a Wembley, un massacro (dopo il mezzo furto subito contro Antuofermo il pelato decise di metterla sulle spicce più brutali…) ben accolto dal civilissimo e sempre sobrio pubblico inglese. Tra l’altro fu proprio contro Minter che si chiuse tragicamente la breve epopea del Clay italiano, Angelo Jacopucci. Io ho perso interesse quando si sono moltiplicate le sigle.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +5 (from 5 votes)
  9. Due persone con caratteristiche diverse sia nel modo di concepire il loro sport che nella vita; arrembante, generoso, polemico Mazzinghi, riflessivo, calcolatore Benvenuti; nel pugilato apprezzo di più la filosofia del primo, la vita invece tende a premiare più le caratteristiche del secondo; Benvenuti è stato abilissimo a curare le relazioni sia durante la carriera sportiva che soprattutto dopo la conclusione della carriera sportiva; dalle mie parti dire che è un mito è riduttivo, pur non conoscendolo personalmente (anche se uno dei primi ricordi lucidi della mia vita è la richiesta di un autografo fatta a lui ed a Griffith in una sagra organizzata in un borgo popolato da esuli sull’altipiano carsico senza ben capire chi fossero quei due) nemmeno a me come a Dandy ha mai dato l’impressione di essere una bella persona. Magari mi sbaglio.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: +3 (from 3 votes)
  10. Mazzinghi per simpatia, cuore, coraggio, determinazione ed ottimo combattente, ma Benvenuti superiore per tecnica pugilistica.

    VN:F [1.9.22_1171]
    Rating: 0 (from 0 votes)

Lascia un commento