Juventus fuori dalla Champions, il fallimento di Agnelli

La Juventus è stata buttata fuori dalla Champions League agli ottavi di finale dal Lione, all’ultimo conteggio (parziale, vista la stupida fretta dei francesi nello stoppare la stagione) la settima squadra della Ligue 1. È solo una curiosità, perché la settima squadra della Serie A è il Napoli, che su una singola partita o in una coppia di partite con la Juventus se la può giocare. Veniamo al punto: l’aver mancato, e di tanto, il primo obbiettivo stagionale è un fallimento imputabile al 100% ad Andrea Agnelli e, dal punto di vista operativo, ai suoi dirigenti, Paratici e Nedved su tutti. Ci sembra giusto dirlo, visto che di Agnelli sono anche i meriti di questo ciclo.

Ricordato che il fallimento non è un concetto assoluto, ma è sempre in proporzione al budget e agli obbiettivi, entriamo nel merito di una stagione che si è conclusa con il linciaggio mediatico di Maurizio Sarri, che già da settimane aveva avuto il via libera ed era stato portato avanti da media e giornalisti che seguono la Juventus, che raramente nella storia si sono distinti per aggressività. Ecco, Sarri ci sembra il meno colpevole di tutti anche se il suo esonero in questo momento appare probabilissimo e avrebbe anche un senso, comunicando al mondo il nome del colpevole.

Invece il colpevole è chi ha zavorrato la rosa con mezzi giocatori, mezzi a livello Juventus, strapagati e sopravvalutati tecnicamente, da Rabiot a Ramsey a Danilo, senza riuscire a liberarsi di quasi nessuno degli scontenti, Higuain su tutti, o dei logori alla Pjanic. Non dimentichiamo che questi grandi programmatori avevano fatto di tutto per vendere Dybala, poi risultato fino a quando è stato sano il migliore nella stagione bianconera. Il problema era quindi Mandzukic?

Poi si parla fino allo sfinimento di Cristiano Ronaldo, ma il portoghese quando conta c’è sempre ed anche in declino, come è ovvio a oltre 35 anni, rimane un giocatore che con un supporto decente la Champions League te la fa alzare. Cosa può fare più di segnare e creare il panico con la sua sola presenza? Insomma, impossibile parlare male di uno dei più grandi attaccanti nella storia del calcio. Crede di avere più chance di alzarla, la Champions, nel 2021 con il Paris Saint-Germain e con il suo progetto di Dream Team? La risposta è sì, ma è sbagliata.

Paratici e Nedved hanno chiuso il quinquennio di Allegri (a proposito, fra lui e Conte chi starà godendo di più?), Sarri è stata una scelta di Agnelli per dare un segnale di novità e di ‘gioco’, qualsiasi cosa voglia dire. Peccato che gli sia stata messa in mano la rosa meno sarriana possibile, per età, caratteristiche e motivazioni. Senza contare l’equivoco Barzagli, risolto fuori tempo massimo, e la penosa invadenza di Buffon, che anche ieri senza un vero perché ci ha messo la faccia. È sicuro che la Juventus 2020-2021, con Arthur, Romero, un De Ligt molto più sicuro dopo gli inizi alla Rugani, un Demiral risanato, Kulusevski, magari anche Felix Correia e qualche altro giovane, sarà una squadra da Sarri e questo rende ancora più gravi gli errori della dirigenza in questa stagione.

Il Maestro, che adesso i giornalisti della casa trattano come un bidello, sul piano strettamente tecnico dovrebbe secondo noi rimanere perché la prossima Juve sarebbe vicina alle sue idee, ma non accadrà. Perché oggi tutto è comunicazione. Certo lui da quando la Lazio è crollata ha semplicemente smesso di allenare, entrando in quella modalità dispettosa e presuntuosa (esempio extra-Juve: Conte che rende Eriksen riserva di Borja Valero) che molti tecnici italiani hanno nel DNA. Palla a Cristiano Ronaldo, o a Dybala quando è sano, poi spiegatemi perché avete voluto me al posto di Allegri.

Quanto al vincere o non vincere la Champions, è un discorso becero sia dal lato del giornalismo celebrativo sia da quello del ‘vincere è l’unica cosa che conta’. Può vincerla Di Matteo in due mesi o non vincerla Guardiola per un decennio, all’interno di quel gruppo di dieci club di élite che stanno ammazzando il calcio tutto dipende troppo dai momenti e dalle situazioni. Certo sarebbe bello che a questo giro la vincesse l’Atalanta, per ricordarci l’esistenza del diritto sportivo e non per il solito pistolotto sulle squadre italiane: l’Atalanta è italiana quasi quanto il Lione.

Conclusione? L’arroganza alla Nedved con cui è stato celebrato il trentaseiesimo scudetto, peraltro come molti dei precedenti vinto contro nessuno (come del resto accade a PSG e Bayern Monaco, la Juventus i problemi in campionato può solo autocrearseli), il controllo quasi militare dei media e non solo di quelli di proprietà (Sky imbarazzante), il servilismo di tanti club e addetti ai lavori, la marcatura politica a uomo non appena qualcuno alza la testa (basti vedere le difficoltà nel costruirsi uno stadio, da Firenze a Roma), il far parte di un gruppo finanziario che ha sempre socializzato le perdite ai danni dello Stato, rende tre quarti d’Italia felice per questo fallimento di Agnelli.

Questa è la verità, fuori dai giri di parole, visto che il tifo ‘contro’ è la base del successo del calcio, settore ben diverso dall’entertainment propagandato dai giornalisti-commercialisti CEPU che si esaltano parlando di brand e follower, sdottorando di business plan quando alla fine siamo sempre al ricco che ci deve mettere i soldi, da Agnelli in giù, e che vuole vincere. Ma le distanze della Juventus con il resto della concorrenza italiana sono ancora enormi, bisogna dirlo visto che per Bonucci l’obbiettivo principale era lo scudetto.

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107 commenti

  1. Il problema non è nemmeno il gruppo gedi ma i media che non fanno parte del gruppo (tipo gazza o Sky) che si comportano come nemmeno Juventus channel (che infatti è stata chiusa/ridimensionata perché ormai pleonastica…)

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    1. Si, ma è comprensibile. Motivi di share, e poi i tifosi bianconeri sono la maggioranza degli abbonati. GEDI può essere usato per nascondere errori stemperare polemiche spostare il tiro contro gli avversari. E questo non solo in campo sportivo.

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  2. Allora chi pensa sarà uno yesman di andrea agnelli non capisce un cazzo di nulla. Tantomeno di calcio. Puo essere sia una scelta pessima ma l’autonomia di pensiero del the Original Maestro e indubbia. Uno che scaricato da milan va alla juve in primis per mettargliela nel culo non si abbassa a fare il burattino.

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    1. Infatti secondo me è una delle scelte migliori che la Juve potesse fare e senza dubbio è scelta coraggiosa. Ha le stigmate del predestinato. E finalmente probabilmente vedremo qualche espressione nuova sul suo volto ed anche qualche sana incazzatura.

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      1. Chi vivrà vedrà. Ma la totale mancanza di esperienza ad allenare mi fa pensare che si sia scelta la strada del distributore di maglie (con lista precompilata da CR7).

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        1. Magari la scelta di Pirlo è proprio per evitare liste precompilate da parte di CR7.
          Perché a Sarri CR7 può anche dire “ma tu chi cazzo sei?!”, a Pirlo no…

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          1. Va beh che alla Juve coprono tutte le magagne (vedi il discorso Gedi che ho fatto prima), ma da loro nessun giocatore può apostrofare l’allenatore. Però magari CR7 qualcosina smuove e allora piuttosto che fare la fine di Moratti con Cuper / Ronaldo Io si accontenta. Ad ogni modo io la vedo cosi: dopo il megabet con CR7, all-in con Pirlo.

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            1. Oh Dio mio, “apostrofare”….

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  3. Beh mi meraviglierei che cr7, uno che ha vinto tutto e ha segnato caterve di gol, oltre ad una personalità leggermente egocentrica, non vada letteralmente da uno come Sarri a dire “tu chi cazzo sei?” visto che ne avrebbe tutto il diritto. Non confondiamo gerarchie con autorità. Uno l’autorità se la deve conquistare soprattutto in un team di ultraprofessionisti con un curriculum spesso superiore.

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    1. Beh allora mettiamola così, come esperienza di allenatore sono pari, magari la lista la faranno insieme.

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      1. Ma puo ancve essere, resta cve uno come Pirlo non lo discuti sul piano della caratura. Cosa nello sport odierno conta.

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      2. Se facciamo a gara di trollate, Pirlo era allenatore già in campo, CR7 no.

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  4. Ricordiamoci sempre che l’idolo di tutti gli onanisti calcistici, il recoba degli allenatori, è durato al Milan perché berlusconi lo impose letteralmente alla squadra. Senno col cazzo che quello psicopatico sconosciuto e cagacazzo avrebbe mangiato il panettone.

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  5. Non credo comunque che i destini della juve passeranno da Pirlo, almeno a breve termine.
    Dipenderà molto di più da come Paratici, o chi per lui, riuscirà a rinnovare/svecchiare la squadra.
    C’è parecchia roba da smaltire..
    In ogni caso in Italia vincerebbero pure senza allenatore, tale è il divario.
    In Europa dipenderà dallo stato di forma con cui arriveranno a giocarsi gli scontri diretti in primavera.

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    1. D’accordo. Infatti il compito più difficile ce l’ha Paratici. Ma per rinnovare deve prima vendere. Chi? Io credo che la vendita di Cancelo lo scorso anno sia un brutto segnale. I vecchi col contratto grosso chi te li piglia? Non è che si rivende pure Kulu? 🙂 E se rinnova il divario rimarrebbe tale?

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      1. Oltretutto il vantaggio di avere Pirlo è che se l’anno prossimo si libera un big lo puoi salutare senza penzier’
        (adesso non c’era nessuno di prendibile sul mercato)

        Penso anche che un Klopp o un Pep non sarebbero contentissimi di trovarsi un CR7 tra le scatole.

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        1. Tra i contro invece la troppa vicinanza con i senatori tipo Buffon e Chiellini.
          Anche qui dovrà essere brava la società ad evitare ingerenze.

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  6. Agnelli in 10 anni ha fatto sicuramente bene, però non lo paragonerei al Berlusconi 86-96, uno dei migliori Presidenti della storia

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    1. Nono non ci penso proprio. Il mio discorso era sulla caratura. O ce l’hai o te la conquisti. Se manca ti fai imporre dall’alto. Senno sei morto, in qualsiasi ambito professionale.

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      1. l mio discorso era sulla caratura. O ce l’hai o te la conquisti. Se manca ti fai imporre dall’alto

        Some are born great, some achieve greatness, and some have greatness thrust upon them (cit.)

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  7. Cmq Pirlo è stato presentato in pompa magna come nuovo allenatore dell U23
    Agnelli parlava di gavetta, di fare le cose per gradi
    Tre giorni dopo è già predestinato e Pirlolandia…
    Dal divano fa un po’ ridere, poi magari farà benissimo

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  8. Anche un Dane in forma strepitosa, aggiungerei.

    Con tutto che la Juventus non è esattamente in cima alle mie simpatie, fossi – pistola alla tempia – Agnelli mi giocherei senza indugio la carta di rifare da capo l’equipe tecnica: Inzaghino in panchina e Sartori dietro la scrivania. Gente in gamba, di prospettiva e lavoro duro per rifare una squadra arrivata a fine corsa e alleggerire il monte ingaggi.
    A costo di non vincere per un anno o due, ma garantendomi altri successivi 15 anni di egemonia.

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    1. Grazie!
      In effetti in sto periodo sto come Van Aerts, come dimostrano le inquietudini di Meno Uno…

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  9. A proposito, voi che vi intendete di scommesse, è quotabile un Mancini che subentra a novembre?!

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  10. Tanto per capirsi…
    https://twitter.com/staybombes/status/1292435225440669696?s=21

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    1. Una finale di CL vale praticamente un titulo col metro juventino 🤣🤣

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    2. AH AH AH AH Ah!!!!!!

      Va beh, mica potevano parlare di corda in casa dell’impiccato! 😂

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  11. A Manchester Pirlo c’era quindi in un certo senso la Champions con la Juve l’ha vinta 🙂

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  12. Che pirlo sia vicino ai senatori secondo me non e vero
    Anzi..per me e uno dei motivi per cui agnelli l’ha scelto

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  13. Comunque leggo di biennale da 1.8M totali.
    Praticamente le briciole, rispetto ai vari Allegri o Conte.
    Alla seconda sconfitta consecutiva te ne liberi in 5 minuti.

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  14. mi dicono di un articolo del Corriere della Sera che fa grandi rivelazioni tra cui, udite udite, Douglas Costa era infastidito dal fumo e gli altri invece dalle troppe parolacce di Sarri

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  15. serpreggia l’idea che grande giocatore comporti automaticamente allenatore di personalità, seguito dai giocatori perchè puo’ insegnare loro tante belle cosine….. cazzata supersonica altrimenti el diez sarebbe il miglior allenato dell’universo e klopp una mezza pippa

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    1. Non è così, semmai è il contrario: si fa passare sempre il concetto che per fare l’allenatore devi essere uno con 30 anni di gavetta peraltro dividendo tali maestri di calcio in due categorie, quella dei saggi bonari (gli allenatori pane & salame, quelli da tre giri di campo e partitella…) e quella dei maestri alchimisti (malati di mente che pretendono di telecomandare i giocatori come si fa con gli animali ammaestrati del circo…).
      In tutto questo sfugge un punto, e cioè che soprattutto nel calcio moderno il primo requisito per guidare una big è appunto farsi rispettare dai giocatori, che normalmente pensano di sapere tutto quello che c’è da fare in campo e riconoscono solo l’autorità di chi o è stato al loro livello o è protetto da chi stacca l’assegno.
      Nello specifico mi pare che tu stia confondendo il discorso sulla bravura e la possiblità che un campione si dimostri un bravo allenatore (dove generalmente proprio essere un campione rende difficile il mestiere di allenatore, perchè il talento naturale porta a considerare scontate certe cose rendendo difficile il trasmetterle ai giocatori) col fatto che un campione possa essere un allenatore di personalità. Il tuo esempio infatti è errato, perchè Maradona sarà anche stato un pessimo allenatore (ma è più grave prendere 4 gol dalla Germania o perdere due finali consecutive col Chile?!) ma per problemi puramente tecnico-tattici, ma per il resto stai sicuro che nello spogliatoio dell’albiceleste nessuno osava fiatare o remargli contro. Proprio perchè lui era El Diez…

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