L’estate olimpica di Miguel Bosé

Oggi facciamo un salto indietro di 40 anni e andiamo al Festivalbar del 1980, giusto per rivivere l’estate del passaggio da un decennio considerato serio e di piombo ad uno battezzato già subito di plastica oltreché frivolo, ma per noi sempre magico. Edizione caratterizzata da alcuni cambiamenti di stile e diverse evoluzioni di genere, con un doppio vincitore.

Partiamo da Miguel Bosé con la storica Olympic games, scritta tra gli altri da un Toto Cutugno fresco trionfatore di Sanremo con Solo noi, a dimostrazione della sua poliedricità di autore e musicista, e anche lui sul palco con Innamorati. Del resto era l’anno delle Olimpiadi di Mosca, e il giovane italo-spagnolo invitava tutti a non arrendersi mai, tra vincitori e vinti, fortuna e fama, sull’incalzante ritmo di Cutugno. E quindi non poteva che trionfare.

Altro brano importante e forse ancor più, Kobra, fu quello con cui venne invece premiata Rettore, all’apice di una carriera iniziata molti anni prima, e arrivata da una decisa trasformazione di stile e look tanto da diventare meritatamente una delle icone del periodo. Un brano ambiguo e rimbalzante, contenuto in un album (Magnifico Delirio) meritevole di una recensione dedicata.

Tanti erano i futuri classici in gara al Festivalbar 1980. Da Stella stai di Umberto Tozzi, ancora in pieno furore pop, a Il vento caldo dell’estate di Alice, anche lei con una nuova immagine e – grazie alla collaborazione con Franco Battiato e Giusto Pio – musica rispetto agli esordi. Intanto i Pooh ci deliziavano con Canterò per te, il loro brano che preferiamo in assoluto anche per un Dodi Battaglia in grande spolvero, Ivan Graziani (per restare in tema di chitarristi) lanciava uno dei suo grandi classici, Firenze (canzone triste) e Goran Kuzminac suonava la sei corde in stile finger picking intonando Ehi ci stai.

Tutte canzoni che, introdotte dalla voce rassicurante di Vittorio Salvetti, hanno resistito tranquillamente nei 40 anni successivi, passando dal vinile al CD fino allo streaming, nelle nostre playlist preferite. Poi quella estate c’erano in giro per le radio e i juke box, non in gara, anche Io ti voglio tanto bene di Roberto Soffici (che già alle prime note evoca ancora ricordi di vacanze) e Luna di Gianni Togni che sarebbe stato poi il vero trionfatore di quella estate. Almeno per noi.

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12 commenti

  1. Tutte le canzoni citate possono piacere o non piacere, ma è significativo che pur avendo avuto un successo anche estivo non fossero canzoni studiate a tavolino come ‘estive’. Da vomitare il pensiero unico attuale, fra trap e reggaeton…

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  2. Beh dai alcune delle citate non possono non piacere… Luna, Stella stai sono degli evergreen per gli over 35…

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    1. Stella stai ha da scontare la pena per aver creato lo “scivolascivolascivola” di Mina che ci ha frantumato le palle per tutta la stagione di serie A.

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      1. L’unico “scivolascivolascivola” che conosco è quello che sentivo urlare a Tanjevic anta anni fa ai suoi (e miei, giovane tifoso che a volte condivideva il medesimo parquet facendo allenamento in precedenza, meraviglie dei beni e della gestione comunale) pupilli in maglia Stefanel…
        Urlato ossessivamente con quel suo vocione roco e italiano corrente ma comunque Un po’ masticato…
        Tutto il resto è noia 😃

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  3. Davvero un ottimo inizio per gli anni Ottanta, canzoni ancora oggi orecchiabilissime con la pippa dell’ “impegno” ormai in picchiata. Ma l’anno più “Ottanta” del decennio, chiedo al Direttore ed a Morati che sono due inguaribili affezionati a quel periodo? Io voto 1984 seguito a ruota da 1987.

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    1. Musicalmente la scelta è difficile, anche perché tante uscite ‘straniere’ in Italia avevano successo anche a distanza di un anno: comunque un anno a caso fra il 1980 e il 1985. Culturalmente il 1984, a metà esatta degli 8 anni di Reagan

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      1. Intendevo non solo a livello musicale ma proprio generale. La “fuga” dagli anni settanta, l’inizio del disimpegno, il riflusso o chiamiamolo come vogliamo comincia già alla fine del decennio precedente ed esplode nei primi ’80. Poi s’attenua a fine decennio. Ecco, l’84 mi sembra proprio l’anno culmine. E forse l’87 l’inizio della fine di quel periodo così particolare.

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  4. Ma musica moderna non ne passava allora al Festivalbar?! “Sull’incalzante ritmo di Cutugno” pare uno scherzo…

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  5. la classifica dei singoli più venduti nel 1980 : https://www.hitparadeitalia.it/hp_yends/hpe1980.htm
    Miguel è secondo battuto dai Buggles di Video killed radio stars. Mi colpisce il sesto posto di Dolce Remi e la sequenza Solo Noi- Su di Noi al 18esimo e 19esimo posto

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    1. Stupiscono anche i 2 singoli in classifica di Pippo Franco e Ti chiami Africa di Truciolo.
      Se Muscolo Rosso fosse stata ‘cantata’ nel 1980 avrebbe avuto cittadinanza.

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      1. mi sa che le sigle dei varietà andassero forte, ci sono anche Heather Parisi e Stefania Rotolo.
        Stupisce il solo 17esimo di Una giornata uggiosa

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  6. musicalmente direi anno più “ottanta” degli 80s il 1984, Alphaville, Talk Talk, Wham, Bronsky Beat, Communards, Wang Chung e Cindy Lauper, Boy George, Bonnie Tyler, Paul Young, Nik Kershaw, Matt Bianco oltre ai classici del decennio…. Nel 1980 Another Brick in The Wall part II (ho ancora il 45 giri oltre ovviamente al 33) 12mo in classifica, non so se giudicarlo bene o male…

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