Portare i soldi in Svizzera

Portare i soldi in Svizzera è per gli italiani tornato di moda. Il Sole 24 Ore segnala che sono sempre di più gli italiani, soprattutto della classe media, ad informarsi sulle modalità per aprire un conto corrente a Lugano e dintorni. Situazione che non si presta a sfumature: per un italiano che lavora in Svizzera avere un conto corrente svizzero è obbligatorio, per un italiano che non lavora in Svizzera ma ha comunque tracciabile la provenienza dei soldi l’operazione è legale. Insomma, avere un conto corrente in Svizzera nel 2020 è semplice e legale. Magari non conveniente, ma legale sì.

La vera novità è che chi sogna di portare i propri soldi in Svizzera non è oggi il classico evasore fiscale, ma una persona che ha soldi tracciabili e puliti e che semplicemente ha paura di lasciarli su un conto corrente italiano in attesa di una patrimoniale che l’aritmetica (e secondo noi anche la troppa prudenza negli investimenti, che crea giacenze monstre) rende inevitabile. L’agnello prudente si tiene lontano dal macello, insomma. Ma come si fa a portare i propri soldi in Svizzera? Chiediamo per un amico della classe media, non per il maggior azionista di una holding, quello è già in Lussemburgo o nella frugale Olanda. Il professionista intervistato dal Sole 24 Ore non lo spiega, noi riferiamo solo ciò che si dice a Brogeda e dintorni.

Per aprire un conto corrente in Svizzera la documentazione richiesta è minima, in questo senso Como vale Lugano. Portare i soldi in contanti (per passare la dogana il massimo è 10.000 euro a persona alla volta) o fare un bonifico dal proprio conto corrente italiano è la stessa cosa, perché nel Modello Unico vanno dichiarati i capitali posseduti all’estero, nel quadro RW, e quindi chi è nella legalità ed intende rimanerci non vede differenza fra contanti e bonifico. Ci dicono che le commissioni e le spese delle varie UBS, Credit Suisse, Commerciale, Arner, eccetera, siano leggermente più alte delle omologhe italiane, ma non crediamo che il problema sia questo (ora che ci pensiamo, però, ogni bonifico dalla Svizzera ci succhia 14 euro).

Chi non è nella legalità o magari non può dimostrare la provenienza dei contanti (per averli trovati sotto il materasso della nonna appena morta, o con l’over del Salisburgo) può avere la tentazione di portarli in Svizzera e di non dichiarare l’esistenza del conto, è una strategia che ci può stare a patto di non entrare mai nel mirino della Finanza. La realtà dice che i piccoli hanno poco da temere, ma non si sa mai.

La soluzione più scontata e antica è quella della società fiduciaria da costituire in Svizzera, a cui si conferiscono beni immobili (raramente) e attività finanziarie (quasi sempre). Il Canton Ticino, visto che stiamo parlando di classe media italiana, è pieno di consulenti in questo ramo ed il meccanismo di schermo è abbastanza semplice. Certo se siete trafficanti di droga possono venirvi a prendere, ma con l’evasione normale è più difficile (semmai è difficile stare attenti dal lato delle spese). Per gente di altra cilindrata la soluzione perfetta è invece il trust.

Consiglio non richiesto di Indiscreto: se i vostri soldi sono tracciabili (quindi se li trasferite con bonifici) qualsiasi sforzo per nasconderli al famelico combo 5 Stelle-PD sarà vano. Certo non potranno aggredire il patrimonio dell’eventuale trust, ma potranno sempre mettere un’imposta maggiorata, stiamo semplificando, su ciò che di vostro rimane in Italia (però se non rimanesse niente…). Se invece non sono tracciabili allora si può giocare un altro campionato, avendo problemi solo sul lato delle spese. Non regali i soldi ai finti forestali, ma poi di fatto li puoi spendere solo in ristoranti, coca e mignotte: non male, a pensarci bene.

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12 commenti

  1. La Svizzera comunica al fisco italiano (tramite CRS) i dati dei suoi conti correnti detenuti da persone residenti in Italia dal 2018, col primo messaggio inviato nel 2019, quindi i soldi contanti non metteteli in Svizzera, ma nel caso trasformateli in Bitcoin pagando i bitcoin col cash, ritrasfromateli in cash e poi metteteli su Transferwise o su Revolut ( che ha anche le crypto interne ).
    Anche la società fiduciaria in Svizzera è un problema, con la legge italiana sulle CFC una qualsiasi azienda da voi controllata viene considerata italiana se voi risiedete in Italia e la società ha solo rendite passive, tipo le rendite finanziarie, o tipo i dividendi di un’altra azienda da voi controllata. E il modo in cui vengono a scoprire che voi siete il beneficiario è tramite il conto corrente, la lotta all’evasione nei paradisi fiscali è diventata una lotta al segreto bancario, che viene condotta con buon successo da quando quasi tutto il mondo ha implementato il CRS ( l’unica eccezione rilevante sono gli USA ).
    Tutti i broker internazionali online comunicano i vostri dati alla tax authority italiana, a meno che non riuscite a diventare clienti della filiale USA, che non comunica.
    Ci sono delle soluzioni ovviamente, ma ovviamente dipende tutto caso per caso. Poi ovviamente non vi vengono a prendere per 50k messi in svizzera, ci sono prede più facili, tipo Vucinic, ma gli anni 80-90 sono finiti da un po’.

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    1. In Svizzera esistono ancora i conti numerati (o cifrati che di si voglia), nel 2020 senza un vero perché… forse una citazione degli anni Ottanta…. Secondo me se non hai la testa e i soldi per costituire un trust è meglio lasciar perdere e attendere serenamente che Gualtieri ti metta le mani in tasca… se proprio vuoi aprire un conto lì, per spese o per un piccola riserva di sicurezza, più delle banche consiglio Post Finance (le poste svizzere) e la relativamente poco conosciuta Banca Migros…

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      1. 2-3 anni fa c’è stata una fuga dei frontalieri da PostFinance (verso Raiffeisen ed Ubs) per gli aumentati costi di gestione (se mi ricordo bene).
        Il padre di un mio amico aveva il conto cifrato in Svizzera (primi anni ’90, e sia per professione che per genealogia non ci teneva su bruscolini) poi è morto all’improvviso e i familiari si stanno ancora mangiando le mani..

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        1. Parlando di pochi soldi, oltre all’IVAFE è da tenere in considerazione il fatto che in Svizzera le spese (o l’assenza di spese, in certi casi) sono collegate a una giacenza minima…

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          1. Però conto cifrato o non cifrato, le banche svizzere per legge nazionale, devono comunicare a fine anno alla tax authority italiane l’esistenza e l’importo del conto, e il suo beneficiario. Ci sono dei modi per aggirare la questione a livello di società, ma a livello personale non si può aggirare la situazione, a meno che la banca non mandi i messaggi, che però è illegale.

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  2. L’over del Salisburgo non è già tassato alla fonte?
    Parlo di siti aams, preciso 🙂

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  3. il SEO di questo articolo dovrebbe portare ad un’impennata dei contatti 😀

    (mancava giusto un how to)

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  4. Fondamentalmente è fare in modo di non essere in balia di un qualunque parassita pubblico italiano che ti può azzerare/bloccare il conto dall’oggi al domani.
    Dall’Italia mi possono fregare qualche soldo con la patrimoniale, ma dubito che mi possano arraffare/bloccare tutto il malloppo. Ne andrebbe della reputazione del sistema svizzero permetterlo.

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  5. Ancora lo spauracchio del prelievo dai conti corrente come ce la menano da 10 anni con la sinistra cattiva.Io per esempio ho lo spauracchio della Sanità privata e dell’eccellenza lombarda.

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  6. questo è il classico discorso “è elusione non evasione”, giusto? perchè pare che il problema in italia siano solo i forestali calabrei o cameniello o’finto zoppo.
    tengo a sottolineare che sono favorevole a queste pratiche, se uno riesce a non pagare le tasse fa benissimo, ma allo stesso tempo taccio su altri argomenti visto che i risultati sul sistema statale sono gli stessi. e quando succedono catastrofi come il Covid il sistema mostra la corda.

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  7. Bocchini
    Si narra di fiumi di migranti sanitari che volevano farsi ricoverare all’ospedale di colorno bloccati sul ponte di casalmaggiore
    Confermi?

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  8. “per un italiano che lavora in Svizzera avere un conto corrente svizzero è obbligatorio” per un frontaliere nemmeno quello. l’azienda dove lavoravo prima mi pagava su Fineco CHF

    “puoi spendere solo in ristoranti, coca e mignotte” e gli altri sperperarli

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