Lavoro a mano armata, il miglior Cantona

Lavoro a mano armata è una serie televisiva francese che su Netflix è arrivata qualche settimana fa e che abbiamo appena finito di vedere, su buonissimo consiglio dell’amico Alex. Una serie, anche se per lo sviluppo della storia ci sembra improbabile una seconda stagione, che ha come protagonista assoluto Éric Cantona, nella parte di Alain Delambre, uomo di mezza età con un mutuo ancora da pagare e che dopo aver perso il lavoro vive di sussidi e lavoretti, fino a quando dopo aver risposto a mille annunci gli si presenta una apparentemente buona occasione.

In pratica una grande azienda aeronautica, la Exxya, pare voglia offrirgli un ruolo da selezionatore del personale e Delambre si mette in competizione con gli altri molto più giovani aspiranti al posto. Per una volta il sistema sembra premiare la sua perseveranza e la sua onestà, ma ovviamente non è mai così e a Delambre-Cantona viene quindi in mente di strumentalizzare chi lo ha sempre strumentalizzato, usando la multinazionale, i media e la sua stessa famiglia, la moglie Nicole e le figlie Lucie (sua avvocata poi, nella puntata più intensa) e Mathilde.

Tanti i colpi di scena, quindi con la trama di Lavoro a mano armata (Dérapages il titolo originale francese) ci fermiamo qui. Una serie che non ha certo temi originali (l’uomo qualunque che impazzisce o rinsavisce, a seconda di come la si veda, e si arma, il mondo del lavoro che esclude gli ultracinquantenni, la vita carceraria, le multinazionali cattive) ma che li tratta molto bene, con ritmo e personaggi credibili.

In questa serie, ispirata all’omonimo romanzo di Pierre Lemaitre (non l’abbiamo letto, non potremmo fare confronti se non copiandoli da altre recensioni), Cantona è semplicemente bravissimo, perché non si limita a fare Cantona (quando spacca la faccia al genero carrierista è davvero lui) ma interpreta in maniera perfetta le varie facce di una persona normale: il piccolo borghese attaccato alla sua casa e all’idea di famiglia, il giocatore d’azzardo, il manipolatore, il romantico, il cinico, l’umile, l’arrogante. Con un messaggio molto forte, raramente compreso: tutto è contrattabile, tutti sono in una certa misura ricattabili. Facendo un discorso caro ai lettori di Indiscreto, potremmo sintetizzare così: Cantona sopravvalutato come calciatore, anche se aveva un carisma misterioso che ti teneva incollato alla partita, ma sottovalutato come attore.

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Lavoro a mano armata, il miglior Cantona, 9.7 out of 10 based on 11 ratings

2 commenti

  1. Incontrato Eric al chiosco Altamarea nella spiaggia di S’archittu (pare abbia preso casa proprio in quella zona). Non mi sono avvicinato per non disturbare ma vedendo come si approcciava ai compagni di tavolo deve essere persona parecchio interessante ed a modo.

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  2. libro di cui ricordo pochino, ma che al tempo della lettura (lemaitre buon giallista prima di trovare il filone storico dalla parte dei buoni e giusti che piace tanto alla critica) mi era piaciuto molto.

    segno la serie per visione dopo l’abbuffata di “shameless”, che, al netto di certe derive facili in stile collegiale, ha spunti interessanti e buoni attori.

    cantona è il primo a sentirsi sottovalutato come attore: in un divertente (e probabilmente recitato) backstage con ken loach si lamentava del fatto che avessero usato una controfigura-musicista in una scena in cui doveva suonare la tromba. “lo hanno fatto per non umiliare il professionista, ma io la suonavo decisamente meglio”).

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