Che amor di caffé, siamo tutti Crudeli

Alcuni giornalisti hanno storto il naso dopo aver visto la pubblicità, secondo noi davvero molto divertente, che Tiziano Crudeli ha fatto per le capsule Amor di caffè. Funziona così: i giornalisti in teoria non potrebbero fare pubblicità, ma qualcuno se ne ricorda a corrente alternata e solo per prodotti commerciali, mai per le più insidiose marchette, commerciali o politiche che siano. È più etico moderare un convegno del partito X per chi scrive di politica o pubblicizzare un caffé per uno che parla di calcio?

Rimanendo in ambito sportivo, come giudicare giornalisti sportivi che presentano i raduni delle squadre di cui poi si occupano professionalmente? O, in maniera più subdola, sono coinvolti da aziende terze di proprietà del presidente della tal squadra? Ma sono discorsi vecchi, perché la crisi dei giornali e l’assenza di pubblicità del web (il teorico futuro) ha portato alla nascita obbligata del giornalista-imprenditore, che è un conflitto di interessi vivente ma che deve fare marchette (i più onesti cercano di farle in campi di cui non scrivono, ma è spesso difficile: perché una banca dovrebbe regalare una marchetta a me che scrivo di musica?) a meno di non essere ricco di famiglia.

Siamo insomma tutti Crudeli, chi in maniera dichiarata (i banner di Indiscreto sono tutti a pagamento, così come buona parte dei link all’interno dei post: poi davvero scriviamo quello che ci pare, anche in negativo, ma di temi che pensiamo possano attirare pubblicità) e chi in maniera più furba. Inutile citare sempre il New York Times se non si è il New York Times: la massa dei giornalisti deve arrangiarsi e chi riesce a farlo con le capsule di caffé ha la nostra ammirazione, mentre giudichiamo con più severità chi scrive di un’azienda con il preciso programma di diventarne addetto stampa o di un partito per farsi candidare (mille esempi da destra a sinistra).

Viva Crudeli, grande appassionato di tennis (è stato per anni l’anima del Bonfiglio) e per sempre nella leggenda per tante trasmissioni televisive, ma anche per due domande: una a Bogarde fuori dai Supermercati Brianzoli (“Winston, sempre più stretti i rapporti fra calcio e grande distribuzione…”) e una a Lippi dopo una vittoria della Juventus a San Siro sul Milan, 6-1 (“Mister Lippi, Juve brava e cinica: 6 tiri e 6 gol…”) che non riscossero le simpatie degli intervistati. C’è più giornalismo in lui che in tanti fenomeni della moderazione e del saperci fare.

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12 commenti

  1. lo trovo insopportabile

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  2. Molto meglio alla Roberto Da Crema che come opinionista/telecronista. Negli spot almeno può ammettere di recitare una parte, le sceneggiate mentre “racconta” le partite invece le fa passare come un atto di fede involontario che lo pervadono ogni volta, quando è chiaro a tutti che é schiavo del suo personaggio. Irritantissimo sia quando si sgola(va) per il gol del 6-0, imbarazzante quando frigna (ma nel vero senso della parola) ad ogni gol subito.

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  3. la pubblicità non è così male, sicuramente la trovo meno antipatica rispetto ad esempio al product placement di Caffè Borbone (per gli amanti di “Uomini e Donne” vero cult)

    sono tuttavia curioso di sapere cosa rispose Bogarde alla domanda (sogno un “ogni società calcistica ha un giocatore paragonabile ai prodotti in testa di gondola”), che sicuramente era meno banale di “che sensazioni hai provato quando hai segnato?”

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  5. direttore, a proposito di banner pubblicitari, ho notato un aumento esponenziale degli stessi sul sito…..
    dire che mi piacciono no, ma se sono segni di incassi per lei mi fa piacere…

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    1. Dai, questa e’ iconica.

      Rispetto ai due vecchiacci, e’ molto piu’ spessa.

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  8. “…due domande: una a Bogarde fuori dai Supermercati Brianzoli (“Winston, sempre più stretti i rapporti fra calcio e grande distribuzione…”) e una a Lippi dopo una vittoria della Juventus a San Siro sul Milan, 6-1 (“Mister Lippi, Juve brava e cinica: 6 tiri e 6 gol…”) che non riscossero le simpatie degli intervistati…”

    Oh Dio, muoio!!! 😂

    Crudeli insopportabile, al di là di essere una macchietta come già descritto da altri, ha una competenza miserrima (poi cambia opinione a seconda del vento…).

    Sul discorso generale invece per me il problema è un altro: se c’è una legge c’è una legge, mi son sempre chiesto come si potesse violarla così spudoratamente senza che nessuno dicesse niente. Tranne pochi casi, ricordo Mazzocchi punito una volta (non ho capito se perché giornalista o perché dipendente RAI).

    Comunque più che certi spot sono insopportabili le televendite Mediaset (baratro assoluto la R del diversamente simpatico Cesari in “È PROPRIO PRATICO QUESTO ACER ASPIRE!…” che avrebbe garantito un’emorragia di acquirenti anche alla Apple…) e patetiche quelle di Telelombardia (al netto di quelle con Pompilio, li il giudizio va oltre ma lo sospendo per non causare guai al Direttore…).

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  9. non arrivo a dire che lo spot mi piace, ma di sicuro ne subisco il fascino magnetico, tanto da soffermarmi ogni volta su singoli particolari diversi.

    da diverse sere mi rigiro nel letto, insonne. mia moglie pensa che siano preoccupazioni legate all’incertezza sul lavoro, invece rifletto sul passaggio “così non avrete più problemi con la macchinetta del caffè”.

    ma che problemi si hanno con la macchinetta del caffè?

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  10. a margine: comunque, se non erro, lo spot in questione gira, e anche con discreta frequenza, tra un’edizione e l’altra di skytg24. e non è nemmeno quello più “local” in assoluto.

    ma quanto è crollato il mercato delle inserzioni, sia su tv che su carta stampata (almeno se è questa la spiegazione corretta del fenomeno)?

    davvero secondo me fra poco il mio idraulico potrebbe potenzialmente permettersi un’intera paginata sul corriere o uno spot in prime time su canale 5.

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    1. Andrea, ci sono quotidiani nazionali che ti vendono un paginone a 500€……ci avevo pensato una volta per fare gli auguri alla mia bella, solo che mi ha scoperto per tempo e mi ha mandato la CIA a casa…

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