Gli eredi di Colnago

Ernesto Colnago ha venduto a un fondo di Abu Dhabi, Chimera Investments, la maggioranza delle azioni della sua gloriosa azienda di biciclette. Fondata nel 1954 e da lui portata, insieme alla moglie Vincenzina e al fratello Paolo (entrambi morti) ad essere un punto di riferimento del ciclismo mondiale: un marchio di culto ma al tempo stesso di massa, Colnago, per professionisti e amatori. Raro caso di artigianato con intelligenza e visione per farsi industria.

Una grande storia di imprenditoria lombarda, iniziata con Fiorenzo Magni, è quindi finita monetizzando e lasciando agli eredi, la figlia e i nipoti, peraltro quasi tutti impegnati nella Colnago, soldi invece di un’azienda. Non proprio un atto di fiducia nei loro confronti.

Scelta comunque legittima, per un uomo di 88 anni che in vita sua ha lavorato il triplo di un uomo normale, ma come italiani non ci si può chiedere di esultare né di credere a Colnago quando dice che ha strappato agli arabi la promessa che la produzione rimarrà a Cambiago. A dirla tutta, gran parte della produzione Colnago era da anni Made in Taiwan (poi magari l’assemblaggio era effettivamente in Italia), cosa del resto comune a tanti grandi marchi, anche se agli appassionati piace la favola della fabbrichetta.

In un momento in cui si parla soltanto del passato, è facile elencare i tanti campioni che hanno trionfato su bici Colnago: Beppe Saronni quello nel cuore di Colnago, senza dubbio, ma anche Merckx, Ballerini, Rominger, Olano, Museeuw, Freire, Bettini, Motta… Gioia e dolore nel ricordare che nel 1981 al Mondiale di Praga Saronni fu bruciato dalla Colnago Mexico di Freddy Maertens.

Al di là della storia, avrete già intuito cosa vogliamo dire: le stesse cose dette quando la Bianchi passò ad un gruppo svedese e la Pinarello ai francesi di LVMH. Se nemmeno un’azienda di successo mondiale come la Colnago, con produzione in gran parte già esternalizzata, vede buone prospettive nel rimanere indipendente e italiana significa che la situazione psicologica, prima ancora che economica, è molto grave.

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6 commenti

  1. Del Tongo-Colnago

    Non capisco Magni , se qlk storico me lo spiega
    Correva su bici Colnago o aveva avviato l’azienda ? ( a quel che ricordo era attivo nel campo automobilistico , dopo il trasferimento in Lombardia per salvarsi sostanzialmente l’esistenza)

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    1. Quando già aveva avviato la sua attività Colnago diventò suo meccanico, ma più che altro consulente… in quell’epoca comunque Magni correva su una Fuchs. Fu comunque il biglietto da visita per Colnago nel grande ciclismo, una storia proseguita con Nencini e tanti altri

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    2. Leonto, il ciclismo è un ambito particolare e si parla del dopoguerra, non è che arrivava Ciccio Formaggio e coi soldi di papino apriva la sua start-up con ufficio in co-working in un incubatore smart in un loft radical-chic sui Navigli.
      Colnago ha iniziato come ciclomeccanico, la sua collaborazione con Meckx ad esempio iniziò semplicemente perché il belga voleva delle ruote raggiate da Ernestino: “voglio delle ruote come quelle che fai tu!…”
      È un po’ come nella moda ma al contrario, oggi vengono chiamati stilisti nomi che in realtà sono Direttori Creativi e stilisti sono quei 20 che disegnano materialmente sotto le loro dipendenze. Nel ciclismo è il contrario, quelle che oggi sono aziende agli inizi erano botteghe di meccanici o telaisti saldatori…

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  2. Direttore , ok capito su Magni , grazie

    Dandy , il passaparola sostanzialmente , con Magni e Merckx come influencer 😀
    Ps: negli anni il rapporto mano———>materiale forse ha scombinato un po’ le cose ? (mi spiego , i nuovi materiali e le ricerche in questi hanno fornito uno step maggiore rispetto alla cesellatura artigianale )
    E una domanda

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    1. Beh, gli step c’erano già stati prima, comunque si ovvio. Diciamo che da meccanico del dopoguerra a multinazionale del terzo millennio gli step sono stati vari, ci arrivo dopo quando sono al pc e scrivo il mio commento generale per annoiare Meno Uno…

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  3. ci sono anche offerte difficili da rifiutare, a quanto l’ha venduta? in quanti anni avrebbe avuto la stessa cifra tra tasse e problemi vari di produzione?

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