Torino fra Cairo e Taurinorum

Chi vuole comprare il Torino? Alla fine i media, in particolare quelli di proprietà di Urbano Cairo, Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, sono riusciti a farci interessare alle vicende del club granata. Che di solito, a parte ovviamente i tifosi del Torino, interessano quanto quelle di una squadra sedicesima in classifica. Veniamo quindi alla vera domanda: i soldi hanno ancora un senso?

No, se leggi di persone disposte a investire centinaia di milioni per il Torino: secondo la cordata Taurinorum Cairo valuterebbe il club intorno ai 350 milioni, a cui aggiungere una campagna di rafforzamento. Diteci quale tipo di progetto potrà mai rappresentare mezzo miliardo investito su un club con il dodicesimo pubblico della Serie A, che però a suo favore (in gran parte per Cairo) ha uno spazio mediatico inferiore soltanto a Juventus, Inter e Milan. Un club che non può nemmeno contare sull’identificazione locale totale, come ad esempio il Napoli e Fiorentina, visto che in città c’è un’altra squadra che attira tutte le attenzioni e soprattutto il tifo dei giovani.

Cairo viene spesso criticato, anche su Indiscreto, ma perché mai dovrebbe rovinarsi per un club con un bacino di utenza così limitato e una decina di pseudo-intellettuali convinti che la storia del calcio sia terminata nel 1949? Non è che il Manchester United viva pensando alla tragedia di Monaco, pur ricordandola. E poi un conto è essere il Torino in un campionato seguito in tutto il mondo, un altro è esserlo in una Serie A inguardabile con i distacchi resi umani solo dallo scarso impegno della Juventus negli ultimi tempi. In altre parole, Cairo non ha in mano l’Everton ma il Torino. Il primo a saperlo è Cairo.

E veniamo alla misteriosa cordata Taurinorum, che si è presentata annunciando che contatterà Cairo per fargli un’offerta. Ma non avrebbe fatto prima a contattarlo, senza annunci? Non ci sembra di vedere all’orizzonte Abramovich e Al Thani, in ogni caso. È tutto così grottesco che adesso Cairo dopo una stagione disastrosa sembra quasi il male minore. Insomma, questi di Taurinorum sono arrivati al momento giusto, evitando che qualche giornalista chiedesse notizie del ‘Toro europeo’ che ci ha ammorbato la scorsa estate.

Cairo non sarà simpatico, e del resto nemmeno Tuttosport può vederlo. Inoltre ai fini giornalistici può anche far comodo un cambio: tutti saranno invogliati dal progetto e tutti saranno disposti a tagliarsi lo stipendio pur di vestire la gloriosa maglia granata (accadrà, il senso del ridicolo è roba rara e non abita nelle redazioni sportive). Resta la domanda: perché uno ci tiene così tanto a comprare un club che, inevitabilmente, sarà poi una spesa senza fine? Non diciamo che i tifosi granata debbano ringraziare Cairo, ma soltanto valutare le alternative a Cairo. Chiaramente il megamiliardiario tifoso è il sogno di tutti, soprattutto adesso con il fair play finanziario UEFA in discussione, ma non è arrivato nemmeno a questo giro.

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6 commenti

  1. Ma è lo stesso articolo dell’altra volta? Potrei iniziare a rivalutare la Recobeide…

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  2. gia’ che ci meritiamo Cairo forse ci meritiamo pure sti articoli.

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  3. Dominique prosegue nello smerdatutto, tanto che potrebbe essere più breve e riassumere tutto in un hashtag (#Toromerda), però sto giro ha fatto un discorso preciso e non ha tutti i torti…

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  4. Ammetto di non essere un amante del “menopeggismo”, nel calcio come nella politica come nella vita. Perchè poi questa filosofia rischia di portarti in un limbo anestetizzato, senza emozioni, senza idee, senza un senso.

    La situazione attuale del Torino è ingenerosa verso i tifosi e verso il nome che porta. Non faccio parte del partito “Cairo Vendi” però mi chiedo quale sia (attualmente) il senso del Torino,

    Cairo probabilmente è preso da altri pensieri, e del Torino ha un interesse davvero minimo. Se non vuole vendere – e ci sta – almeno si adoperi per ritrovare un senso a questo Torino. E attenzione, il “senso” non vuol dire “arriviamo in CL” (oddio, magari…), significa metterci idee, rischiare, provarci. Poi magari ti va male, ma è questo il gioco. E il gioco vale la candela, se l’alternativa è Mazzarri.

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  5. Ma l’alternativa c’è? Perchè poi il problema è sempre lo stesso, Cairo pessimo presidente ma c’è per caso la fila di gente disposta a subentrargli? E se l’alternativa fosse ripartire dalla C i tifosi cosa direbbero? Poco distante da dove lavoro c’è una ditta che si chiama Cairo Rottami. Ogni volta che incrocio un loro camion in questo periodo mi viene spontaneo pensare al Torino.

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  6. Geppetto: se non metti in vendita la societa’ non si presenta nessuno di serio. E’ nel pieno diritto di Cairo non voler vendere ed e’ nostro diritto considerarlo il peggior presidente del calcio professionistico e di chiedere che venda.

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