Panatta o Pietrangeli?

Adriano Panatta o Nicola Pietrangeli? Il Di qua o di là fra i due più grandi campioni nella storia del tennis italiano, in attesa dei prossimi anni di carriera di Berrettini e soprattutto Sinner, è ispirato dalla rinascita degli Assoluti, che cominciano oggi a Todi dopo 15 anni di oblio ma anche dopo una storia gloriosa, che fino all’era di Panatta (che qualche volta li ha saltati, ma dopo essere diventato Panatta) e Barazzutti ne aveva fatto un appuntamento importante per i giocatori italiani, con memorabili pomeriggi televisivi.

Come spiegare ai giovani di oggi la poesia di quei Cancellotti-Bottazzi? Cancellotti fra l’altro è il direttore del torneo a Todi, un torneo che al di là delle assenze di tutti i migliori (Berrettini, Fognini, Sinner, Cecchinato, Seppi, anche Travaglia e Caruso), in certi casi per infortunio, presenta diversi motivi di interesse: il nostro principale è la maturazione di Musetti, anche se il favorito è chiaramente Sonego.

Non c’è dubbio che la partita più famosa dei campionati italiani di tennis sia stata la finale del 1970 al circolo della Virtus Bologna, vinta al quinto set da un Panatta di 20 anni contro un Pietrangeli di 37 (che era in vantaggio 4-1 al quinto), partita quasi replicata l’anno dopo a Firenze. Fu un passaggio di testimone generazionale, fra due campioni ma soprattutto fra due concezioni del tennis: quella per l’alta borghesia (anche se Pietrangeli non era ricco e non lo sarebbe mai diventato) e quella per la media o piccola con aspirazioni da media rappresentata da Panatta e da tutte le persone portate da Panatta a giocare a tennis.

Panatta o Pietrangeli, quindi? Scelta che non si può fare con Wikipedia, perché la carriera di Panatta si è svolta totalmente nell’era Open, iniziata nel 1968, mentre quella del finto dilettante Pietrangeli ha in parte beneficiato dell’assenza dei più forti della sua epoca, passati al professionismo. Questo non deve far dimenticare che nei due Roland Garros vinti Pietrangeli aveva in tabellone Emerson, Gimeno, Fraser, un anziano Drobny e un giovane Laver. Certo mancavano Hoad, Rosewall, Trabert, Pancho Gonzales….

Panatta, che per la statistica ha vinto meno (anche in Coppa Davis), si è sempre confrontato con i più grandi delle sua epoca: da Borg a Connors, da Nastase ad Ashe, da Vilas a Gerulaitis fino ai giovani McEnroe e Lendl… In questo caso è quindi doppiamente difficile confrontare sportivi di epoche diverse ed è anche per questo che il Di qua o di là è affascinante: qui tutti rischiano di avere ragione, molto più che per un Allegri-Sarri o Spalletti-Conte qualunque. Panatta o Pietrangeli?

Panatta o Pietrangeli?

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26 commenti

  1. impossibile per me , so un pò poco di panatta e troppo poco di pietrangeli.

    musetti mi pare irrobustito..da sinner ormai ci si aspetta almeno il grande slam , e meno gioca più crescono aspettative e potenzialità; ne vincesse uno di slam io sarei già molto contento

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  2. Lasciando stare i due sopra, di pietrangeli so poco anch’io, panatta è un’icona non misurabile con i risultati sportivi, con il dovuto rispetto, un po’ come Baggio (anche se Baggino il più forte del mondo lo è stato davvero in assoluto, forse per un biennio e quasi senza discussioni, e non si fosse sbriciolato più volte il ginocchio magari ci avrebbe dato davvero quella gioia che noi nati negli ottanta non abbiamo potuto vivere appieno), e venendo a musetti, ho quasi più aspettative che su sinner, sul quale non riesco a percepire i margini (perché fondamentalmente so poco o niente di tennis eh…).
    Su berrettini, ne abbiamo discusso più volte, ci andrei piano. Gran bel giocatore che col fisico apposto sta nei venti con servizio e dritti bomba. Per gli slam ci vuole qualcosa in più.

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  3. non farti ingannare dall’eleganza di Musetti… su Sinner vale tutto . Si parla della sua testa come migliore caratteristica ma è una boiata; neanche Freud potrebbe sapere oggi se Sinner fra tre anni, dopo successi e/o insuccessi , infortuni etc.. avrà la testa per diventare il top o tra i top.

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  4. Pietrangeli è nella hall of fame, Panatta no, per quanto può valere è un metro di paragone.

    Per il resto difficile paragonare due tennisti di epoche differenti.

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  5. A parte che è un tuo conterraneo, cosa ha di Musetti di speciale? da farti pensare che possa arrivare almeno ai 30 (posizione che sinner avrebbe ragionevolmente raggiunto a fine anno). Io l’avrò visto 5 volte e a parte giocare un tennis piacevole non ho visto niente di eclatante

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  6. mai visto giocare pietrangeli, ma voto panatta….

    negli anni ’70 panatta, mennea e sara simeoni ( ma quanto era bello aspettare i meeting di atletica oper guardare il salto in alto femminile) erano i miei tre santini ….

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  8. Murillo un bagaglio di soluzioni che l’altro non ha.
    Di meno il fatto che la palla gli fila meno, che è più importante del fatto di cui sopra. Però fisicamente musetti mi sembra molto più ragazzo rispetto a sinner, più di quanto dica quell’anno di differenza tra loro…

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    1. Leo, qual’è il giocatore più completo del circuito? uno che sa fare tutto e bene, oltre ad un fisico perfetto per giocare a tennis? velocissimo , reattivo e potente? secondo te? (Federer non vale)

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      1. A proposito di Federer, ma le parole del padre di Nole?…

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        1. quali ? di dichiarazioni su federer ne ha fatte parecchie

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          1. Beh, mi riferivo alle ultime in ordine di tempo: “…nella vita ci sono cose più importanti del tennis….non capisco perché giochi ancora….secondo me non accetta che Nike e Nadal gli siano superiori e non si arrende…sei alla fine amico, dedicati ad altro…”

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  9. Scusate l’ignoranza, cerco di capire….ma se i (finti) dilettanti giocavano il RG, i professionisti che tornei giocavano? E com’era stabilità la differenza tra le due categorie? Cosa significa Era Open?

    Ps: ultimo ricordo dal vivo di Panatta, uno o due anni fa, evento pubblicitario di non so chi qui a City Life, area divisa in varie zone per vari sport con relativi vip a far fare pratica a bambini delle famiglie in transito dal centro commerciale.
    Astanti accalcati attorno ad un rettangolo in cui Juri Chechi aiutava bambini a far capriole sul tappeto. Tristezza della scena mitigata dalla giovialità sorridente con cui Chechi si prestava e stringeva mani a tutti gli sconosciuti che si avvicinavano per complimentarsi in ricordo delle sue medaglie.
    Mi allontano per avviarmi al Velodromo è noto un rettangolo dedicato al tennis, in mezzo un imbolsitissimo Panatta, anche nel look trasandato, che svogliato batteva lateralmente per ragazzini che provavano a rispondere.
    Ho faticato a riconoscerlo ed ammetto di aver pensato alla malattia nel vederlo in quelle condizioni, in un evento già triste un momento ancora più triste…

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    1. C’erano diversi circuiti professionistici fuori dal mondo dei finti dilettanti, il principale era quello organizzato da Jack Kramer, che era fondato su tornei prevalentemente in Stati Uniti e Australia (ma ce n’erano anche in Europa)… ad un certo punto Kramer organizzò perfino un Grande Slam Alternativo (New York, Melbourne, Los Angeles, Sydney), ma la forza del suo circus risiedeva soprattutto nei grandi nomi che portava in giro…

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  10. Beh Nadal djokovic Murray del potro thiem Medvedev Wawrinka nishikori kyrgios tsitsipas shapovalov dimitrov monfils, più o meno in ordine di classifica, o di gusti, rispondono abbastanza bene alla tua domanda. Poi ci sono giocatori come cilic zverev raonic Anderson, perché no rublev (mettiamoci anche gente come fognini naturalmente anche se più settoriale) a cui manca quella completezza di fondo ma hanno colpi talmente esplosivi che riescono ad essere, in periodi giusti, al livello di quelli sopra. Ecco speriamo che di sinner ne esca uno di quest’ultimo gruppetto, rappresentato da vincitori, finalisti slam, ecc. Insomma sarebbe comunque tantissima roba.

    Ps: in questo escursus dell’ultimo decennio ho volutamente lasciato fuori i ritirati tipo berdych tsonga ferrer, gente che appartiene al primo gruppo naturalmente…

    Pps: mi sono appena reso conto di non riuscire a catalogare aliassime e il mio idolo de minaur 🤣🤣🤣

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  11. Grandissimo pratese!
    Ecco Yuri chechi è uno di quelli la cui grandezza va al di là di una carriera incredibile.

    Dane sperando di spiegarmi… Praticamente I più grandi del tennis, dagli anni cinquanta fino quasi alla fine dei sessanta, dopo aver vinto i più famosi e prestigiosi tornei dilettanteschi (wimbledon Roland garros us open ecc ecc ecc) andavano a monetizzare in un circuito professionistico creato ad hoc dove guadagnavano molto di più che non partecipando al circuito classico che era appunto ancora riservato ai dilettanti. Quindi si creavano situazioni in cui avevamo circuiti paralleli dove i migliori esperti erano tra i pro e i migliori giovani facevano i dilettanti… Non so se mi sono spiegato, attendo gli anziani…

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    1. Solo che se diventavi professionista non potevi giocare la Davis (Pietrangeli per dire voleva giocare la Davis e rimase “dilettante”)…

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      1. fino al 1968, era open, dove infatti i professionisti fecero man bassa
        Peccato per alcuni, il meglio era passato, ma riuscirono ancora a brillare. Oltre a Rod Laver, penso anche a Rosewall, che non riuscì a vincere wimbledon, nonostante altre due finali

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  12. Sì va detto che col senno di poi, oltre alla devis, hanno rinunciato anche ad un bel po’ di gloria terrena, dato che tutti controllano l’albo d’oro di wimbledon o del Rolando, mentre nessuno lo fa o si ricorda il nome dei tornei pro ai quali partecipavano… Ma ai tempi in cui hanno vissuto loro come dargli torto?

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  13. Leo
    Ti avevo fatto quella domanda perchè secondo me essere completi nel tennis di oggi non serve così tanto, anzi a volte può essere addirittura un handicap.
    Infatti, ad oggi il più completo di quelli che hanno già un pò di carriera è dimitrov, che a parer mio sa fare tutto, atleticamente perfetto, altezza perfetta. Eppure non vincerà mai uno slam. Dei nuovi potrebbe essere tsitsipas (ma ho qualche dubbio su tenuta atletica/fisico).
    da qui la considerazione sul confronto Musetti/Sinner

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    1. Sì certo però quelli che occupano le primissime posizioni sono completi in tutto. Oppure anche se mancano in qualcosina la prima gli viaggia come a zverev (Roma finale 2017 contro djokovic o finals 2018 letteralmente intrattabile sulla prima di servizio) o Medvedev.

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  14. Grazie delle spiegazioni (Meno Uno, perdonami se non imperversò su tutto lo scibile umano ed ogni tanto annoio l’uditorio con qualche domanda stupidate, ma noi veterani siamo abituati a queste vecchie funzioni di Indiscreto, senza per questo fare i vecchi parrucconi che sputano sul New Deal..), ma quindi mi chiedo: all’epoca i tornei più seguiti erano quelli prestigiosi e di tradizione dei dilettanti oppure quelli meno prestigiosi e un po’ posticci con però i migliori giocatori al mondo passati al professionismo?
    Gli appassionati di tennis cosa seguivano principalmente, come oggi ad esempio gli appassionati di ciclismo seguono il World Tour?

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    1. In Europa fino all’inizio degli Settanta la televisione trasmetteva quasi soltanto la Coppa Davis, con qualche eccezione ma non in Italia (Borg ha raccontato che da bambino aveva visto immagini di un torneo pro in cui c’era Laver), e i vari Wimbledon e Roland Garros non venivano a volte trasmessi nemmeno da chi deteneva i diritti per farlo (la RAI, per dire)… quindi quella poca popolarità del tennis in Italia e in Europa era per i giocatori ‘dilettanti’… quelli forti veri, i pro, avevano un mercato soprattutto negli Stati Uniti…

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      1. Denghiu!

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  15. Mi ricordo, ma potrei sbagliarmi, che per tutto il decennio Settanta e i primi anni Ottanta i titoli italiani se li divisero Panatta e Barazzutti, 6 a testa.

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  16. Chiedo a quelli che hanno memoria (io l’età per ricordare ce l’avrei abbondantemente, avendo insegnato a giocare a tennis al barone De Morpurgo, ma purtroppo la memoria è andata): ma anche ai tempi di Pietrangeli il tifo del pubblico della Coppa Davis era una specie di girone dantesco come ai tempi di Panatta oppure era un qualcosa che si era creato proprio ai tempi di Panatta con le vittorie a Roma, Parigi ed in Davis e l’avvicinamento del pubblico generalista al tennis?
    Il primo ricordo nitido e cosciente è l’infortunio di Barazzutti nella finale del 1979 (vista in differita all’ora di pranzo del giorno seguente, al ritorno da scuola) ma mi impressiona ancora oggi il ricordo del ruggito del Foro Italico udito in qualche incontro precedente, una roba che sminuiva il più caldo tifo da stadio dell’epoca; mi vien ancora da ridere al ricordo degli insulti che si prese un giudice di sedia per aver semplicemente detto, in una partita di doppio, “Vantaggio Panatta” invece che “Vantaggio Italia”… E’ sempre stato così o solamente dagli anni ’70 in poi?

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