In ogni senso Eros Ramazzotti

Il 10 aprile 1990 usciva In ogni senso, album dalle vendite milionarie di Eros Ramazzotti che gli fece fare un ulteriore salto di qualità internazionale dopo essere già entrato nelle classifiche di mezzo mondo con i lavori precedenti. Ne parliamo con un mese di ritardo, partendo da quello che fu il singolo trainante, intitolato Se bastasse una canzone, che ricordiamo all’epoca commentato bene anche da chi Ramazzotti lo vedeva come fumo negli occhi. In primis quelli che affermavano (e affermano): “La musica italiana non ci piace”, senza dare giustificazioni.

Detto che tale affermazione non vuol dire nulla se supportata solo dai luoghi comuni e da un’esterofilia da sudditi, Se bastasse una canzone si presentava come un lento arricchito da cori gospel, per un video che vedeva l’allora ventisettenne nato ai bordi di periferia inserito in un contesto di pescatori. Un brano che abbandonava, dal lato testuale, le tematiche tra il sentimentale e generazionale al centro degli album precedenti.

Ramazzotti, all’epoca ancora affiancato sul fronte autorale da Adelio Cogliati e Piero Cassano, aveva già fatto capire di voler crescere con la lunga suite di Musica è del 1988, arrivata dopo la conquista del pubblico europeo con la formula della bella canzone pop italiana, quella che piace per la melodia e per la lingua che suona bene anche se non capita. Ecco che con In ogni senso, e la versione spagnola En todos los sentidos, sferrò un altro colpo artistico decisivo in Europa e Sud America.

Il video di Se bastasse una canzone/Si bastasen un par de canciones era in continua rotazione sui canali musicali. Le radio martellavano i brani dell’album, compreso il poderoso duetto Amarti è l’immenso per me con Antonella Bucci. Ed Eros Ramazzotti si affermò quindi definitivamente come un fenomeno capace di riempire le arene non di emigrati italiani ma di un pubblico delle varie latitudini (leggere i commenti odierni ai suoi video), tutti quanti a seguire la sua caratteristica intonazione.

Un successo, quello di Eros Ramazzotti, durato ancora a lungo, a partire da Tutte storie del 1993 e i successivi innumerevoli best seller, arrivando fino ad oggi quando tutti hanno la necessità di reinventarsi in ogni senso per tenere testa a mezzi e gusti cambiati di un pubblico dalla fruizione sempre più rapida. Nel contempo, mentre ogni sua uscita raccoglie comunque sempre attenzione, vale la pena riportare indietro il braccio del giradischi fino a trent’anni fa. Altra epoca, altra età. Per tutti.

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4 commenti

  1. L’ultimo grande album di Eros, che poi in quelli successivi è stato un po’ l’emblema della discografia italiana deteriore (una grande hit, una canzone media, poi riempitivi), quella che fa amare all’istante Deezer e Spotify… Gli ultimi dieci anni, diciamo da Ali e radici in poi, totalmente inascoltabili e lui fuori fuoco come personaggio… questo non toglie che abbia avuto almeno 15 anni di assoluta grandezza creativa, mentre altri meglio messi con la critica ed il pubblico bo-bo non sono arrivati a 15 minuti….

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  2. Ramazzotti avrebbe dovuto fare coming out, sarebbe stato ricordato per sempre come “precursore”, ma ha preferito lasciare il ruolo a Tiziano Ferro.
    Ognuno ha le sue sensibilità e forse è stato giusto così.

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  3. questa ti è venuta nel delirio che precede il sonno dopo aver fumato?

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  4. voce iconica, istintivamente lo associo alla pubblicità del Rinazina spray nasale

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