Il padre di Michael Jordan

Arrivati all’ottava puntata di The Last Dance non possiamo che confermare il giudizio su tutta l’operazione di Netflix: bellissime immagini, e quelle di Michael Jordan steso nello spogliatoio dopo l’anello del 1996 sono sempre da brivido, ma un racconto banale e in certi punti offensivo per l’intelligenza di un pubblico che in gran parte sa tutto di quei Bulls. La parte sul padre di Jordan però ci è piaciuta, perché in controtendenza con una certa narrazione NBA.

Prima di tutto perché James Jordan esisteva, nella vita di Michael c’è sempre stato e gli ha impartito una solida educazione piccolo borghese. Jordan non ha vissuto un’infanzia fra pallottole e spacciatori (anzi, la famiglia lasciò Brooklyn per tornare in North Carolina proprio per questo motivo) e la cosa si vede, il suo spirito competitivo nasce da altro ed è per questo o che non è mai diminuito con i soldi e la fama.

In secondo luogo James Jordan era un vero appassionato di sport, soprattutto di baseball, non il classico sfruttatore della fama del figlio (o del figliastro, altro grande classico NBA): per MJ la pallacanestro non è mai stata soltanto un mezzo per erigere un monumento a se stesso, ma qualcosa da rispettare. Ed è per questo che fra le grandi stelle di questo sport Jordan è stato forse la più temuta dai compagni.

The Last Dance derubrica a fake news i collegamenti fra l’omicidio di James Jordan, nel 1993, le voci (fondatissime) sulla dedizione del figlio alle scommesse e il ritiro del campione forse dovuto a pressioni della NBA, per una sorta di quarantena etica (c’è anche una vecchia testimonianza di Stern, che nega senza troppa convinzione questo scenario). Ma si sono fatti collegamenti, anche nel giornalismo statunitense, per molto meno. Di sicuro nella romantica avventura di Jordan nel baseball ci furono tanti elementi, non ultimo un amore per il padre che è una rarità anche in figli normali.

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46 commenti

  1. “Di sicuro nella romantica avventura di Jordan nel baseball ci furono tanti elementi, non ultimo un amore per il padre che è una rarità anche in figli normali.”

    Se lo ha fatto veramente per il papà è un ulteriore elemento di grandezza che lo distanzia ancor più sideralmente da tutti gli altri. E poi fece un piacere immenso ad hakeem ed i suoi amici che altrimenti le avrebbero buscate per due anni di seguito alle finals.

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  2. A me invece The last dance piace sempre di più. Piani temporali alternati benissimo, dietro le quinte, jordanismo ma non troppo. Per me imperdibile.

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  3. io a Stern che “consiglia” Michael di fermarsi per due anni non ci crederò mai

    per carità, i ragionamenti dei “complottisti” (uso per facilità questo termine, ci siamo capiti) sono anche validi, ma Stern che ferma la sua Gallina dalle Uova D’Oro (oggi diremmo gallina dalle uova di Ittirio) per due anni rischiando di non vederlo tornare in campo nemmeno alla fine del ban non ci crederò mai. Troppi soldi in ballo, troppo interesse, troppa “necessità” di avere Jordan come personaggio di punta per proporre una NBA neo-globalizzata.

    se il Commissioner fosse stato VINCE OUTSWORD allora anche non solo ci avrei creduto, ma ci avrei giurato

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  4. Il discorso su Hakeem mi fa venire una domanda per i seguitori
    Ma nelle finali di conference o in quelle per l’anello quanti avversari hanno cambiato?
    C’è stato qlk che hanno affrontato due volte In tali contesti ?

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    1. Utah due volte.

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    2. basta wikipediare:
      1991:
      Chicago 3, New York 0
      Chicago 4, Philadelphia 1
      Chicago 4, Detroit 0
      Chicago 4, LA Lakers 1

      1992:
      Chicago 3, Miami 0
      Chicago 4, New York 3
      Chicago 4, Cleveland 2
      Chicago 4, Portland 2

      1993:
      Chicago 3, Atlanta 0
      Chicago 4, Cleveland 0
      Chicago 4, New York 2
      Chicago 4, Phoenix 2

      1996:
      Chicago 3, Miami 0
      Chicago 4, New York 1
      Chicago 4, Orlando 0
      Chicago 4, Seattle 2

      1997:
      Chicago 3, Washington 0
      Chicago 4, Atlanta 1
      Chicago 4, Miami 1
      Chicago 4, Utah 2

      1998:
      Chicago 3, New Jersey 0
      Chicago 4, Charlotte 1
      Chicago 4, Indiana 3
      Chicago 4, Utah 2

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  5. ma tanto lo sappiamo tutti che a convincere sua ariosità a tornare al basket fu l’incontro con Bugs Bunny!

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  6. Credo piu a un jordan che tornz sotto pressione di nba e sponsor piuttosto che zllo shadowban post morte del padre. Sta piacendo pure a me the last dance, costruito bene, un po meschino contro il defunto krause e obbligatoriamente troppo incentrato su mj. Ma tra fatti banali e ricostruzione romantiche comunque aneddoti abbastanza piacevoli, anche solo da risentire.

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  7. In pratica quello che si sapeva, un grande giocatore che ha avuto tutto per crescere al meglio
    e pensare solo a giocare. La sua dipendenza dal gioco d’azzardo era nota. Stern probabilmente non gli ha detto di fermarsi
    ma probabilmente gli e’ stato consigliato in maniera piu’ dorte da qualcun altro.

    Leonto solo Utah. Nei campionati vinti ha incontrato sempre squadre diverse in finale di Conference.
    Curioso che a parte i Lakers gli “squadroni” che ha incontrato in finale NBA non abbiano ma i vinto il titolo
    neanche una volta ritiratosi.

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  8. Andrea Grazie
    Quindi nelle finali solo utah due volte

    Beli
    Nei due anni in cui non c’è Jordan vince una squadra che poi i Bulls non incontreranno mai in un dentro fuori
    Anche questo curioso

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    1. Quindi siamo a Jordan miracolato come Federer dall’incontrare solo avversari così scarsi da aver battuto quelli avrebbero dovuto battere Jordan, ok…

      Ps: è curioso anche che quelli che han vinto quando non c’era Jordan, al suo rientro son spariti di nuovo…..GOMBLODDO!!!

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    2. Curioso anche che i Bulls si fecero entrambi gli anni i playoff sino alle semi di Conference. Quasi a dire che senza jordan o senza Pippen
      si poteva arrivare massimo a quel risultato. Poi chiaro che invece la cosa va letta come una prova di forza di quello che era a tutti gli effetti comunque uno squadrone. Una specie di superteam negli anni in cui i supeteam ancora non esistevano.

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      1. Beli
        Sono anch’io per l’indiscutibile prova di forza

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      2. Trasformare una appena enunciata prova di debolezza in una prova di forza, alchimisti e dove trovarne…

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  9. El Carbayon, però il tutto va rapportato al contesto che è quello della NBA. Vero che Jordan era uno straordinario traino ma ad un certo punto era diventato ingombrante ed imbarazzante proprio per l’NBA e quindi contraddittorio per le stesse linee guida della lega.
    Non sto dicendo che andò esattamente così ma solo che i presupposti c’erano eccome, non a caso questa versione è testimoniata da molti addetti ai lavori e non solo dai complottisti del barsport (poi per me fu un insieme di cose su cui ragionarono un po’ tutti a partire da MJ…).
    Per gli stessi motivi, per quanto riguarda poi il suo rientro, non credo a pressioni dell’NBA quanto ad una sottovalutazione della cosa (un po’ come il Maradona del 94 che ad un certo punto terrorizzò Blatter & Havelange…) da parte di chi pensava di rianimare un po’ la Lega con un nome importante che però fosse indirizzato verso la parabola discendente e quindi pressoché innocuo per gli equilibri del torneo (sensazione personale, ovviamente).

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    1. è una lettura interessante, sicuramente c’era un certo imbarazzo da parte della NBA per alcune situazioni che si erano venute a creare (e che il documentario sfiora appena…) a causa della malattia di Jordan, tuttavia ricordo – e attenzione, qui ammetto che potrei ricordare male 🙂 – che il pubblico ne era sensibile a ciò fino ad un certo punto (non dico eravamo al “stikazzi basta che giochi” però ci si avvicinava…) e la Lega lo considerava come problema gestibile

      detto questo, sicuramente le vicende scomode che stavano emergendo furono un buon motivo – sommato ad altri – per portarlo ad uno stop forzato

      ps: domanda per gli esperti: esiste un modo per trovare il libro “Blowing the Whistle” di Donaghy?

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  10. A me piace; come detto nessuna novità eclatante; però molto ben fatto e lo aspetto con impazienza e guardo con attenzione.
    – “le voci (fondatissime) sulla dedizione del figlio alle scommesse” non sono voci sono fatti certi ,confermati per altro anche in questo docu. Viene fuori più volte la voglia di scommettere tanti soldi e su qualsiasi cosa. La giustificazione è “mi piace” ma per me sono pochi spiccioli rispetto a persone normali. Difficile dargli torto. Più che altro c’è da capire se abbia mai scommesso su proprie partite , magari a perdere ( bulls-hornets , mi pare nella stagione delle 72 fu molto chiacchierata)
    – bellissimo e genuino il racconto del rapporto con il padre.
    – onestamente mi ricordavo che il periodo baseball non fosse stato un flop clamoroso, ma neanche così bene da avere sicure chance di andare in MLB
    – anche la descrizione del rapporto con i compagni non mi pare proprio un’agiografia.
    – ecco che fosse simpatico fuori dal campo ho i miei dubbi
    – ultima annotazione: adesso lo si vede imbolsito, ma aveva un magnetismo e un appeal che ancora adesso stupisce

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    1. Ha fatto bene a tornare al basket perche’ in MLB l’avrebbe vista in cartolina.
      Non avrebbe mai potuto giocare a quel livello. Ma varrebbe anche per un giocatore di MLB
      che volesse entrare in NBA a 28 anni.

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    2. A me esperti di baseball hanno più volte detto che la delusione sul suo rendimento nel baseball dipendesse dal fatto di essere MJ, è che col tempo avrebbe anche potuto essere un buon giocatore che sta nel roaster in MLB ma non un campione.
      Praticamente Van Basten che cambiando sport diventa Angelo Colombo, poi non so…

      Ps: ci vorrebbero Tani e Gotta a darci un parere… 😝

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      1. Eh, devono essere proprio degli espertoni se ti hanno detto cosi’. Digli di lasciarne anche agli altri di conoscenza del baseball, di non prendersela tutta loro 😀
        Jordan aveva delle medie battuta etc penose gia’ nelle minors. In MLB non l’avrebbe proprio vista. Punto.

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        1. io non ci capisco nulla di baseball; mi ricordo che da qualche parte lessi che Jordan nelle minors si “salvava” grazie al fisico straordinario e all’abnegazione.
          A proposito di quel periodo leggevo , confermato dalla puntata dell’altro giorno, che Jordan si approcciò con estrema umiltà .
          Non banale rinunciare a giocare in MLB quando ci fu lo sciopero

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      2. si, in effetti anche io lessi (e sentii) le stesse cose tue
        poteva diventare un “buon” giocatore di baseball
        il guaio è che “laggente” si aspettava che Jordan facesse il Jordan anche sul diamante, cosa impossibile
        ma la grandezza sta anche nel fatto che avrebbe potuto competere ad alti livelli anche in uno sport totalmente diverso…

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  11. Jordan non era un pagliaccio. Presuntuoso, cattivo, egoista ma non pagliaccio. Non avrebbe mai accettato di fare qualcosa che non era in grado di fare come andare a fare il pupazzo nei wsox nel 94. E non credo sarebbe andato in mlb solo per far parte del roster, nel caso avrebbe smesso

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  12. E incredibile come si possa dire che ehi in 6 anni che ha vinto Jordan nessun’altro ha vinto. Il fatto che abbia incontrato tante squadre diverse dovrebbe dare l’idea dell’enorme competitività di quella NBA non il contrario.

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  13. Jeremy, sarebbe così se la discussione fosse intellettualmente onesta… 😜

    Meno Uno, ambasciatore non porta pena, prenditela con gli esperti di baseball (tra l’altro mi pare che anche Buffa riportasse le medesime ambasciate, se non ricordo male…) e non rompere il cazzo… 🖕

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  14. Cacca pipì

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  15. El Carbayon, sai, io credo sempre che dinamiche come quelle siano ricche di sfumature. Non è che l’NBA alza il telefono e chiami MJ per dirgli “stai a casa”. È tutto più sfumato, come quando si dice “arbitraggio non ostile”, non è che puoi chiedere dove stia la valigetta sui soldi.
    Su NBA marketing e mercati, non dimentichiamo la filosofia su cui si regge l’NBA e ricordiamoci che dopo il terzo anello si rischiava una china pericolosa con MJ (non i Bulls, MJ, al di là dei valori tecnici) a fare gli Harlem Globetrotters e tutti gli altri a fare i Washington Generals: sicuri che l’NBA avrebbe gradito la cosa ritenendola il treno giusto per l’espansione dei mercati?!
    Ripeto, per me questione d’insieme: un MJ comunque saturo dopo tre anelli in cui si era speso non poco, il pericolo scandalo scommesse, un NBA non ostile ad un rimescolamento del torneo senza un Godzilla che in quel momento stava fagocitando la Lega, l’esperimento baseball che poteva aprire nuovi scenari anche per gli sponsor, ecc., tutte queste cose assieme hanno portato a considerare lo stop.
    E due anni dopo di pensò che fosse tutto digerito…

    Ps: d’accordissimo sulla gggente, in tutti e due gli esempi da te fatti.

    Belisario, è chiaro che nessuno sia esperto di baseball quanto te.
    Ma mica solo di baseball, è già buono che non ci racconti che Lebron giocherebbe a tennis come Nadal.
    Che non sarebbe neanche troppo lontano dalla realtà, peraltro…

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    1. To’, ti passo il commento piu’ emblematico sulla vicenda Jordan/baseball
      Cosi’ magari per una volta vai ad aimparare qualcosa anche un un altro meraviglioso
      e difficilissimo sport.

      “probably 500 college baseball players would have done just as good if not better”

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      1. Ma chi se ne frega di imparare uno sport che non mi interessa da un copia incolla apocrifo, c’è peraltro una differenza di rendimento e giudizi dagli inizi dell’esperimento al seguito.
        Dopodiché si è detto che “avrebbe anche potuto DIVENTARE un buon giocatore”, nessuno ha detto che SIA STATO Babe Ruth, Joe Di Maggio o Jim Morrison.
        Poi come detto da MJ ci si aspetta che faccia MJ, di qui i giudizi tranchant degli addetti ai lavori (“Bag, Michael!…” – cit.) – emblematici si ma non perché l’abbia deciso tu… – e i “cacca pipì” dei trolls (come non sapessimo dove vogliano arrivare…). 😜

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  16. I Rockets tra l’altro vinsero il primo titolo perché Starks stoppato sul finire di gara 6 naufragò nella bella con un 2/18 e Riley decise di naufragare con lui. Il secondo lo vinsero grazie all’incipit sciagurato di Nick the Brick ed al susseguente crollo psicologico dell’intero team di Orlando.

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  17. https://youtu.be/INt66rnIvSs

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    1. Eeehhh ma il culo di Jordan che Malone si è impappinato col pallone!…

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  18. Jeremi
    1) come ho sempre sostenuto, al di là di tutto il resto, la differenza di Jordan rispetto a tutti gli altri giocatori è che lui è sostanzialmente “imbattuto”. Ha cominciato a vincere e ha solo vinto . Non so chi altri nel mondo dello sport lo ha fatto (Phelps e Bolt?); di sicuro nessuno nel basket e in altri sport di squadra non me ne ricordo.
    2) come giocatore cattivo ed egoista mi viene in mente più Kobe che non jordan. Che per me , ne è la deriva negativa . rimanendo sempre ai massimi livelli . Jordan era un orco e competitivo in modo maniacale ma come dice lui anche nel docu , non chiedeva agli altri cose che prima non pretendeva da lui stesso. Ma come dice Burrell, non si accorgeva che forse nessuno era come lui.

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    1. 1) Direi Joe Montana con i 49ers. 4 Super Bowl, 4 vittorie.

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    2. Nakano! 😛

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  19. E’ assurda la teoria che l’omicidio del padre fosse collegato alle scommesse di Jordan. In quel caso Jordan non sarebbe mai tornato, e di sicuro non avrebbe vinto altri tre titoli…

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    1. Adriano è caduto in depressione per la morte del padre, e non era certo colpa sua. E’ fantascienza la storia delle scommesse di Jordan che c’entrano qualcosa, con lui che poi torna e fa un altro three peat per non farsi mancare niente.

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  20. La parentesi di MJ col Baseball fu patetica. Questo non scalfisce minimamente ne il personaggio ne quanto ha fatto nel basket. Però si può tranquillamente dire, non era portato e fece male a prescindere dalle aspettative e dal nome che si portava dietro. Dopo qualche mese di apprendistato i giornali in Usa erano diventati parecchi pungenti nei suoi confronti, facendogli capire che al netto della dedizione era seminegato con titoli in stile “oh miche’, te sei divertito? Mo vattinn…”

    Un po’ come Usain Bolt che fa gli allenamenti col Manchester United… Sui 100m puoi dare 2 giorni a Fellaini, poi però devi saper anche toccare un pallone altrimenti Oba Martins sarebbe pluripallone d’oro.

    Capitolo avversari nelle Finals: ha battuto Stockton & Malone (forse la miglior coppia mai esistita) , Magic Johnson, Shawn Kemp, Drexler…
    Nei turni prima faceva fuori i Bad Boys, i Wilkins, i Barkley e gli Ewing…
    E c’è ancora qualcuno che dice: “eh ma contro Russell e Chamberlain non ci ha giocato…”

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  21. confesso che alla scena del pianto per terra negli spogliatoi dopo la vittoria del 96 mi sono venuti gli occhi lucidi.
    Sul ritiro mi sembra ragionevole l’ipotesi di Dane, che siano stati una serie di fattori, tra cui anche il gioco d’azzardo (che abbia scommesso su/contro i bulls non lo escluderei sulla singola gara ma più in generale non credo anche perchè ha sempre vinto 🙂 )
    Sul resto, il Direttore mi pare sempre un po’ severo (i temi scottanti e i lati oscuri del suo personaggio, toccati anche solo superficialmente, ci sono tutti), non so cosa si aspettasse.

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  22. la risata sentendo le parole (i deliri) di Payton è già di culto

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  23. “…Nei turni prima faceva fuori i Bad Boys, i Wilkins, i Barkley e gli Ewing……”

    Beh, non so quanto sia probante, visto che la maggior aprte di quelli è stata più volta descritta qua dentro come dei falliti o quasi! 😛

    “…confesso che alla scena del pianto per terra negli spogliatoi dopo la vittoria del 96 mi sono venuti gli occhi lucidi….”

    Ricca, tu sei sempre stato un tenerone. Checchè ne dica quella povera santa che invitasti a vedere la partita… 😀

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    1. @er dandy
      Quel Wilkins li effettivamente era scarso e poco probante, del resto non ha vinto nemmeno in Italia con Myers e chiacig…😏

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  24. Dane, non si dicono certe cose in pubblico 😀 😀 😀

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    1. Non ho detto niente, come vedi……ho solo difeso il tuo romanticismo! 😛

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  25. Tra le cose migliori (della serie e di quei Bulls) Sirius degli Alan Parsons Project.

    Colpevole dimenticanza.

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  26. É morto Jerry Sloan.

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