Prati o Boninsegna?

Pierino Prati è morto solo, più solo di come di solito si muore: non vogliamo entrare in fatti privati e non ci entreremo, ma la denuncia fatta dal suo amico ed ex compagno, nella Roma, Loris Boni sul Corriere dello Sport delinea una situazione triste. Ci dispiace quindi doppiamente, per un campione che ha avuto la partita della vita nella finale di Coppa Campioni vinta dal Milan sull’Ajax, 51 anni fa, e che come tutti quelli della sua generazione abbiamo conosciuto già fuori dai giochi (ce lo presentò Franco Rossi, con il quale Prati ebbe una memorabile discussione televisiva su Puskas).

Ma fedeli alla nostra linea di non proporre coccodrilli, vogliamo parlare di Prati come merita, come se fosse attualità. Ed il dibattito non può che vertere sul dualismo non tanto con Gigi Riva, al quale a volte è stato paragonato (ma stiamo parlando di pianeti diversi) per il mancino e il fisico, quanto con Roberto Boninsegna, suo concorrente insieme ad Anastasi per il ruolo di seconda punta in Nazionale al fianco di Riva. Per la verità nel vittorioso Europeo del 1968, con Boninsegna nemmeno fra i convocati, Prati giocò da titolare la semifinale con l’Unione Sovietica a fianco di Mazzola e la prima delle finali con la Jugoslavia insieme ad Anastasi, mentre nella seconda giocarono Riva e Anastasi.

E lo stesso dualismo con Boninsegna ai Mondiali messicani di due anni dopo fu molto casuale, perché entrambi furono convocati soltanto dopo l’incidente ad Anastasi e l’incredibile ‘sconvocazione’ di Lodetti. Solo che Prati il Mondiale lo visse da spettatore, colpito indirettamente dalla grottesca lotta che i dirigenti azzurri facevano a Rivera, mentre l’attaccante interista ne fu un grande protagonista giocando tutte e sei le partite (e giocandole anche meglio di Riva, in generale) ed entrando nella storia del calcio grazie alla manifestazione che, piaccia o no, fa la storia del calcio.

Riproponiamo quindi a mezzo secolo di distanza il dibattito che infiammò i giornali italiani, quando ancora facevano opinione: Prati o Boninsegna? Due ragazzi, bisogna anche ricordare, che erano cresciuti dai settori giovanili di Milan e Inter, quando ancora i settori giovanili avevano l’obbiettivo di produrre campioni e non plusvalenze.

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7 commenti

  1. Credo che come livello assoluto Boninsegna fosse più forte (però è vero che come ruolo Prati andrebbe confrontato con Riva), del resto Bonimba è stato uno dei centravanti italiani più forti e completi, anche se Prati ha avuto più consacrazione internazionale grazie alla Coppa Campioni.

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  2. Non ho mai visto giocare Prati,quindi non posso giudicare

    Ma di quei pochi spezzoni che ho visto,Boninsegna mi sembrava un centravanti della madonna

    Fortissimo

    Nella famosa Italia-Germania giocò una partita strepitoso

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  3. si deve essere coerenti…..tra Corso e Rivera ho scelto quest’ultimo perchè talento o no, la Nazionale ti da una visibiltà incredibile, specialmente in quegli anni, discorso quindi analogo tra Boniba e Prati.

    Va da se poi che i numeri di Boninsegna sono impressionanti…..con l’Inter, negli anni migliori, più di un gol ogni 2 partite…..con difensori che ti spezzavano le gambe…poi però Prati ha vinto di più, ma scelgo Boninsegna.

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  4. Votato Boninsegna, per il poco che ho visto e che mi è stato raccontato. Prati via dal milan ebbe giusto una bella stagione alla Roma, ma declinò inesorabilmente ancora giovane. Bonimba risultò decisivo anche da “vecchietto” alla juve. Certo vedersi spegnere uno dopo l’altro i nomi che hanno accompagnato la nostra infanzia (oltre a Corso e Prati ci metto anche Anastasi) ci fa sentire vecchi…

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  5. Purtroppo ci stanno lasciando in troppi.
    Mi piacevano tanto entrambi, erano proprio forti.
    Prati l’ultima stagione bella che fece 74-75 inanellò un filotto di partite con almeno 1 gol in ognuna di esse, tutte vinte dalla Roma, serie di vittorie che si interruppe a Terni con un 2-2 ( ero presente ), comunque con un suo gol. Ma Bonimba durò molto di più ebbe più visibilità fu protagonista assoluto al mondiale 70 e segnava in tutti i modi a tratti proprio inarrestabile.

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  6. Boninsegna ovviamente. Che ha pure beccato l’Ajax in finale nel momento sbagliato…

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  7. Bonimba senza pensarci due volte.

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