Buona stampa per Sergio Zavoli

Sergio Zavoli è morto, a quasi 97 anni di età, quindi non potrà leggere tutta la retorica sul ‘maestro di giornalismo’ che indubbiamente verrà riversata nei prossimi giorni su web, stampa e televisione. Non siamo così vecchi da avere vissuto in diretta il suo Processo alla Tappa, che andò in onda dal Giro d’Italia 1962 a quello del 1970, ma di sicuro è impossibile non avere visto almeno una volta la storica intervista a Eddy Merckx.

Era il 2 giugno 1969 e Merckx, maglia rosa, fu escluso dal Giro prima della tappa Celle Ligure-Pavia per doping, essendo stato trovato positivo a una sostanza anfetaminica. Non mettiamoci adesso a rivangare una vicenda celebre e veniamo a Zavoli. Che raggiunse un Merckx in lacrime, non metaforiche, nella sua camera d’albergo ad Albisola, e lo intervistò. Ne venne fuori un capolavoro di umanità, più che di giornalismo, che non a caso regge il tempo benissimo.

Certo il cuore del Processo alla Tappa non erano le interviste, per quanto clamorose, ma le analisi su un ciclismo che in televisione giusto si intravedeva, con immagini sgranatissime. Ed è per questo che tutti i tentativi ciclicamente fatti sono stati inferiori all’originale di Zavoli, al di là della scarsezza dei commentatori: il telespettatore non può emozionarsi per una cosa per cui si è già emozionato in diretta.

Tante le trasmissioni famose da lui ideate e condotte, dalla Notte della Repubblica a Nascita di una dittatura, Zavoli per la RAI ha fatto tanto. È però stato un giornalista profondamente legato alla politica e dalla politica anche beneficiato: nel momento della santificazione bisogna ricordarlo, fra l’altro lui fu sempre onesto nell’ammettere che l’intervento dei partiti sulla RAI fosse inevitabile. Giovane fascista, poi cattolico di sinistra, poi socialista imposto da Craxi come presidente della RAI dal 1980 al 1986 (fu la sua RAI ad inventare la tivù del dolore, dopo Vermicino la tivù non è più stata la stessa), infine senatore della sinistra con varie denominazioni (DS e PD). Un maestro di giornalismo? Di sicuro un giornalista che ha sempre goduto di buona stampa.

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34 commenti

  1. Probabilmente lei ha ragione, Direttore, però di fronte a tanti altri miracolati dalla tessera e senza alcuna capacità fa comunque un figurone.

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    1. I due requisiti, raccomandazione e capacità, non sono in contraddizione. Ma la raccomandazione non può essere il PRIMO requisito. E la RAI diretta da Zavoli per gran parte degli anni Ottanta non è che si distinguesse per la lotta alle raccomandazioni, anche se nella complicata alchimia dell’epoca il direttore generale (di solito espressione DC) contava più del presidente

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      1. cattolico di sinistra
        Requisito fondamentale per la buona stampa.

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  2. Maestro di giornalismo, altroché. La notte della Repubblica (il libro) andrebbe studiato a scuola, visto che c è chi si dichiara tuttora convinto che la bomba di Piazza Fontana è stata deposta dalle BR…

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    1. se è per questo c’è ancora qualcuno che dice che le BR erano espressione della Cia e non terroristi comunisti

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  3. beh effettivamente la CIA non avrebbe potuto far meglio nell’inventare il comunismo.

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  4. notte della repubblica unico programma visto di zavoli, molto ben fatto direi… che aveva come sigla la notte dei miracoli di dalla (canzone meravigliosa)

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  5. Sai com’è, a furia di raccontare verità accertate è conclamate a proposito di Via Fani, Via Caetani, Via Gradoli (adesso pure Via Massimi…) la fantasia galoppa. Recentemente ho scoperto che pure i Nar disponevano di un covo a Via Gradoli, dove a quanto pare le barbe finte, tramite l’ineluttabile società di consulenza di turno, disponevano di qualche stamberguccia tra una palazzina e un’altra. Roma è sterminata, eppure tra fine anni settanta e inizio anni ottanta si sono ritrovati tutti assieme appassionatamente in quella viuzza chiusa (non il massimo della sicurezza per un terrorista latitante….). Coincidenze, ci mancherebbe, tutto chiaro e limpido, acqua montana sgorgante da una polla rupestre, come scriveva Pecorelli.

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    1. beh dai, dopo i nazi buddisti di mentana, cosa vuoi dire, e c’è ancora chi sostiene che sia un giornalista
      e poi, perché scavare negli articoli e scoprire che le br andavano a fare campi di addestramento con carlos, legato ai servizi cecoslovacchi, vicino Praga…ci sono pure le prove scritte, però silenzio, perché dire che chi ha insanguinato l’italia, veniva dal pci e dal sindacato rosso?
      però tranquilli, c’è alessandro Zan
      “La libertà di pensiero non è un valore assoluto” (Alessandro Zan, a Radio Capital, 8:45)

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      1. Curcio e compagni militanti PCI o del sindacato a memoria non mi pare proprio

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        1. Franceschini tra i fondatori. Se non erro Curcio originariamente destrorso, la Cagol di formazione cattolica.

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          1. Curcio si formò intellettualmente e politicamente all’Università di Trento, dove sostenne tutti gli esami della facoltà di sociologia, senza conseguire la laurea, e nelle lotte del Movimento Studentesco, nel 1969 fondò con altri, come la moglie Margherita Cagol e Alberto Franceschini, il Collettivo Politico Metropolitano, che avrebbe dato origine, passando per l’esperienza di Sinistra Proletaria, al primo nucleo delle Brigate Rosse, il principale gruppo di lotta armata dell’estrema sinistra attivo negli anni di piombo.

            mi sa che dovete studiare

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            1. Italo, Movimento Studentesco e PCI non mi pare si amassero molto.

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              1. Peraltro le BR nascono proprio in polemica con il revisionismo pre compromesso storico del pci. Avessero prevalso gli insurrezionalisti la nascita delle BR non avrebbe avuto alcun senso.

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            2. Nel copincollare paro paro da wikipedia ti sei perso un pezzetto, le cui fonti sono di destra.

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              1. come se si potesse mentire su queste cose. movimenti di estrema sinistra, non saranno del pci ma sicuramente non di destra.
                in ogni caso mi riferivo alla base, sicuramente di destra vero?
                Giorgio Bocca sosteneva che ci fosse una matrice catto-comunista, lo stesso Bocca che scriveva “Duce scioglici le mani” intendendo contro gli ebrei. Wikipedia per voi è anche lusso.
                Studiare a manetta

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                1. No, ha semplicemente cambiato idea, come altri, del resto all’epoca era un giovincello. E l’ha cambiata spontaneamente, genuinamente, a differenza di molti altri, tipo un noto professore romano. Del resto se fosse stato un infiltrato non sarebbe finito in galera prima che cominciasse il grande gioco. Peraltro la sua breve militanza a destra è stata svelata dai camerati, non dal solito barbudo trinariciuto con la camicia verde oliva e l ‘Avana in bocca. La storiella dell’album di famiglia non è sempre necessariamente vera, anche nell’opposta fazione, Fioravanti ad esempio sosteneva di essere diventato fascista poiché a scuola i camerati erano in netta minoranza rispetto ai compagni. Una convinta asserzione politico-ideologica direi.

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                  1. Bocca è diventato partigiano perchè stavamo perdendo la guerra, come molti. Vantandosi di averlo fatto, a me ha fatto sempre schifo moralmente

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  6. Moretti mantenuto agli studi dalla sciura Casati Stampa il cui marito non credo abbia militato nella brigata Garibaldi.

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  7. chiarisco, che non sono certo io l’Hater che ha messo Menouno a Muti; specifico, perchè non vorrei essere bannato dal sito e perdermi la prossima puntata della recoba story.. “quella volta che il chino riuscì , con una sovrannaturale capacità biomeccanica, a tenere la forchetta con la mano sinistra e un bicchiere con la destra”

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  8. Ecco, il direttore dal jet privato non ci ha ancora chiarito il mistero dei menouno mirati su Italo. Io non sono stato eh, metterei meno solo ai miei commenti, se solo potessi.

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    1. Non è in realtà un problema che riguardi soltanto Italo, quello dei meno uno a prescindere… si potrebbe risolvere facilmente, rendendo pubblici i meno uno.

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      1. Sarebbe divertente.
        Io per esempio metto tantissimi meno e più in base a come la penso … Però se lo rende pubblico devo smettere di mettere più uno a gobbo…

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        1. Ah sei tu quindi. Sgamato menouno finalmente.

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      2. Desecretiamo i meno1!!!
        Vogliamo sapere chi mette i meno uno con il favore delle tenebre.

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  9. Però ora che ci penso è un po’ come 21 con l’accusa.. È un altro gioco… 🤣 🤣 🤣

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  10. Lista dei menouno ambitissima e secretatissima, quasi ai livelli della lista dei cinquecento di sindoniana memoria. Dane per averla sarebbe disposto ad ipotecare la magione in Croazia…

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  11. come se il direttore non sapesse chi mette i meno…o altre cosette più interessanti

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  12. Tutti schedati e dossierati dal direttore, in stile Sifar, eternamente sotto schiaffo.

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    1. che poi li vende a tik tok o a degli hacker ucraini

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  13. Art, mi tocca correggerti: della lista non me ne frega un cazzo; anche perche è già in mio possesso.
    Se si parla di Meno a prescindere, io sono pluricampione consecutivo, roba che quello della Juve è uno scudetto schillaciano e Italo in confronto può farmi solo da sparring partner.
    Tornando alla discussione, ok che l’uccisione di Moro ad un certo punto faceva comodo e non lo hanno salvato, però evitiamo la minchiata del complotto della CIA travestita da finte BR.
    Per quanto riguarda l’articolo invece…..quindi anche Minà era raccomandato nella RAI lottizzata dell’epoca?! 😏

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  14. E chi ha parlato della Cia. Figurati se ai sicari Cia si potevano inceppare tutte e quattro le mitragliette a Via Fani…

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    1. non è che fossero dei fenomeni, kgb e mossad decisamente migliori

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  15. Al “Processo alla tappa” mettendo a fianco uno dell’altro il pittoresco e linguacciuto Taccone e il compito e forbito Adorni Zavoli reinventò la Commedia dell’arte.
    In generale rispetto ad altri giornalisti televisivi aveva mille marce in più, nonostante una marcata vena “crepuscolare” (vedi intervista a Merckx e a Lievore nello sport e “La notte della Repubblica” per il resto), che era un po’ il suo marchio di fabbrica.

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