Il voucher di Paul McCartney e i barboni del calcio

Fra Paul McCartney e il governo Conte viene istintivo a tutti noi schierarsi dalla parte del musicista che era l’anima dei Beatles, insieme al meno dotato, ma più funzionale ai giornalisti, John Lennon. La storia è nota: il decreto Cura Italia e quello Rilancio hanno di fatto concesso agli organizzatori di concerti (e non solo a loro) la possibilità di non rimborsare il pubblico per eventi saltati per il Covid-19 ma di emettere un voucher per eventi futuri da utilizzare entro 18 mesi.

Fra i mille concerti sono saltati anche i due di McCartney (o di quello che dal 1966 è il suo sosia) a Napoli (10 giugno) e Lucca (13), ma siccome nel 2021 l’ormai settantottenne mito non verrà in Italia il voucher emesso dagli organizzatori D’Alessandro & Galli (valore da 80 a 220 euro, a seconda del biglietto non utilizzato) varrà per altri loro concerti: ce ne sono di interessanti, da Lenny Kravitz a Eric Clapton, ma tante cose sono in teoria interessanti e non per questo paghiamo per vederle. Scelta che ha fatto infuriare l’artista, che su Facebook l’ha definito ‘un insulto per i fan’ visto che nel resto d’Europa l’annullamento ha portato al rimborso.

Insomma, gli italiani che hanno tirato fuori i soldi per concerti che non vedranno nel 2020 hanno nella sostanza finanziato gli organizzatori, indennizzandoli per i dubbi causati dalla pandemia e dai successivi divieti. Discorso che vale anche in caso di concerti dello stesso artista recuperabili in qualche modo nel 2021.

E con il calcio cosa accadrà, visto che si giocherà a porte chiuse? I club rimborserebbero gli abbonati, pro quota, gli darebbero un voucher alla Paul McCartney oppure niente? Su Altroconsumo abbiamo letto che le clausole scritte in caratteri microscopici dei contratti di abbonamento fanno sì che ben 9 club possano in punta di diritto fregarsene delle richieste degli abbonati rimasti senza partite. Sono Juventus, Inter, Milan, Roma, Lazio, Atalanta, Udinese, Cagliari e Genoa (secondo altre fonti anche Spal e Sampdoria): è loro facoltà, se non interverranno provvedimenti nuovi, non dare nemmeno il voucher. Clausole ai confini della legalità che consentirebbero di fare i barboni proprio con i propri tifosi più fedeli (Più sei buono e più ti tirano le pietre). Mentre stiamo scrivendo queste righe pare che ancora nessun abbonamento sia stato rimborsato per la quota non utilizzata e la stessa strada del voucher è difficile, visto che si giocherà a porte chiuse o con capienza ridotta per chissà quanto tempo.

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4 commenti

  1. Si ma tanto a Napoli il biglietto non lo avevano pagato comunque.
    (Si scherza eh)

    Se non rimborseranno si confermeranno due cose:
    – che siamo una nazione di miserabili in cui la gente comune subisce e basta.
    – che a questo punto diviene legittimo il pezzetto e la pirateria più spinta. E che cazzo.

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  2. Provano a non rimborsarmi o obbligarmi ad andare 1 ogni 5 posti (così non posso andare col mio socio che è seduto vicino a me), divento rivenditore di pezzotto. Mi faccio arrestare piuttosto.

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  3. Ampliando l’orizzonte del cialtronismo, Alitalia che mi offre unilateralmente solo e soltanto voucher a indennizzo di un carnet di 20 biglietti prepagato (si chiama Travelpass adesso), senza possibilità perlomeno di modificare la tratta e soprattutto con un controvalore in euro ben definito. Nel mentre il prezzo dei biglietti sulla stessa rotta (London City-Milano Linate giusto per dare un riferimento) è andato alle stelle, ergo, per ogni volo devo abbondantemente conguagliare il prezzo del biglietto, senza poter utilizzare soluzioni alternative più economiche per non perdere tutto.
    Ah, per la cronaca, l’Unione Europea ovviamente proibisce tale comportamento alle compagnie aeree, ma Alitalia non lo sa e lo fa ugualmente (simil cit.).
    Eeeh, però la compagnia di bandiera ci vuole….

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  4. esperienza personale: due concerti acquistati e abbonamento in corso olimpia milano.

    un concerto annullato (fra l’altro quasi subito, a febbraio) e immediato annuncio del rimborso entro due settimane. forse il promoter si è pentito, perché ad oggi non ho visto ancora nulla e quasi sicuramente virerà sul voucher. per me, acquirente abituale di esibizioni dal vivo, problema ridotto al minimo, anche se avrei preferito più opzioni, magari favorendo il voucher (anche solo non defalcandolo dei fantomatici oneri amministrativi)

    l’altro invece, con le dovute proporzioni, rientrerebbe potenzialmente nella tipologia del baronetto (de gregori al vittoriale), ossia di un concerto che intercetta anche un pubblico generalista. presi quattro biglietti, coinvolgendo, vista location e artista, anche i genitori. qui i biglietti restano validi, senza scelta alternativa, per lo show nell’estate 2021 (giuro che sul sito dell’organizzazione uno ha chiesto se resta invariato l’orario di apertura dei cancelli!). senza entrare in contesti pessimistici i genitori sono anziani…

    olimpia armani invece ha già generato il voucher, fra l’altro ad un buon 30% del valore dell’abbonamento. è vero che in prospettiva, valendo per tutte le gare di play-off, il valore potenzialmente residuo era di molte più partite delle 5 partite ufficialmente mancanti, però al solito da quelle parti si sono distinti per tempestività e trasparenza.

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