Il miracolo della Tesla

La Tesla ha venduto più auto nel secondo trimestre del 2020 di quanto abbia fatto nel primo, nonostante tutto quello che è successo nel mondo e negli Stati Uniti: 90.650 veicoli consegnati per l’azienda di Elon Musk, compresa la nuova Model Y (trainante così come la Model 3), contro 88.400. In un anno normale sarebbe una notizia normale, nel 2020 questi numeri paragonati alle tendenze degli altri costruttori sembrano quasi un miracolo e comunque vanno sempre asteriscati, visto che sono dichiarazioni della stessa Tesla.

Certo è che le misure anti-coronavirus hanno costretto Tesla a chiudere per quasi due mesi (dal 23 marzo all’11 maggio) la sua unica fabbrica negli Stati Uniti, a Fremont (California), riaperta quasi di forza da Musk, che aveva definito ‘fasciste’ queste misure e che per questo era stato dal giornalista collettivo inserito per la prima volta nel file ‘trumpiani’. Nel secondo trimestre del 2019 le vendite di Tesla erano a quota 95.365, quindi in questo senso si può parlare di calo del 5%, che però al confronto di quello degli altri è quasi un trionfo per un’azienda innovativa e fortemente legata alla figura del fondatore, con tutti i pro e i contro del caso.

In ogni caso è assurdo che Musk venga trattato, soprattutto dai media europei, come quegli inventori che andavano da Enzo Tortora a Portobello, sfaccendati convinti di avere inventato il metodo per non ungersi con l’olio o per non rovinare le setole dello spazzolino. Alle quotazioni attuali di Borsa la Tesla vale circa 210 miliardi di dollari, più della Toyota, quindi di quello che era considerato il costruttore di auto con il più alto valore di mercato nel mondo.

Viene costruita in California, a Shangai e presto lo sarà anche a Berlino. Non un’auto di massa (personalmente non la compreremmo mai, per la scomodità del rifornimento, a meno che l’auto elettrica diventi obbligatoria) ma di sicuro un’auto che ha creato intorno a sé un clima di curiosità ed un’immagine moderna, qualsiasi cosa voglia dire.

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13 commenti

  1. io la domanda (cattiva) che farei è: può in italia esserci un Elon Musk?

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    1. Beh basta vedere chi sono i grandi capitani d’industria italiani. I giovani sono tutti figli o nipoti di. Ma in Europa non è che altrove la situazione sia migliore.

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  2. al di la del gusto personale, più che un auto sembra un IPod e senza un V8 sotto il sedere tanto vale stare a casa a vedere Bonolis e la D’Urso, io Tesla l’avrei shortata tutta la vita (come direbbe il Gekko di Cetara).. A me Musk parlando di Tesla ha sempre ricordato il Jeff Skilling di Enron, annunci, proclami, slanci futuri che mai si concretizzavano e analisti babbei (o complici) che si beavano delle visionarie conferenze stampa e si trasformavano in altrettanti oracoli fino a quando la società è fallita svelando il più colossale bluff della storia (cavallo di Troia compreso)… Così come ho forse sottovalutato le barriere interne alla trasformazione che uno qualsiasi dei grandi produttori di auto avrebbe dovuto affrontare per convertirsi al full electric capitalizzando l’esperienza fatta sulla produzione in decenni di attività…. inutile dire che (al momento) mi sono sbagliato…

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    1. Attenzione che i pionieri spesso spianano strade che poi vengono percorse soprattutto da altri. Il marchio tesla sta prendendo nell’immaginario collettivo ma un colosso tipo Mercedes con una reputazione e uno charme riconoscibile li puo sorpassare in qualche anno. E attenzione, restano macchine costruite non proprio impeccabilmente.

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  3. Barbaramente, restano auto per pochi, soprattutto gente che raramente fa parte del ceto medio, quindi tecnicamente il covid non gli ha certo messo dubbi sul proprio futuro economico. I possessori che conosco sono tutti mediamente messi bene che cercano un auto 100% deducibile e che non sia un obbrobrio. Il fato andrebbe comparato con altre auto elettriche potabili tipo ipace o eqc.

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  4. il più grande successo di Musk è che a quanto pare si bombava contemporaneamente Cara Delevigne e Amber Heard (facendo becco un certo Johnny Depp…)

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  5. Il miracolo di Tesla è la sua valutazione astronomica. Un azienda che ad oggi ha fatto pochissimi utili, con un CEO instabile, costretta a rilanciare ossessivamente l’hype per tenere alti l’interesse di analisti e portfolio managers e che soprattutto, come diceva Jeremy, è praticamente il canarino nella miniera, utile ai grandi gruppi automotive per capire quando sarà il momento buono per entrare in forze nel settore delle auto elettriche di gamma altissima.

    ” più che un auto sembra un IPod”

    Sentito ad una conferenza “Tesla non è un’auto, è una app su 4 ruote”

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  6. Se c’e’ una cosa che non mi scalda e’ sentire di Elon Musk e delle sue invenzioni. Posso anzi dire che non me ne frega niente. Mi sta pure sul cazzo.
    Si lo so che lui e’ stramiliardario e potrebbe comprare tutti i miei organi, asportarmeli e tenermi in vita lo stesso per fargli da schiavo.

    Qualche sua auto come design e’ pure bellina (ma ormai le auto sono tutte uguali) ma senza il rombo della benza sono come delle auto-eunuco, manca il testosterone.

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    1. Concordo! Ti passa da parte una Tesla che sibila e il primo pensiero è: “Ma che cazzo è ‘sta frociata?!” Auto da 100k dovrebbe fare un rombo che volano giù le finestre, altro che balle!

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      1. possono fare come in F1 l’anno che i motori erano più silenziosi e hanno attaccato un affarino nel motore che faceva solo bordello.

        come quando da piccoli incastravamo una lattina tra forcella e ruota davanti della bici per vantarci del “rumore da motorino” LOL

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  7. Poi si offendono quando chiamo le loro armi di distruzione di massa “appendici falliche”, qua c’è gente che va in giro con cruscotto e parabrezza sputacchiati perché fa “BBBBRRRRRRR!!!!…” mentre guida…..

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    1. però qui abbiamo comunque un’appendice fallica, comunque un’arma di distruzione di massa che NON FA NEANCHE BRRRRR… e per 100k$!

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      1. Ah perché il prezzo è per il rumore, altrimenti non gli si alza?!
        Ok…

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