L’anno nero del presidente Messina

Oscar Eleni senza difese sotto cascate di retorica, baggianate, cercando  una liberazione fra i cambogiani nel parco di Phnom Kulen. Così lontano per non sentire i rutti della storia, adesso che la ripartenza mostra la vera faccia dei popoli. Cominciando dal calcio. Non c’era fame di gol, di belle giocate, la crisi vera nasceva dall’impedimento pandemico per queste pubblicità rivolte, senza vergogna, a chi non riesce davvero a vivere. Consumate gente, investite, anche se  vi hanno investito.

Magari fatelo sapere anche agli “editori” da 4 euro al pezzo che allo Stato vilipeso chiedono aiuto e cassa integrazione, senza ricordarsi mai di come si pagano le tasse. Spazio al grande circo, ci mancherebbe con tutto il benessere che distribuisce, dai magazzinieri alle sorelle di, alle rivendite di Lamborghini anche se qualche bel tomo urla alla gente di prendere  soltanto quattro soldi. Punti di vista non compresi da chi, con quei quattro soldi, ci camperebbe almeno due anni, se non una vita.

Estate per rivedere il vangelo dello sport, adesso che le società sportive vere sono considerate asteroidi in estinzione. Erano i mesi per ammucchiate dove si beveva e starnazzava senza limiti, ma, per molti, erano anche i giorni sacri da dedicare alle grandi feste sportive: Olimpiadi,  campionati mondiali, continentali. Niente. Solo calcio, magari la Formula uno, perché no il golf, così distanziato, poi il tennis, insomma tutto ciò che si può vendere come lo snooker e  le patatine. Per gli altri meditazione senza il coraggio di rivoluzionare, come dovrebbero fare gli sport prigionieri dei cavalieri con percentuale.

Sotto questa cascata di eroi per caso, di eroi veri e quindi non riconosciuti o riconoscibili tipo quell’infermiera arrestata a Parigi, i volontari messi in strada prima che la  Regione virtuosa si vergognasse, ci vorrebbero anche impedire di piangere se nella tragedia Zanardi pensiamo soltanto al grandissimo Alex e non a cercare colpevoli, lasciando spazio  a chi apre sempre un’inchiesta dopo la fuga dei buoi.

Zanardi onore del mondo, una grande vita combattuta davvero. Ci innamorammo dell’uomo prima di aver letto il suo bel libro, prima di incontrarlo a Monza dove capiredattori dispettosi ti mandavano anche se avevi detto mille volte che il rumore di quelle arene non poteva far dimenticare i finti Valentino Rossi e i finti piloti da rotonde sul viale, sgasatori per il terrore di chi attraversa su strisce pedonali mai protette, mai tenute in considerazione dagli stessi vigilanti che in pandemia scoprivano peccatori randagi, ma oggi ti ripetono che non hanno tempo per queste banalità, tipo i posteggi malvagi, le trappole enogastronomiche. Alex  raccontato così bene da Claudio Arrigoni, un credente così diverso dai troppi che vanno in giro cantando litanie per le loro casse smunte.

Mentre lassù prendono a calci non soltanto un pallone noi ci fermiamo deferenti come farebbe Fabio Monti, pensando all’ultimo viaggio di Mariolino Corso, un artista sul campo di calcio, per cui  abbiamo accettato senza protestare, la scomunica. Succedeva in una casa milanista, magari se tuo padre era “stato fedele guida nella buona e cattiva sorte” della guerra e della ripresa durissima, come quello descritto dalla pergamena regalatagli dai giocatori ancora prima dello scudetto del 1951.

Colpa dei Faina, Filippo interista doc, di sua madre, dinastia Rattazzi, che caricavano in macchina l’ex mascotte del Diavolo per andare a vedere la pazza Inter. Valeva la pena se c’erano Mariolino e Suarez, se giocava Mazzandro che nei tornei scolastici milanesi (lui era al Verri?) non te la faceva mai vedere quella palla di cuoio. Se amavi loro era scomunica, a letto senza cena anche se al ribelle, in passato, era stato perdonato  se provava simpatia quando giocava il Bologna di Haller e Bulgarelli, di Pascutti, perché quelli andavano spesso in ritiro a Zocca, feudo rossoblù, ma anche terra del ricordo per un campo intitolato a Trabattoni il presidente milanista prima dei Rizzoli. Corso, Herrera, l’Inter erano troppo  per chi già aveva dovuto accettare il tradimento del calcio per altri sport, tipo il baseball o il judo, per finire con il basket scoperto nella palazzina della Fiera che ora hanno venduto.

Già, il basket. Una bella arrampicata sugli specchi  per trovare un argomento che non fosse il comunicato federale sulla vittoria della Nazionale elettrica in non so cosa per la gioia di Pecile che era un bel tipo sul campo. Certo si guarda con stupore, più che con invidia, agli spagnoli che hanno resistito e ora hanno fatto ripartire il campionato. Petrucci, però, ha spiegato: loro hanno altre strutture. Vero.

Noi siamo ancora qui ad ascoltare il rumore del mare nelle conchiglie o, come ha fatto la Lega, riproponendo la voce di Alfredo Cazzola che non vedeva l’ora di poter spiegare come funzionava la sua bella squadra, quella con Tranquillo, Zanetti e Bassani in simbiosi con l’attuale presidente della Lega calcio più o meno tarlata come quella del cesto, quella che aveva trovato i miliardi di Kataweb prima che le solite faide interne facessero pagare all’inventore del Motor Show e di una bella Virtus il colpo di falce che fece dimettere Angelo Rovati e Crovetti, il rispetto delle regole, secondo il verbo della creazione porelliana, che aveva mandato in collisione Cantù e  la Siena di Minucci.

Interessante punto di vista, nella speranza che chi è stato attaccato possa rispondere sullo stesso sito, mentre bisogna dare atto a Messina che nell’anno quasi nero non ha perso il senso dell’umorismo. In forma come capita a chi soffre troppo la partita, confessione sua alla Agassi, l’allenatore dell’Armani rifatta quasi totalmente, cercando molto usato sicuro, ripudiando l’eredità lasciata dai predecessori, con una visione diversa dall’usa e getta, ma pur sempre legata al risultato da fare comunque, senza una vera visione per un domani che certo costringe a soffrire a scommettere e rischiare, per una creazione  che resti nel tempo e faccia crescere figli non settimini. Questo Ettorre battagliero che in molti considerano il grande battuto dell’anno in Italia, anche da chi fa sapere che non sarebbe uscito di casa per la vergogna, se avesse fatto un record come il presidente dell’Olimpia. Forse sono gli stessi non ricordano che  quando perdevano loro, magari una finale di coppa che ci fece rischiare la stima di Giorgio Lago, tutti noi gli dicevamo che non c’era vergogna, ma soltanto orgoglio per il lavoro che avevano fatto sul campo.

Dunque Messina che scherza con chi gli domanda cosa pensa dell’attacco dello Zanetti sior Segafredo virtussino su questa guerra dei ricchi che fa lievitare i prezzi: “Pensavo fosse Crozza nell’imitazione”. Certo nessuno si  stupisce se lievita il prezzo di Abass che poi va alla Virtus. Il ragazzo era stato preso da Milano, ma poi subito scaricato. Ora tornare a battersi per averlo aveva un senso tecnico, forse anche di riparazione, ma gli agenti ingrassano su queste cose e allora perché ridersi dietro. Succede da sempre. Se la Juve fa una mossa, l’Inter di Marotta contrasta, è sempre andata così fra le grandi società.

Meglio per la Virtus aver vinto almeno la corsa su due giovanotti come Abass ed Alibegovic che potrebbero essere un vero sguardo sul futuro per ora negato alla Milano stagionata e rinvigorita dal solo Moretti, sapendo che per far crescere lui dovrà stare spesso ai margini il capitano Cinciarini. Logico, giusto, ma è così. Caro basket stai a cuccia, soltanto dei credenti tipo Cappellari possono importunare al bar Urbano Cairo per avere più spazio in rosa venendo stoppati davanti al nuovo direttore lapidario: ”Più spazio per raccontare cosa?”

Figurarsi se troverebbero spazio per la disuputa sui migliori dei 50 anni, con NanGentile, Coldebella, Pozzecco e Basile che nel primo quintetto dove Peterson avrebbe messo McAdoo, avrebbero preferito Danilovic. Una bella discussione, un argomento come la scelta della  Virtus 2000-2001, Messina imperante ma sofferente nell’era Madrigali, come squadrone del cinquantenario. Forse a settembre, Forse mai.

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33 commenti

  1. Dissento, annata trionfale, secondo taluni ha impedito il sicuro scudetto della corazzata bianconera, e senza neppure prendersi la briga di scendere in campo. Mago della difesa, dentro e fuori il parquet.

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  2. Svelato l’arcano.

    Il (ormai ex?) sodale Pea, sul suo blog attacca duramente Messina. Sai che novitá.
    Eleni non voleva essere da meno.

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  3. Oh come mi mancavano i miei permalosetti…

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    1. ma che permalosetti.
      che il “dirigente” Messina abbia fatto cagare lo scorso anno é fuori di dubbio.

      Ma perché attaccarlo adesso? Il mercato é appena iniziato, non sappiamo ancora come sará la squadra ma i soloni hanno giá decretato che sará un fallimento. Mani avantissimo proprio.

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  4. Ah no..non siete permalosi
    Ho avuto un’ impressione sbagliata

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    1. solo un pochino dai 🙂

      ma loro sembrano un pochino prevenuti eh.

      comunque se la prosa di Eleni sembra ostica quella di Pea fa venire davvero il mal di testa…

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  5. matrix
    voi no invece. non siete prevenuti
    Se criticavano a inizio stagione non andava bene
    a metà stagione non andava bene
    adesso non va bene

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    1. Sbagli perché il Messina “dirigente” é stato criticato praticamente dal giorno 1. Dagli stessi tifosi Olimpia.
      Se hai voglia di rileggere, i post sono lí.
      Diverso il discorso del Messina “allenatore”.

      Diciamo che non ho capito la tempistica (2 articoli che escono in contemporanea, oggi, battendo sullo stesso tasto).

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      1. Non è questione di mani avanti (e poi mani avanti vuol dire l’esatto contrario). L’Olimpia che Messina (presidente, allenatore, quello che vogliamo) ha costruito per la prossima stagione c’entra pochissimo, direi quasi niente, con quella dell’anno scorso. Quindi al netto dei risultati, che all’inizio di un progetto possono essere negativi, Messina finora un fallimento galattico. E solo l’amicizia dei giornalisti nei suoi confronti fa usare toni soft… Quante belle intervistone sui massimi sistemi, in chiave pr…

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        1. Direttore, quella dell’anno scorso non era la “squadra” di Messina.
          Troppe epurazioni che hanno inciso sul budget (James, Nunnally… Pianigiani), giocatori ereditati controvoglia (Nedovic). Non ha avuto le mani completamente libere e di certo non poteva cambiare 15/15 del roster in un anno.
          Premesso ció il dirigente Messina ha sbagliato quasi tutto lo sbagliabile (mercato, tesseramenti, visti) e il giudizio su di lui non puó che essere negativo.
          Peró una (mezza) stagione da “rookie” é un po’ poco per essere cosí tranchant, anche in ottica futura.
          Quest’anno sará una prova d’appello.
          Non capisco tutto questo pessimismo e fastidio.

          PS: L’Olimpia era ancora in corsa per i PO in europa e in Italia quando la stagione é stata interrotta. La parola fallimento mi sembra usata un po’ a sproposito, non avendo la sfera di cristallo.

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  6. matrix
    ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah

    quindi se lo critichi tu va bene
    se lo fa eleni no
    ma per le tempistiche eh

    ahahahaahahahahahhaha

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    1. gobbo non fare il furbino che hai capito benissimo 😉

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  7. matrix
    la tua risposta al direttore invece testimonia che quello che vuol fare il furbino sei tu

    Prima “ah ma io sono il primo a criticare Messina”

    Poi in risposta al Direttore “ah ma non era la squadra di Messina,non aveva le mani libere

    Poi meravigliosa la scusa del budget, che assomiglia molto alla storia degli affitti troppo cari

    Di culto il “rookie” ,seppur tra virgolette.

    Per poi finire di nuovo con “Messina ha sbagliato”

    E colpo di maestro alla fine “era in corsa per i PO in Europa (come Pianigiani mi vien da dire) e in Italiahahahahaahahhaahh”
    Oh…era in corsa per i playoff in italia eh…vuoi mettere

    Però non sei permaloso se si parla di Olimpia eh

    E’ solo una questione di tempistiche

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    1. Riassunto (vediamo se ci capiamo, ma so giá che no): Messina pur con qualche piccola attenuante, ha fatto un pessimo lavoro da dirigente.

      “Rookie” non é usato a sproposito visto che é stato il primo anno da dirigente della sua carriera. Se non é tagliato per il ruolo lo scopriremo solo vivendo (cit.).

      Fallimento: beati voi che sapete che non avrebbe, in ogni caso, mai raggiunto i PO in Europa e vinto lo scudetto. Quante certezze. Qualche dubbio a me rimane.

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  8. Matrix
    Stai mischiando un po’le cose

    Ma ci sono abituato con te

    P.s. hai ragione ,non abbiamo certezze su quello che sarebbe stato
    Ed e proprio per questo che le supercazzole sul budget,l’eredita,il rookie con le virgolette ,i cazzi e i ramazzi fanno ridere

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    1. Alé!

      Ma sai cosa significa rookie almeno?

      In effetti tu non sei per nulla prevenuto sui giudizi su Milano.
      E ovviamente quelli che mischiano le cose sono sempre gli altri.

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  9. matrix
    io sono un hater di milano,sempre detto

    Tu invece sei permaloso quando si parla di Olimpia

    Ma solo un pochino eh

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    1. Concordo su entrambi i punti.

      Poi mi spieghi come mai la parola “rookie” susciti la tua ironia.
      È un dato di fatto e su questo, mi spiace, c’è poco da discutere.

      Ma perché ogni commento si trasforma in una maratona con te? Mio papà a 75 anni ha la testa meno dura 😅

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  10. matrix
    appunto
    lasciami perdere no?

    Vai avanti a parlare con quelli aperti di mentalità come te

    certo,è un “rookie”

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    1. Ok…

      Ma sei stato tu a tirarmi in mezzo, mica io.

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  11. matrix
    hai ragione scusa
    la prossima volta non ti obbligherò più a rispondermi

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  12. Grazie a Petrucci scopriamo che in spagna hanno palazzetti piu piccoli

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  13. Premessa: non ho capito (come quasi sempre) l’articolo di Eleni, non capisco se si discute dell’Olimpia dello scorso anno o di quella che si sta costruendo che essendo completamente diversa da quella dello scorso anno è una sentenza sul modesto lavoro di Messina dirigente nel 2019. È cosi? Buh….
    Ciò detto mi sembra che non si voglia accettare il fatto che una stagione che finisce con un record complessivo di 27-24 per una squadra dal budget dell’Olimpia non può che essere fallimentare, piaccia o meno.
    L’altra cosa che sinceramente non sta nè in cielo nè in terra è leggere che non era la squadra di Messina: allora di chi era scusate? Ha avuto le mani libere su tutto.
    Per ora mi sento di dire che il rientro di Messina in area FIBA negli ultimi anni (preolimpico, Europeo ed ora Milano) ci ha restituito un coach (ed un dirigente) che personalmente mi convince molto meno di quello che lasciò l’Europa dopo la seconda esperienza col CSKA.
    Forse sarebbe stato più pronto a gestire una panchina NBA che ritornare nella tonnara dei “2 punti” Europea?

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  14. “Ciò detto mi sembra che non si voglia accettare il fatto che una stagione che finisce con un record complessivo di 27-24 per una squadra dal budget dell’Olimpia non può che essere fallimentare, piaccia o meno.”

    Poli,sei prevenuto.Devi essere più obiettivo.Era in corsa per i playoff anche in italia

    “L’altra cosa che sinceramente non sta nè in cielo nè in terra è leggere che non era la squadra di Messina: allora di chi era scusate? Ha avuto le mani libere su tutto.”

    Tieni conto che era un “rookie”

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  15. il discorso del 27-24 secondo me vale fino ad un certo punto, considerando che in serie A l’Olimpia avrà giocato seriamente 4 partite e che in Eurolega, al momento dell’interruzione, la classifica rispecchiava più o meno il valore della squadra (un po’ sotto). Semmai, sotto questo punto di vista, va criticato Messina per non aver gestito bene il doppio gravoso impegno.
    Il problema vero è che onestamente non si vedeva un percorso chiaro di crescita che ti facesse immaginare un finale di stagione all’altezza delle aspettative.
    Dopo un bellissimo inizio di stagione la squadra è entrata in un limbo di grande fatica e lì più o meno è rimasta fino allo stop. il lato “positivo” è che però non è affondata come in altre stagioni ma è rimasta a galla, probabilmente anche per merito del Messina allenatore (migliore del Messina manager). Un po’ poco per dare un giudizio positivo alla scorsa stagione…

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    1. diciamo che mettere sullo stesso piano il record in EL (dove l’ottavo posto era “vitale” almeno dal punto di vista simbolico, ed era un obiettivo primario della societá) con il record della RS in campionato (che vale praticamente zero, visto che arrivare primi, quarti o sesti non cambia nulla, la storia lo insegna) lascia un po’ il tempo che trova.

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  16. ricca
    “Il problema vero è che onestamente non si vedeva un percorso chiaro di crescita che ti facesse immaginare un finale di stagione all’altezza delle aspettative.”
    Concordo.
    i difetti di cui parlavamo ad inizio stagione (in cui in Eurolega stavate andando meglio) sono rimasti gli stessi di fine stagione.
    Sul fatto che sia rimasta a galla aggiungerei anche che forse 2 come Rodriguez e Scola ,scelti dal Presidente, possono aver dato una mano all’Allenatore. Probabilmente il Presidente è riuscito a convincerli a venire anche grazie al fatto che la fama dell’Allenatore è,giustamente, grande

    La stagione monca poi ci impedisce di poter completare i giudizi. Certo…perdere in quel modo la Coppa Italia però pesa enormemente

    Da questo inizio di mercato pare che l’inesperto presidente abbia aggiustato un po’ il tiro eh

    Hines è un giocatore della madonna. Credo che l’esperto Allenatore possa essere più che soddisfatto

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  17. Da questo inizio di mercato pare che l’inesperto presidente abbia aggiustato un po’ il tiro eh
    sì, è partito con Rodriguez e poi si è fondamentalmente fermato lì (con la correzione in extremis di Scola, che però avrebbe dovuto avere un altro tipo di utilizzo)… quest’anno pare che abbia decisamente cambiato strada. Non ci sarà più la scusa der progggetto triennale…

    ps: sì, coppa italia pessima

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  18. Quoto in buona parte l’intervento di Ricca, mi sembra un’analisi lucida.

    Possiamo dire che l’allenatore non è stato troppo aiutato dal Presidente..

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  19. Calathes vicinissimo al barsa, supergiocatore non ancora esattamente bollito.

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    1. appena finisce la telenovela Zele-Fener ci sará un effetto domino su tutto il mercato europeo.

      Wait and see.

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  20. Banchero intanto diventa cittadino italiano a tutti gli effetti.

    Avremo finalmente un lungo degno di questo nome?

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  21. Pesaro si ripresenta in serie A con la coppia Proli-Repesa.
    Maglie biancorosse… ho come un dejá vu

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