La statua di Montanelli

La statua di Indro Montanelli che scrive con la Lettera 22, che dal 2006 si vede nei giardini pubblici di via Palestro, a Milano, è stata sabato sera imbrattata di vernice rossa e nera da un collettivo di studenti. La motivazione, visto che la statua è lì da 14 anni, Montanelli è morto nel 2001 e la vicenda della moglie-bambina eritrea è nota da mezzo secolo, era chiaramente quella di sentirsi internazionali, una specie di Black Lives Matter per sfigati.

Subito è partita la sfida fra i sostenitori della sacralità della figura di Montanelli e quelli della riscrittura della storia in base alle sensibilità del presente, con il primo partito quasi dominante ed anche politicamente trasversale, visto che il conservatore Montanelli aveva iniziato a raccogliere simpatie fuori dal suo mondo quando le Brigate Rosse lo avevano gambizzato (nel 1977, proprio vicino a dove c’è la statua) e poi era diventato un idolo grazie ad un antiberlusconismo senile.

Per noi è facilissimo essere contro gli imbrattatori fuori corso e dalla parte di Montanelli: in casa nostra si leggeva il Giornale (oltre al Corriere della Sera, che molti milanesi comprano per abitudine anche quando è fatto da schifo) fin dal 1974, da bambini ci siamo appassionati alla sua enciclopedia I Grandi Fatti (potremmo citare quasi a memoria il fascicolo sulle Fosse di Katyn) e da ragazzi abbiamo letto avidamente la sua divulgativa, per noi un pregio, storia d’Italia scritta con Roberto Gervaso prima e Mario Cervi poi. Ultimi ma non ultimi i 14 mesi di lavoro alla Voce, fra i più belli della nostra vita.

Proprio per questo pensiamo che Montanelli avrebbe apprezzato anche la stupidità iconoclasta del collettivo studentesco, perché lui per primo credeva in una storia non statica ma rielaborata da chi la racconta. Se il sesso con una bambina di 12 anni poteva turbare poco chi era cresciuto con il mito del colonialismo (ma Montanelli era italiano e 12 anni erano inaccettabili anche per la mentalità italiana dell’epoca, come è chiaro dal codice Rocco), negli anni Settanta quando lui raccontò la vicenda e ancora di più oggi questa cosa fa rabbrividire.

Proprio Montanelli ha spiegato alle élite e al popolo che la storia non è accumulo di nozioni per studiosi o un elenco demenziale di battaglie per studenti, ma una materia viva: oltretutto spesso scritta dai vincitori, i cui servi sciocchi (di solito studenti) danno dei ‘negazionisti’ a chi mette in dubbio presunte verità che poi non sono altro che punti di vista, senza scomodare Rashomon.

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13 commenti

  1. Mi chiedo appunto: perché negli anni ’70 nessuno tra i suoi molteplici nemici politici (alcuni dei quali infiorati senza sosta proprio dagli odierni imbrattatori) pensò di utilizzare questa storia per danneggiare Montanelli? Evidentemente neanche allora era un rigore a porta vuota come lo è oggi.

    Me lo sono chiesto quando ho letto un noto starlettino di Facebook (un gradasso tremendo sul web, ma che dà l’idea di essere incapace di sostenere una conversazione di 30 secondi senza ricorrere a Wikipedia) non capacitarsi del fatto che nel 1972, anno della famosa intervista, non fosse sceso l’oblio su Montanelli.

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  2. Oggi uno stupro e un atto di pedofilia, con lo spirito del tempo, un atto quasi normale. Credo che scavando abbastanza in fondo, troveremmo magagne e scheletri nell’armadio per chiunque e qualunque statua. Quindi, derubricherei lo sfregio a cretinata di qualche figlio di papa’ in cerca di soddisfazioni al di la’ della paghetta.

    Il gesto rimane disgustoso, una macchia nella sua carriera di essere umano e pure scemo a vantarsene nel 1972, ma non per questo bisogna prendersela con la statua.

    Entrando nel merito, la poverina era (come tutte le altre) stata infibulata, che ai tempi apparentemente era paragonabile a mettere il fiocco su un regalo. Un orrore molto peggiore dell’acquisto della 12enne da parte di Indro nostro.

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  3. Purtroppo la race, milieu e moment incidono su tutti ed anche su menti eccelse come quella di Montanelli che probabilmente ritenendosi ancora in buona fede di vantava di questa cosa (applicando quindi dei parametri che lui riteneva ancora validi).

    Possiamo considerare questa una cosa schifosa? Si, dobbiamo farlo coi parametri attuali con la finalità di far sì che vengano evitati adesso , nel nostro tempo questo tipo di comportamenti.
    Dobbiamo mandare tutto Montanelli al macero per questo episodio? Ovviamente no. Perché è sempre sbagliato rendere retroattivi i nostri parametri morali (soprattutto perché questa azione ci fa vivere nell’errata convinzione che noi essendo moderni e civili non potremmo mai cadere in errore rispetto a chi ci ha preceduto).

    Infine perché da quello che sto vedendo e dalla deriva che sta prendendo il recepimento in Europa delle questioni relative al Black lives matter si vuole giustificare una specie di Terrore culturale che ha come finalità lo sdoganamento Ulteriore dell’ignoranza (che diventa ancora più pericolosa perchè ammantata dalle confortevoli e rassicuranti pieghe del politically correct quindi da un motto che suonerebbe tipo “non mi informo e non me ne frega niente perché era un criminale/pedofilo/assassino etc etc).

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    1. Che poi la statua e’ intitolata al giornalista e non all’uomo, e il giornalista ha dato molto alla storia del Paese.

      Distinzione accademica.

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  4. se abbiamo una Via (o Piazza…) Cadorna, allora possiamo intitolare una via anche a Jeffrey Dahmer

    ps: se vogliamo rompere il katzo per Montanelli allora procediamo pure con i Pasolini, con i Feltrinelli, con Che Guevara…

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    1. ..E vado oltre, a Milano c’è una piazza nemmeno tanto piccola dedicata al generale Antonio Cantore, boia per boia mi domando perchè no a Reinhard Heydrich…..

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    2. https://www.google.com/search?q=via+leopoldo+del+belgio&oq=via+leopoldo+del+belgio&aqs=chrome..69i57.6189j0j7&sourceid=chrome&ie=UTF-8

      E di questa che ne parliamo?

      Se Leopoldo del Belgio ha una via, allora perche non c’e’ Via Adolf Hitler?

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  5. mi segnalano questo passaggio della vita del Profeta:

    “Maometto si sposò con ʿĀʾisha che aveva 6 anni e giocava con le bambole. per fare sesso Maometto – che era una brava persona – attese che di anni ne compisse 9 o 10”

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    1. Ma non poteva incularsi un bel cammello invece? Prima di mangiarsi una deliziosa lucertola cotta su una brace alimentata a sterco… 😀

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      1. la versione araba dei pastori sardi?

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        1. Almeno loro mangiano bene

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  6. Se “lui per primo credeva in una storia non statica ma rielaborata da chi la racconta” e “materia viva” perché mai non rielaborare la sua propria lui per primo?
    Quanto alla posa delle statue andrebbe regolamentata come l’intestazione per le strade (10 anni) che già così fanno discutere abbastanza

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