Da Cosic a Disneyland

Oscar Eleni dai tavoli impolverati del Floridita nella nobile città dell’Avana. Un sogno, un ricordo. Mondiali di scherma, Valentina Vezzali per affondi decisivi, Flavio Vanetti come ancora di salvezza per l’inviato del Corsport che soffriva di solitudine e pasti separati da chi contava: una notte al Floridita come al tempo di eamingway, ascoltando la Cuna del Daiquiri e bevendoci sopra.

Rifugio in tempi da imbuto culturale, nei giorni grami dove chi le spara più grosse diventa virologo di stato o, magari, soltanto un cantante in fuga dalla depressione e dai dinosauri come Al Bano mentre in TV  vanno i film sulla strage dove morì Falcone, dei giorni in cui Borsellino fu sacrificato al potere, bellissimo, ma certo sottovalutato, quello di Ricky Tognazzi, figlio di Ugo e Pat O’Hara, con Palminteri, Luotto, Favino e il Murray che poi deve aver anche ispirato il Traditore di Bellocchio affidando il personaggio di Buscetta all’attore italiano del momento.

Vedi e pensi. Todo cambia, diceva la cantante in Habemus Papam. Non è vero. Magistrati in guerra oggi come allora. Politici a caccia di voti a qualsiasi costo e allora nella riapertura perché scandalizzarsi se tutto aumenta e  se domani, forse, non ci sarà niente di fresco sulla tavola. Sbattendo la testa sul bicchiere siamo felici che abbiano trovato soluzioni cartonate per il calcio, nella speranza che non sia più Topolino Sport, il breviario dello sportivo di oggi costretto ad applaudire arrampicatori sugli specchi che al mercato ci vanno troppo spesso per non credere che siano dipendenti da quella specialissima droga così lontana dall’ideale sportivo anche oggi che gli studiosi come Frasca hanno confermato che il barone De Coubertin, discendenze italiane, non ha mai detto che l’importante è soltanto partecipare.

Mentre Lotito insinua come troppe volte, mentre Mancini fa benissimo ad obbligare Oriali a restare con Inter e Nazionale, mentre Parigi potrebbe accogliere allenatori italiani esuli, più Allegri di Spalletti, prendiamo nota dei disastri Covid per due partite di Champions nel calcio. Pazienza. Una soluzione si trova. La NBA ha scelto Disneyland (e dove altrimenti?) per concludere la stagione e avere tutti soldi dalle TV cominciando da ESPN. In Europa si potrebbe finire l’eurolega  nella casa parigina di Topolino dove una volta andammo per vedere il vero Ronaldo premiato davanti al mondo, anche se la crisi di fame e solitudine ci fece perdere l’incontro con Pelè che invece colleghi di qualità, resistenti, veri inviati, avevano potuto intervistare nel bar vicino al palco.

Per l’Italia scartate le mascherine federali, le partite all’aperto, non quelle di tre contro tre che si potrebbero anche fare  visto che sul ridotto andiamo meglio che sul campo grande e la porta olimpica sembra più larga ammesso che ci siano Olimpiadi e i rinvii al 2021 trovino prima il vaccino, nella speranza che possa bastare e possa essere dato a tutti senza finire nelle mani degli usurai, uguali, oggi come ieri, ai tempi della peste, della guerra, di qualsiasi crisi dove a cadere sono sempre i poveracci anche se nella rete ci cadevano pure i Don Rodrigo.

In questa primavera sconsiderata dove uno spritz vale più della vita, non la tua, ma quella degli altri, mentre sentiamo voci lontane che manderebbero a casa allenatori che hanno fatto cose bellissime in una stagione travagliata, stupiti, ma preparati all’ignoranza dirigenziale, una telefonata dai monti naviganti ci ricorda che forse “Non abbiamo più tempo” come dice quella poetessa serba. La voce di un mondo che ci hanno cambiato troppe volte ricorda che il 25 maggio, a Baltimora, il linfoma di Hodgkin ci rubava, a soli 46 anni, Creso Cosic. Il più grande sul campo, il genio nato a Zagabria, cresciuto però nel liquore purissimo di Zara, l’uomo che ha esplorato mondi lontani quando noi eravamo fermi alle biglie sulla spiaggia dei dai e vai.

Campione, vescovo della sua chiesa conosciuta fra i mormoni dello Utah, ambasciatore del libero pensiero, della sua Croazia, anche se addolorato da quella guerra civile che fece diventare nemici fratelli che avevano ballato alla grande sui campi del mondo. Come pivot che sapeva chiedere ai registi di fare l’operaio, visto che l’architetto era nel cuore della difesa a far impazzire qualsiasi avversario, è stato immenso e non abbiamo ancora deciso se, dopo essere stato All’America con gli univeristari di Brigham Young, abbia fatto bene a rinunciare alla chiamata della NBA.

Lo aveva scelto Portland nel 1972, l’anno dopo lo volevano i Lakers. Ci sarebbe piaciuto capire cosa poteva fare un genio in terra nemica. Meglio così, forse, diranno a Zara, Lubiana, Bologna e non soltanto i virtussini, Zagabria. Molto meglio per le Nazionali dei plavi che con lui hanno vinto tantissimo davvero e a Mosca 1980 l’Italia di Gamba gli rese omaggio inchinandosi alla sua grandezza.

Caro Creso, che arrivato fra i mormoni, come ci dice Tavcar nel suo libro fondamentale per capire la storia del basket jugoslavo, dopo aver sentito che nel campus erano vietati alcool, fumo, figurarsi le droghe o le donne, chiese con il suo mefistofelico candore: ”Ma cosa fate per divertirvi?”. 

Un regista di 2 metri e 10, un gigante, il tipo giusto per incantare Bologna, Porelli che nella sua testa aveva Sinatra, My Way, ma anche la capacità di assecondare sia il generale sia il genio.  L’uomo dei sogni che spesso ti lasciava entrare nel suo mondo. L’uomo che da una finestra di Trieste chiedeva quando sarebbero arrivati gli invasori, un tipo geniale e coraggioso anche come allenatore, ma quel ruolo gli andava stretto, troppo distanti certi cervelli all’ammasso, soprattutto dopo la perdita dell’innocenza. Certo lui era nato in quella grande scuola, sapeva cosa aveva fatto Ranko Zeravica per proteggere i suoi giovani talenti, conosceva il rigore dei tempi del professor Nikolic anche se a Zara sognavano cose diverse.

Caro Creso prendi questo fiore che ti lanciamo dalle isole che non ci sono più. Hai fatto diventare questo mondo un posto più bello. Peccato che ti  abbiano chiesto di andare altrove troppo presto.

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23 commenti

  1. Eurolega 19/20 stagione finita.

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  2. Non ce la vogliono far vincere (cit) 😀

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  3. Niente tracer dell’86

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  4. Alla Virtus Bologna tocca restare un altro anno in Eurocup… chissà che ne pensa Teodosic

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    1. Teodosic che rientra attualmente nella lista dei top10 piú pagati d’europa…

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  5. Decisione inevitabile, visto che metà delle squadre e dei giocatori aveva già sbaraccato, ma non c’è alcuna certezza che in ottobre lo scenario sia diverso, tanto è vero che in tanti parlano tranquillamente di gennaio 2021. Certo non è il calcio, ma sparire non un’alternativa a fallire, è la stessa cosa. Cosa impediva un mese in sede unica? Peggio per chi ha smesso di pagare i giocatori a gennaio

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  6. Inoltre il 90% dei giocatori si era detto contrario a ripartire ora.

    Adesso sotto con il mercato 😀

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  7. Intanto anche Nedovic saluta.
    Vediamo quante ne giocherá nella sua prossima squadra (giova ricordare che Kruno “il marcio” ad Istanbul non salta una partita da tipo 3 anni…).

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    1. Non mi provocare…

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      1. Ma Danesi quando saluta?

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        1. Sarà sempre troppo tardi.

          Comunque fatta anche per Alibegovic (al posto di Burns, immagino).

          Pacchetto italiani belli sbarbati (e low cost)…ho paura che arrivi nonno Gigi a sto punto.

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  8. @Matrix

    Idea folle: Nedo solo per l’Eurolega? Uno così – se sano e non spremuto – non lo trovi tanto facilmente. Magari quello che risparmi con gli ita low cost lo giri su di un “4” con i controcavoli.

    ADV mi sembra di troppo con la firma di Morettino (prestito per un anno?); spero non seghino Brooks

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    1. @Raven

      AdV (650k) e Burns (300k) quagliano quasi un milione. Netto. Follia. É ovvio che le risorse devono essere impiegate meglio. Anch’io mi aspetto un investimento pesante in spot 4.

      Moretti (ha firmato un 2 + 1) e AdV hanno lo stesso agente. Facile fare due piu due. Bye bye Amedeo.
      Morettino imho fará un anno di apprendistato e l’anno prox prenderá il posto del Cincia (come ruolo).

      Nedovic: se l’anno prossimo dovesse giocare 60 partite girebbero parecchio…

      Brooks: se arriva Gigi, mi sa che saluta. Mi spiacerebbe.

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  9. Quindi il primo anno Messina finisce a zero tituli (e conta il giusto) ma soprattutto senza aver costruito praticamente nulla nè a livello di roster nè mi verrebbe da dire a livello di cultura.
    Si può parlare pertanto (chiedo ai meglio Informati di me) di stagione disastrosa?

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    1. Poli un bel po’ di squadre hanno terminato con zeru tituli visto che campionati e coppe sono stati interrotti a metà.
      Non ha costruito niente in termini di roster: vero.
      In termini di cultura: mmm…non sono d’accordo.
      Certo il prossimo anno non avrà tutti questi alibi.

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  10. Vi prego fate un giro sull’account Twitter della virtus BO.
    Ma quanto stanno rosicando? Stanno impazzendo 🤣

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    1. Me lo faceva notare un amico (tifoso dell’altra Bologna…) ieri sera, mi hanno ricordato gli scudetti morali degli interisti, quelli che portarono Jeremy a creare il meme “Campioni d’Italia dal 1908″…

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  11. @Poli

    A livello di campo:
    1) Moraschini in grado di tenere in campo in Eurolega. E, con le dovute cautele, anche Biligha.
    2) Tarcisio meno fabbro in difesa e con qualche movimento in attacco “sotto il ferro”
    3) Attacco che gira in modo diverso da un P&R centrale credo primario e unico di Pianigiani
    4) Difese adattate e zone (anche a fronte dispari) e uomo molto più decorose di quello che c’era prima (Banchi altro livello)
    5) Salito anche il livello di difesa sul perimetro
    6) Negativo – IMHO – la capacità di non saper chiudere le partite (tipo Real a Milano per capirci)
    7) Errore il secondo play. E forse anche Roll vale Bertans. Costava meno? Riesce a giocare anche da 3?
    8) Manca un 4 da EL e White si è dimostrato una pippa. Vegana ma sempre pippa! Se le scelte sono state sue, sue anche le responsabilità.
    9) Però non ricordo neppure una partita in cui non si siano sbattuti e sempre cercati ed aiutati. Forse in Grecia Olimpiakos?

    P.S. A livello di mentalità a cosa ti riferisci di preciso? Perché qui a Milano, già il fatto che il gellato e quello che lo ha portato siano andati via, giustifica ampiamente un utilizzo intensivo di Dom alla sua salute! Comunque almeno quest’anno nessuno si faceva i cavoli suoi durante i TO come lo scorso anno!

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  12. Morettino ufficiale: firmato

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  13. E poi comunque la qualificazione alle final 8 di coppa italia non era mai stata in discussione eh

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  14. Invece a sorpresa il figlio di Teoman firma per Castelmaggiore.

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  15. Sacchetti rescinde con la Vanoli

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    1. va alla fortitudo

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