Zenga e i suoi fratelli, un’uscita contro il coronavirus

Zenga e i suoi fratelli – Milano, Inter e periferia anni Settanta è il nuovo libro di Glezös scritto per Indiscreto e da programma sarebbe dovuto uscire oggi dopo due anni di lavoro, tantissime interviste e infinito materiale raccolto dall’autore sull’ex portiere dell’Inter e della Nazionale, attuale allenatore del Cagliari, e soprattutto sulla Milano meno conosciuta del suo decennio di formazione. Oggi il libro però esce unicamente in versione eBook, per Amazon Kindle, per i tanti che sapevano del progetto e ci stavano pressando. Anche per gli altri interessati, ovviamente. Inutile subire l’incertezza del momento, meglio andare per la nostra strada.

Non è una strategia di marketing editoriale, ma una scelta imposta dalle circostanze. Perché nell’Italia del coronavirus gli stampatori non stampano e le librerie sono chiuse… Per il libro cartaceo l’appuntamento è a maggio, se qualcosa riaprirà. Ma al di là della forma, che dipende dai gusti, il contenuto e lo spirito saranno gli stessi dell’eBook, per il quale abbiamo scritto una breve introduzione. Eccola. Qualcuno ci accuserà di avere messo in piedi tutto questo soltanto per parlare di Ambu, anche lui ragazzo della Macallesi e dio minore del nostro mondo: un’accusa che accettiamo volentieri.

Questa non è in senso stretto una biografia di Walter Zenga, anche se la sua storia e il suo mondo sono in ogni pagina del libro scritto da Glezös. Il portiere dell’Inter e della Nazionale, oggi allenatore, è stato l’icona di una generazione nata e cresciuta ai margini delle grandi città: nel suo caso la Milano di viale Ungheria e dintorni, periferia Est. Sarebbe stato quindi un peccato raccontare Zenga soltanto attraverso un elenco di partite, di dichiarazioni e di episodi calcistici già commentati quando erano attualità e poco interessanti adesso che sono storia.

L’autore di Zenga e i suoi fratelli è nato nella stessa via di Walter, a un anno di distanza, è cresciuto con gli stessi modelli e gli stessi sogni, frequentando in molti casi anche le stesse persone. Solo che Zenga era il campione, il predestinato, fin dall’età di dieci anni, come Claudio Ambu e pochi eletti, mentre quasi tutti gli altri bambini erano soltanto futuri bravi o cattivi cittadini. Fratelli di Zenga, con lo stesso sistema di valori a prescindere dal tifo per questa o quella squadra, negli atteggiamenti di Zenga in tanti si riconoscevamo senza per forza essere milanesi di viale Ungheria.

Nel libro c’è molto di Zenga, ma senza agiografia, un po’ di Inter, un po’ di calcio di Serie A, un po’ di giornalismo, un po’ di calcio giovanile vero, ma soprattutto tantissima Milano anni Settanta. Un’epoca in cui il calcio non era uno spettacolo televisivo, ma un rito da vivere soltanto allo stadio la domenica e giocando senza troppi schemi durante il resto della settimana, faceva da sfondo alla crescita di ragazzi che nel loro piccolo sapevano almeno sognare. Figli della piccola borghesia e della classe operaia, di solito sfiorati dallo spirito del tempo ma in alcuni casi da questo spirito travolti, fra politica e musica.

Nelle prossime pagine leggerete anche la loro, di biografia. Un Walter Zenga, c’è solo un Walter Zenga: questo diceva il famoso coro della Curva Nord di San Siro. In realtà un po’ di Zenga c’era in tutti noi. E dentro di noi è rimasto.

Zenga e i suoi fratelli – Milano, Inter e periferia anni Settanta, di Glezös, è vendita dall’1 al 30 aprile soltanto in versione eBook per Amazon Kindle, al prezzo di 4,99 euro. Chi non ha il Kindle può scaricare la relativa app, ce n’è una per ogni dispositivo, o aspettare l’agognata edizione cartacea (200 pagine) che sarà in libreria da maggio. La distribuzione nazionale è come al solito curata da Distribook. Sempre che le librerie riaprano…

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7 commenti

  1. Direttore, c’è una parola nel titolo che è una vera tentazione per quelli che non hanno dimenticato quella sera a Napoli. Non aggiungo altro però.

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    1. Le pagine su Caniggia e Varriale non mancano…

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      1. Mi immagino Varriale sotto choc quella sera di Napoli.

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  2. Per gli amanti dell’orrido intervista a Varriale sul Fatto, con accenno alla lite con Zenga.
    Due domande:
    Perché intervistare Varriale?
    Perché ho letto l’intervista a Varriale?

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/31/kitikaka-e-real-varriale-pure-in-quarantena-ha-fatto-piu-biscardi-per-il-giornalismo-sportivo-che-linpgi-zenga-il-carattere-lo-penalizza/5755549/

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    1. Kitikaka nel link dice già tutto…

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  3. Preso.
    Già la chicca nelle prime pagine che la Macallesi ha fornito all’Inter Campatelli vale il prezzo del libro

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  4. Letto il post, scaricato il libro.
    Doveroso farlo.
    Anche se in questi giorni di quarantena la mancanza di Budrieri è insostenibile.

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