Moser o Saronni?

Moser scacco al tempo è un documentario di qualche anno fa che non avevamo visto ma che abbiamo recuperato grazie ai vari Buffa presenta su Sky Sport, in cui l’ex (purtroppo) telecronista NBA introduce in stile Claudio G. Fava documentari sportivi di altri. In alcuni casi anche celeberrimi, come Once Brothers su Divac-Petrovic o Il Profeta del Gol su Cruijff, curato da Sandro Ciotti. Li rivedremo tutti, ma questo su Moser era per noi inedito e ci ha colpito.

Scritto e diretto da Nello Correale, Moser scacco al tempo non ha certo il suo punto di forza nella carriera del grande campione trentino: anzi, molte sue parti (il Giro del 1984, le tre Roubaix, i Mondiali vinti o persi di pochissimo) sono davvero tirate via per dare più spazio al record dell’ora di Città del Messico, importante sotto vari profili (in tribuna si nota anche Bearzot, non ce lo ricordavamo) ma certo meno emozionante del ciclismo vero. Tanto è vero che Moser iniziò a pensarci ritenendo di essere in declino ed oggi comunque, con tutto il rispetto per Campenaerts, non importa a nessuno.

Il punto di forza del documentario, che poi è un monumento a Moser, è l’attualità. Con Moser calato nella sua azienda e nella sua realtà ancora agricola, sia pure agricola 2.0, e in contesto a misura d’uomo che non gli ha impedito, anzi, di conquistare il mondo. Una vita di altri tempi e una famiglia davvero di altri tempi (cosa davvero avranno pensato di Ignazio al Grande Fratello?) se si pensa che Francesco Moser è del 1951 ma suo fratello Aldo è del 1934 ed ha fatto in tempo a correre con Coppi.

Con un bello spirito Beppe Saronni si è prestato a fare da spalla al racconto, mentre più banali sono stati gli interventi di Merckx e Hinault. Proprio la rivalità Moser-Saronni, l’ultima grande rivalità del nostro ciclismo anche se per qualche anno Bugno e Chiappucci ci sono andati vicini, è l’altra parte riuscita di un documentario comunque più che guardabile. E che ci ispira un Di qua o di là telefonato ma non per questo meno coinvolgente, almeno per chiunque abbia tifato Moser o Saronni nell’epoca ben raccontata da Simone Basso nel suo In fuga dagli sceriffi. Domanda con un solo livello di lettura: Moser o Saronni?

Moser o Saronni?

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39 commenti

  1. Moser. Che nel cuor mi sta.

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  2. documentario davvero piacevolissimo.

    ai tempi del record dell’ora ero un bimbo arruolato, senza un vero perché, tra i tifosi di moser, per quanto la sua figura sia legata indirettamente ad una delle prime delusioni nei confronti dello spietato e opportunista mondo degli adulti.

    rammento che all’epoca ottenni i soldini per comprare la gazzetta dello sport in quanto in omaggio ci doveva essere, appunto, un poster celebrativo del campione trentino.

    con la stessa discrezione di oggi non ho avuto il coraggio di reclamarlo all’edicolante, ma, in un sussulto di dignità, confessai a mia mamma l’amarezza per il comportamento poco corretto del giornalaio, che mi aveva consegnato il solo quotidiano e nulla più. così riuscimmo insieme e mia mamma mi istigò a reclamare i miei diritti di fanciullo-cliente.

    la cara edicolante abbozzò e mi spedì dal vicino “casolino”, raccomandandosi di dire che mi mandava lei.

    io, sempre più timido e probabilmente domandandomi perché ero finito in un alimentari partendo dalla gazzetta, chiesi così al burbero salumiere il poster di moser. quello si diresse verso il retrobottega e, dopo aver rovistato per lungo tempo fra bolle, fatture e scatoloni vuoti, mi consegnò un rotolo di carta spiegazzato.

    alla fine mentre gli acquirenti della rosea avevano una bella foto di checco in posa atletica mentre sfreccia nel velodromo di città del messico, io mi ritrovai con un’orribile foto promozionale in cui moser ostentava con un sorriso assai forzato una bella confezione di tuc.

    appesi quel poster sono per accontentare mia mamma, fingendo, allora come oggi, di condurre una vita senza delusioni.

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    1. E’ una storia tristissima.
      Se può aiutarti, qui c’è uno che lo vende: https://www.subito.it/hobby-collezionismo/poster-la-gazzetta-f-moser-record-dell-ora-1984-vicenza-282606570.htm

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  3. Direttore
    Traspare soprattutto dai racconti dei figli come faccia il kaiser in azienda

    Sartorati
    Convengo sul godibilissimo

    Marcopress
    Endorso il voto

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    1. speravo in una parola di conforto, a 35 anni di distanza, sulla triste vicenda del poster

      non ricordo mai che l’uomo indiscreto non si volta mai indietro per aspettare gli ultimi

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  4. Ero tifosissimo di Beppe Saronni e poi il mio parroco a Bellinzago Lombardo, don Luciano Cometti, era stato il parroco di Saronni a Buscate e spesso ci raccontava episodi di lui bambino. Oltre al talento ciclistico era anche un ottimo calciatore. La “fucilata di Goodwood” resta una delle imprese più belle della storia del ciclismo e alcuni ciclisti amatoriali mi hanno raccontato che spesso provavano a ripeterla nelle loro sfide.

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  5. Saronni, perchè votare Moser sarebbe come votare Leonard al posto di Hagler, i Meganoidi al posto di Daitarn, Commodo al posto di Massimo Decimo Meridio. Moser ha avuto anche più tifosi di Saronni ma generalmente raccolti tra umarell, burberi scorbutici e vecchi di merda assortiti; nessun ragazzino che correva in bici all’epoca della rivalità sognava di essere Moser ma Saronni. Un motivo c’è, non ci sarà… (quasi.cit.)

    Non confonderei però il ciclismo di una volta con quello più recente, una volta il record dell’ora consacrava i grandi anche se era il pretesto per la ricerca. Ora con l’UCI che pone paletti rigidi tipo Arrigo Sacchi sposta meno ma il record di Wiggins ad esempio ha spostato eccome a livello di salotto, certo meno di quello di Moser a livello di laboratori…

    Su Ignazio al Grande Fratello il padre si è esposto chiaramente, quindi sappiamo tutto: una stupidata di cui si è vergognato, esattamente come del fatto che corresse gare clandestine a scatto fisso non avendo avuto il talento e la serietà di una carriera nel ciclismo vero (del resto se ti scegli come maestro di vita il Balotelli del ciclismo…). Poi, evidentemente unto dalla produzione, si è un po’ ammorbidito in dichiarazioni e prezzemolate più concilianti.

    p.s.: Sartorati, io penso che tu nella tua vita precedente devi essere stato una persona orribile e la stai pagando tutta in questa vita. Io al tuo posto sarei finito in riformatorio, per quanto condivida il trattamento riservato al poster della cavia di Michele Ferrari…

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  6. Fra i due tifavo Saronni ma senza essere un hater di Moser, che ritengo sia stato nel complesso della sua carriera superiore al Beppe.

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    1. Non è questione di esser hater, è che nella vita ci sono il Bene e il Male… 😛

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  7. Prima gara ciclistica vista nella mia vita: il mondiale di Goodwood e quindi il tifo fu per Saronni.

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    1. Votato Saronni. Moser scaldava di più i cuori ( non il mio ) ma riusciva a prendersela con tutti quelli che andavano più forte di lui in salita e lo bastonavano ( il 95%) ed a frignare. Ricordo che ce l’aveva, oltre che con De Muinch e Baronchelli, anche con Beccia suo gregario il quale reclamava il diritto a poter sparare le sue cartucce ( così disse intervistato dopo un arrivo appunto in salita mi pare a Monteluco di Spoleto ). Saronni più forte in volata, più forte in salita dove si difendeva bene, inferiore a cronometro dove prendeva però margini esigui battendolo pure come al giro del1979, nettamente superiore nei grandi giri. Non si capisce perché non lo abbiano mai programmato per qualche Tour in cui avrebbe fatto benissimo e per le classiche del nord. Moser per vincere un Giro ebbe bisogno del regalo di Torriani con il tracciato favorevole e la soppressione del tappone in cui avrebbe preso 10 minuti da Fignon, senza dimenticare gli elicotteri nell’ultima tappa a cronometro con l’arrivo trionfale all’Arena. E poi il mondiale, pollo Saronni a Praga pollo Moser al Nurbugring anche se un conto perdere da Maertens un conto da Knettemam, e poi Goodwood! Che spettacolo! Un momento che non si dimentica come Mennea a Mosca la nazionale al Sarria’ la staffetta a Lillehammer e simili. Moser a San Cristobal chi se lo ricorda, con Thurau che non vedeva l’ora di arrivare, tutto zuppo d’acqua, che non fece nemmeno finta di sprintare. Il record dell’ora, avete detto già tutto voi, meglio non infierire.

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  8. Ho visto il documentario e personalmente mi ha dato fastidio l’agiografia del record dell’ora come se non si sapesse cosa c’era (anche) dietro.
    E mi fa girar le balle Moser quando sostiene che non ha violato nessuna regola, cosa anche vera perchè l’emotrasfusione fu vietata solo dopo il 1984, e fa l’offesino.

    Voto quindi Saronni (per cui senza alcun particolare motivo simpatizzavo da ragazzino), anche se incontrato di persona Moser è sembrato una persona socievole ed alla mano.

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    1. Moser apparentemente più socievole ma uno stronzo nell’animo.
      Saronni introverso fino all’alienazione, parliamo di uno che non risponde al telefono nemmeno ad amici e colleghi (e per colleghi non intendo ex-ciclisti, intendo gli altri DS della sua squadra fuori stagione…).

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  9. Il mio primo nitido ricordo legato al ciclismo è quello dello sprint al Nurburgring con Moser che finisce secondo dietro a Knetemann. Il secondo è l’ultima tappa del giro dell’anno dopo, e la felicità di mio padre grande tifoso di Saronni. Poi arrivò il Tasso a rompere i maroni e ti rendevi subito conto che i nostri vincevano, o ci provavano, solo quando non c’era Lui. Ma confesso che mi scaldavano di più personaggi come Baronchelli o Visentini, schiacciati da quella rivalità e probabilmente incapaci di esprimere compiutamente le loro potenzialità.

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    1. Baronchelli pagò l’exploit giovanile e le squadre in cui capitò. Non aveva il motore da predestinato che tutti gli attribuivano ma certamente poteva fre di più, la mia impressione è che gli sia sempre mancato un Serse Coppi a fianco.
      Visentini un fuoriclasse ma dal carattere complicato, incassò male la canagliata di Sappada e sbroccò completamente…

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      1. Un grande momento: Baronchelli che stacca il cannibale alle Drei Zinnen nel 1974 rimanendo senza maglia rosa per 12 miseri secondi. Sarebbe stata un impresa leggendaria.

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      2. Cosa intendi quando dici che gli é mancato un Serse coppi, dane? Esisteva o ricordo male io un gaetano baronchelli?

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        1. leonardomarchegiani: conosciuto due anni fa alla presentazione di un libro sul Vigorelli a cui venimmo entambi invitati. Alla fatidica domanda ha replicato “per la gente contano più quei 12 secondi che non le altre 12 vittorie che ho ottenuto in carriera…” L’impressione che ho avuto è che soffra di questa cosa: da una parte che la sua carriera venga riassunta in quei 12 secondi dimenticando tutti gli altri risultati raggiunti, dall’altra la consapevolezza che quei 12 secondi gli abbiano negato l’Olimpo ed una rampa di lancio (vista com’è cambiata la carriera, soprattutto a livello di testa e di status, di Viviani dopo l’oro Olimpico?!)

          Geppetto: intendo dire che secondo me Coppi (pur con più talento) senza il fratello sarebbe finito poco meglio di Baronchelli (difatti quando mancò il fratello crollò invecchiando rapidamente). Non è tanto questone di fratello quanto di una sorta di motivatore e trascinatore che gestisse la tensione nei momenti positivi e fungesse da puntello nei momenti difficili. Poteva anche essere un gregario fidato o un DS chioccia, l’impressione che ho sempre avuto è che il Tista sia mancato in questo

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          1. “Poteva anche essere un gregario fidato o un DS chioccia, l’impressione che ho sempre avuto è che il Tista sia mancato in questo”

            Mi sembra un’ analisi molto reale. Aggiungo che forse gli anni migliori passati nella squadra con la Bianchi dei Tre capitani non lo aiutó. Putroppo sei giri dell’appennino non sono sei classiche…

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            1. Vinse però due Giri di Lombardia, che è una roba da campioni veri. E poi il mitico Trofeo Baracchi (in coppia proprio con Moser) e la Coppa Placci, che alle orecchie di oggi non dicono niente ma ai tempi erano gare importanti.
              Ecco, anche la Bianchi dei tre capitani pesò molto, un po’ come quei talenti del calcio italiano che svernano in provincia fino a 27 anni, poi quando vanno nel topteam ormai sono giocatori di categoria e non hanno la personalità e la caratura per fare i topplayer…

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              1. A proposito dei tre capitani, uno se non sbaglio era Contini, un altro che sembrava avere in canna colpi migliori e che ancora piuttosto giovane è letteralmente sparito dal ciclismo che conta.

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  10. Moser perchè vinse la cronometro di Cremona nell’86

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  11. Andammo a vederli passare a Caorso, quell’anno. Quando Moser arrivò a Cremona da vincitore ricordo l’esplosione della folla. Ho ancora davanti agli occhi un piccoletto sudatissimo che urlava a squarciagola “Al gir la vens ancura Ceccu, la vens ancura Ceccu”

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  12. Moseriano fino al midollo, vivevo con dolore l ineluttabile avvicinarsi dei tapponi dolomitici che lasciavano indietro il Trentino e lo vedevano scivolare dietro in classifica… E per ironia della sorte l unico giro vinto ai danni del mio vero e unico idolo su due ruote (a pedali)… Ho incontrato Beppe Saronni un paio di volte alla trattoria Corona di Buscate, dalla sciura Angela, miglior cassoeula della galassia… Pur riluttante si è seduto in mezzo a noi a fare foto, davvero molto gentile…

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  13. Geppetto
    io all’epoca abitavo a 100 metri da piazza del duomo. mia nonna ,appassionata di ciclismo ma forse più di ciclisti, prese posto alle transenne in corso vittorio emanuele dal mattino. mi fermai li tornando da scuola

    il mio primo e ultimo contatto col ciclismo.
    🙂

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  14. Dane
    te che segui quella roba li con le ruote 🙂

    ma ricordo male oppure uno dei gregari di saronni era di cremona?

    Altra cosa….se ti dico Giuseppe Soldi ti viene in mente qualcosa?

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    1. Ce ne sono stati almeno due, quello più storico Piovani, con cui hanno corso assieme tanti anni ed hanno lavorato assieme anche da DS. Poi alla Del Tongo ci fu anche Ceruti che gli veniva affiancato (si diceva…) per pressioni di un finanziatore cremonese (non chiedermi chi, perchè non l’ho mai capito…).

      Giuseppe Soldi quello di Stagno Lombardo?! Talento rovinato da un incidente, si riprese un po’ arrivando ad una vittoria a squadre o alla cronometro ai Mondiali, mi pare, una roba del genere. Poi si fece male ancora e sparì. Non lo conosco molto, sentito solo i racconti. Si dice che ebbe due incidenti di quelli che normalmente chiudono una carriera (e infatti il secondo gliela chiuse) tipo Zago e che fu già un miracolo che tornò a correre dopo il primo tipo Baggio o Ronaldo. Generalmente entra nei discorsi dei vecchi quando si parla di Venturelli – suo compagno per qualche tempo e più grande pazzo fanatico della storia del ciclismo italiano, l’esemplare del “potrei ma non voglio” – che ti dicono “togli gli infortuni ad uno, metti un cervello all’altro ed avremmo dominato il ciclismo mondiale come ai tempi di Coppi e Bartali”.

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  15. Beccia era quello con il parrucchino?

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    1. Era mezzo pelato benché giovane ed in seguito mise anche la parrucca mi pare.

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  16. Peccato per l’aneddoto – infondato – sulla discesa del Glandon a 100 km orari. Nel Tour del ’75, l’unico disputato da Francesco Moser, il Glandon non c’era. E quella discesa a 100 km orari Moser la fece sì, ma in auto, ospite al seguito del Tour, in un’altra edizione. Peraltro raccomandando all’autista di stare lontano dai corridori per non rischiare di investirli. Lo ha raccontato lui stesso pochi giorni fa.

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  17. Dane
    ecco..Piovani.Non vorrei dire stupidate ma secondo me ha pure sposato la sorella di Saronni

    Lui..Beppe Soldi. Campione del mondo nel 64 (o 65) della 4x100Dilettanti. Papà di un mio grande amico
    Questa dell’infortunio non me l’ha mai raccontata
    Ci ha sempre detto “Una volta passato professionista, vedevo passarmi davanti gente che nei dilettanti manco arrivava al traguardo.Quindi ho pensato bene di accettare il lavoro in banca”
    🙂

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    1. 1) Non lo so, non sono forte in gossip, ma non mi meraviglierebbe visto il rapporto stretto tra i due…

      2) Ah, 4×100, ok…. Boh, io ne ho sempre sentito parlare come di un talento fermato dagli infortuni….ma vedeva passarsi davanti gente in gara o in carriera? Perchè a livello di carriera passò professionista alla Bianchi con Venturelli, appunto, quindi non è che venne esattamente ostracizzato. E la Bianchi non era una squadretta, quindi non è che gli sarebbero mancati gli “arbitraggi non ostili” per arrivare davanti a quelli che nei dilettanti gli arrivavano dietro…

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  18. Dane
    no no…niente allusioni ad arbitraggi ostili o altro (tanto è vero che la storia degli infortuni la so da te,non ci ha mai detto niente)
    A noi ha sempre raccontato che siccome non andava più come prima e che quindi ha pensato bene di cambiare lavoro (e che lavoro eh..in banca negli anni ’60)

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    1. E allora le due cose magari coincidono: non andava più come prima perchè dopo gli infortuni era un altro ciclista, purtroppo……devo chiedere bene a Masi, che quelle storie le sa tutte….

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  19. Impossibile non tifare Moser, per l’enorme quantità di occasioni create attaccando e poi buttate via (e stiamo parlando del terzo ogni epoca, per la pur becera statististica delle vittorie di giornata, dietro e Merckx e Van Looy) e poi perché pur essendo entrambi sceriffi nel gruppo, Saronni mi sembrava meglio inserito nelle cattive abitudini italiane dell’epoca (prima fra tutte correre solo gli ultimi 20 chilometri)… la rivalità ha fatto bene ad entrambi, ma di fatto il Tour lo hanno solo sfiorato e in Italia quando calava Hinault non toccavano palla. La rivalità Bugno-Chiappucci non aveva grandi tifoserie, ma era per quei quattro anni che è durata ad un livello internazionale molto più alto. Bugno poi superiore a tutti, se solo avesse voluto

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    1. Beh, ma lo stesso Hinault nel documentario dice che Moser era uomo da corse in linea e non da grandi giri; tre Parigi – Roubaix di fila sono il marchio di un grandissimo…

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  20. Voto Moser perche’ e’ piu’ famoso e quindi sicuramente piu’ forte.

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  21. moser, senza dubbio….

    anche se con il tempo ho rivalutato la fucilata di goodwood

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  22. Tifavo Battaglin, poi Visentini. Quindi li odiavo entrambi. Detto questo, a livello di caratura internazionale, anche come successi, mi pare che Moser sia nettamente superiore.

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