Beppe Barletti

Beppe Barletti è morto, a quasi 92 anni di età. E già solo questo numero dovrebbe far capire perché la scomparsa del famoso giornalista torinese colpisce tantissimo soltanto chi ha più di 40 anni, visto che era andato in pensione della RAI nel 1993. Si era occupato nella sua carriera di tanti argomenti, ma è ovvio che nella nostra testa pop sia rimasto soprattutto per Novantesimo Minuto e Domenica Sprint.

Nell’intervista che gli facemmo quattro anni fa per Indiscreto e che un po’ tutti stanno copiando ci raccontò la sua storia, a volte non facile e legata non soltanto al giornalismo. Ci colpì tantissimo che da bambino fosse andato con suo padre a vedere la Juventus in una partita della Coppa dell’Europa Centrale, uno spartano reduce dalle Termopili ci avrebbe fatto meno effetto. Ma anche che da anziano non scoraggiasse i giovani che sognavano il giornalismo, pur ammettendo che che nel 1935 la professione dava prestigio e oggi no.

Ma al di là dell’intervista, che speriamo leggerete o rileggerete, ci colpì il ‘dopo’. Non avendo Barletti collegamenti Internet, stampammo l’intervista e gliela spedimmo a casa. Ricevendo pochi giorni dopo una lettera di ringraziamenti, scritta con la calligrafia di quando la scuola era una cosa seria: erano almeno 25 anni che non ricevevamo una lettera scritta a mano. Lo diciamo? Lo diciamo. Beppe Barletti, uomo e giornalista di altri tempi.

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7 commenti

  1. Simbolo di un”epoca sobria e non circense.

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  2. nostalgia di quel teatrino di poveretti anche no eh? Forse erano naif, unica scusa, e lui uno dei meno peggio, ma il sospetto che fosse lì per dare credito a tutti gli altri è ancora integro, certo tutti insieme hanno aperto le gabbie e sdoganato un sacco di gentaglia col salame sugli occhi che poi ha occupato scranni per anni facendosi vanto della propria sudditanza e ignoranza, e i Pompilio e i Chirico, ma pure i Mughini e i Cruciani erano là da venire… se questo è giornalismo, signora mia, ma quale prestigio? Il giornalista in fondo è un modo per campare (cit.)

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  3. Bellissimo pezzo e Beppe ottimo giornalista televisivo. Voce e ritmo.

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    1. San Beppe Purple ora pro nobis

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  4. Sempre rimasto impresso per quel Causio con l’accento sulla u.

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    1. quello era Gino Rancati

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  5. Ho riletto l’intervista a barletti e mi son quasi commosso, da antico aspitante giornalista qual ero trent’anni fa. Grazie al direttore per queste chicche che non si trovano da nessun’altra parte. Spiace per i dottori dello sportello che non perdono l’occasione per fare i bastian contrari. Chirico pompilio e la loro genia stanno alla truppa di novantesimo come il tavernello sta allo sforzato valtellinese.

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