L’Ikea di Corsico

L’Ikea di Corsico è andata su qualche prima pagina per la folle coda di ieri, primo giorno dopo due mesi e mezzi di chiusura obbligata, come se tutta la periferia Ovest di Milano e i paesi limitrofi avessero sentito in questo ultimo periodo nostalgia soprattutto della cassettiera Kullen, dello sgabello Kyrre e delle patatine Festligt (una volta per sbaglio le abbiamo prese aromatizzate all’alce).

In realtà i visitatori non sono stati molti di più rispetto a quelli di un giorno medio di ‘prima’, è solo che le norme su distanziamento e ingressi scaglionati hanno costretto la maggior parte di loro a una coda indegna. Bypassando il gramellinismo del genere ‘Signora mia che tempi’, come se tutti passassimo il pomeriggio a tradurre i Quaderni Neri di Heidegger, ci piace parlare di un mondo che conosciamo anche se non siamo grandi fan dell’Ikea, se non per i complementi d’arredo, e per i mobili veri continuiamo a preferire il mobiliere brianzolo. Che esiste ancora e di recente lo abbiamo anche omaggiato, esaltandoci per l’attività passata da padre in figlio.

Ecco, cosa spinge tante persone ad andare all’Ikea? Cioè a farsi spesso una discreta coda in auto sulla Vigevanese e subire un percorso interno che stancherebbe anche Schwazer pur dovendo comprare soltanto una brugola? Prima di tutto la casa, nel senso che la spesa per la casa viene sempre ritenuta nobile e dopo due mesi di reclusione in tanti si sono resi conto dell’orrore in cui vivono. In fondo basta un portaombrelli da pochi euro o un bidone della spazzatura colorato a rendere la quotidianità meno triste.

Il secondo elemento che ha fatto la fortuna dell’Ikea è che come brand sia diventata sinonimo di risparmio anche se chiunque abbia girato un minimo sa che si possono trovare cucine, salotti e camere da letto anche a molto meno: certo molti di noi non riescono ad andare a dormire senza il comodino di Rimadesio e non riescono a sedersi su un divano che non sia di Minotti, ma stiamo facendo un discorso generale. Il terzo fattore che ha reso accettabile la coda per quei 3.000 è che a volte qualsiasi meta sembra interessante se l’alternativa è rimanere in casa con un marito che guarda la Bundesliga, una moglie che si lamenta, un figlio che nel giorno giusto potrebbe diventare Pietro Maso.

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22 commenti

  1. Io dico che bisogna essere deficienti fare la fila per andare all’ikea il primo giorno di liberta

    Avete rotto il cazzo 2 mesi perche vi han detto di stare in casa per non finire intubati e la prima cosa che fate e mettervi in fila per l’ikea (o il decathlon o qualunque altro grande magazzino)?

    Dovevano murarvi in casa…

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    1. ma davvero, quelli che al primo giorno di libertá si mettono in coda all’Ikea sono pazzi :O

      quasi peggio di quelli che si vedono la Bundeliga a porte chiuse (che peró almeno fanno male solo a se stessi).

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  2. mah.. ho letto la notizia sul corriere.
    gente è rincoglionita

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  3. Non vi siete ancora accorti del livello infimo di “intelligenza” (in senso lato, ma anche meno) a cui gli italiani sono arrivati? I dati sull’analfabetismo funzionale dei nostri compatrioti non vi hanno mai allarmato? Ormai non mi stupisce più niente di quello che succede alle masse, lobotomizzate da decenni di bombardamento mediatico che a confonto le bombe di Hiroshima e Nagasaki erano caramelle per l’alito pesante.

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  4. L’unica possibilità che concedo loro è che abbiano distrutto la casa nel periodo di quarantena e che debbano riacquistare sgabelli, lampade o portaombrelli che hanno fracassato sulla schiena di mogli o mariti

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  5. Sono stato stamattina a quello di Afragola e sono entrato subito, senza fila. Affluenza media come sarebbe stata in tempi normali.
    (Ho accompagnato mio padre a prendere un ombrellone da terrazzo per una pranzo domenica prossima)

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    1. Eh ma tu non conosci l’Ikea di Corsico, è praticamente la Mecca degli Ikea con migliaia di pellegrini che accorrono da tutto il mondo ikeanista.
      Ricordo ancora quando scoprii con sgomento che un mio carissimo amico di Biella, a cui rinfacciavo di non essermi mai venuto a trovare a Milano in 20 anni per una pedalata al Vigorelli o una serata sui Navigli, veniva una volta al mese all’Ikea di Corsico (un’ora e mezza di autostrada all’andata ed un’ora e mezza di autostrada al ritorno) di sabato (DI SABATO!!!).
      Servi della gleba testa alta… (cit.)

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  6. L’Ikea è l’Inferno, poi come ogni giungla bisogna imparare a sopravvivere (non sono Schwazer ma sono un ciclista urbano, col tempo ho imparato a non seguire il percorso obbligato e tagliare per arrivare con scorciatoie dove voglio, giusto per non essere processato per uxoricidio…).
    Sul mobilio lasciamo perdere, il popolino deve risparmiare ed è meglio lo faccia con produzioni ecosostenibili, meglio gli accessori posto che ritengo impossibile farsi casa all’Ikea al netto del nervoso per certe svedesate (a giudicare dalle dimensioni delle federe, e quindi dei cuscini, gli svedesi dormono senza mai girare la testa…).
    Ma dicevamo?! Ah si, chi al primo giorno utile è andato a consumarsi in fila all’Ikea non è meno tossicodipendente di chi ha fatto la coda al McDrive per mangiare merda (ma tutta quella gente che aveva riscoperto il piacere di farsi il pane in casa?!) o della Volkswagen che tra un’emissione truccata e l’altra se ne esce con una campagna che pubblicizza il piacere di milioni di minchioni nel buttare via tempo utile della propria vita (inutile, in questo caso) nel cercare parcheggio.
    Ma ognuno di noi ha i propri hobby discutibili per gli altri (io sto comprando sneakers su vendite giudiziarie online e non vedo l’ora che riaprano i normali mercati di fossili che me ne serve uno per terminare la parete del bagno…), quindi chi siamo noi per dare giudizi?!…

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    1. Ma i fossili li usi al posto della carta igienica?

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      1. Ti perdono perché capisco che, parlando di popolino, quando si alza l’asticella siano in pochi a star dietro a Bubka.
        Figuriamoci poi chi ha avuto le scuole lontane… 😉

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  7. l’unica cosa buona prodotta dall’IKEA

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  8. All’Ikea di Corsico ci sono stato, l’ultima volta, nel dicembre scorso per prendere due portacandela da regalare di cui sapevo codice e tutto
    Pensavo fosse una roba tipo andare a comprare il pane, 10 minuti e via
    Un’ora e mezza, però comprensiva di fila alla cassa…e sticazzi

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  9. Voi dove siete andati? Io sono andato a comprare la frutta al mercato con mia moglie 🙂
    Meglio l’Ikea dei musei con 500 “madonna col bambino” o uno stadio dove si gioca un partita farsa col risultato legittimato.

    Case piene di mobili in legno assolutamente invivibili. Meno mobili e oggettistica ci sono in casa meglio si vive.

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  10. Comunque mi attacco al discorso mobili. Pazzesche le condizioni in cui vive la gente. Vedo case in vendita con foto di stanze piene di immondizia (cornici con foto di parenti morti da 50 anni, mobiloni in legno che prendono meta’ dello spazio di un stanza, piatti/piattini/vassoi).

    E sparano ancora prezzi pre-2008 per schifezze costruite negli anni 70.

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  11. Transu, non sono assolutamente d’accordo col discorso sui musei (ok la palla delle Madonne col bambino ma c’è tanto altro) che mi pare un ragionamento da Belisario (adesso però non querelarmi, era un esempio…) che dissacra i miei fossili paragonandoli alla carta igienica (apprezziamo però la sua abilità nel pulirsi il culo con un oggetto rigido di qualche decimetro quadrato…) e sfotte Boban perchè sa distinguere un Cezanne da un Van Gogh (irritantissimo, va detto…).
    D’accordissimo invece sull’arredamento, io vengo considerato snob (cosa che sono, per carità, non posso negarlo…) perchè ho una casa in stile minimal-chic e che per coerenza vede l’assoluto divieto di orpelli portapolvere e soprammobili trash, motivo per cui ho dovuto farmi parecchie antipatie tra parenti e conoscenti facendo uno di quei discorsi che ti fanno passare automaticamente per antipatico (traduzione: il cuscino paraspifferi con su gli orsacchiotti, la gondola veneziana di plastica e l’appendichiavi a forma di bicicletta verranno sottoposti ad un severissimo esame. Se lo passano finsicono in cantina, altirmenti direttamente nella spazzatura…).
    Però almeno ho una casa come piace a me (anche se poi mi dicono che è tanto vuota e ordinata da sembrare finta, come quelle che preparano per i servizi fotografici per le riviste di arredamento…), dove vale la regola del calcio: stabilisci le linee oltr ele quali è fallo laterale e la fantasia ce la mette poi il numero 10. Altrimenti non è libertà e fantasia ma solo caos e anarchia… 😛

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  12. Boh…. ma farsi mandare a casa o ordinare e prelevare il pacco pare brutto?? Che informazioni non hai on Line su Ikea.com che ti obbligano ad andare di persona?
    Per inciso fato proprio ieri, ordinato domenica e ritirato ieri ad Haarlem…totale tra parcheggio prelievo pacco e via 7 minuti netti…

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    1. A me una volta non mi consegnarono il materasso IKEA perche era 4 kg piu’ pesante del massimo consentito 😀

      Maledetti! Me lo mollarono nel corridoio

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  13. Il motivo per cui compro all’Ikea è lo stesso motivo per cui compro su amazon, i tempi di consegna.
    L’ultima volta che dovevo comprare un divano ho provato ad andare da poltrone e sofà, avevo anche trovato un divano che mi piaceva, mi aspettavo me lo consegnassero in settimana. Quando ho sentito le parole “due mesi”, mi sono rassegnato e due giorni dopo avevo il mio divano ikea consegnato al piano.

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    1. Ti è andata bene, i divani di poltrone e sofà sono il peggio.

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  14. Comunico che Dandy e`gia` stato arrestato e condannato per la referenza a Belisario. La pena e`sei mesi da inviato per le Auto della Settimana.

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    1. Ho diritto ad una telefonata al mio avvocato!

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  15. A me sembra stupido l’articolo. Chi lo ha scritto sa benissimo che non siamo in un periodo “normale” e lo dice chiaramente ma poi fa un paragone con l’ikea che fu affermando che non era poi cosi diverso da un giorno medio pre virus, ma non siamo piu in quel periodo e l’unico articolo decente, visto che ne va della salute di tutti, era un articolo che non solo biasimasse il comportamento scellerato della gente e di ikea, ma che soprattutto criticasse la regione Lombardia che gli ha concesso di farlo. La regione che si e’ dimostrata sicuramente la peggiore nella lotta al virus.

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