O Zico o Austria, l’estate del 1983

Zico all’Udinese, ancora facciamo fatica a dirlo. Come dire Neymar oggi al Bologna, per citare una squadra da metà classifica. La più incredibile operazione di mercato nella storia del calcio italiano è il cuore di O Zico o Austria, il libro che Enzo Palladini ha scritto per Edizioni in Contropiede, che comunque abbraccia tutta la carriera di Zico, anche quella da allenatore.

Zico è uno di quei fuoriclasse della storia del calcio, insieme a Maradona e pochissimi altri, ad essere stato davvero amato dai compagni di squadra: un indicatore infallibile di grandezza, al di là dei trofei che ha vinto in grande quantità con il Flamengo ma che con il Brasile ha soltanto sfiorato pur avendo avuto con la Selecão una storia esaltante, attraversando tre Mondiali: la sua media gol, 0,67 a partita, è superiore a quella di Ronaldo e Neymar, nonostante Zico abbia spesso giocato al servizio di punte di ruolo.

Ma tornando al libro di Palladini, uscito da qualche giorno e che abbiamo finito di leggere proprio stanotte, libro che fra l’altro tratta molto bene anche l’infanzia di Zico (per niente povera, dignitosamente piccolo borghese), bisogna dire che inquadra quella pazza estate 1983 in chiave non soltanto calcistica. I friulani si erano infatti ripresi a 7 anni da un terremoto catastrofico: circa mille morti e centomila sfollati, oltre a danni che rapportati ad oggi sarebbero di 20 miliardi di euro e decine di comuni rasi al suolo (ci viene sempre in mente Gemona). Si erano ripresi ed era arrivato il momento di sognare.

Momento che arrivò con un’operazione di ingegneria finanziaria, per usare un eufemismo, messa in piedi da Franco Dal Cin con una serie di intermediari degni dell’Allenatore nel pallone ma anche soldi veri. Il miracolo non fu pagare il trentenne Zico, dandogli un ingaggio (2 miliardi di lire in totale, oltre ai 6 per il cartellino al Flamengo) che in Brasile non aveva visto nell’intera carriera, ma che Zico accettasse di venire in una squadra lontana da grandi obbiettivi, pur essendo dignitosa (Gerolin, Edinho, Virdis, Causio, Mauro) e ben allenata da Enzo Ferrari.

Ma il calcio italiano degli anni Ottanta era questo: il posto dove i grandi campioni volevano e dovevano essere. Peccato che ad un certo punto si mise di traverso il presidente della FIGC Sordillo, per Zico e anche per Cerezo alla Roma: operazioni certo non trasparentissime. Se a Roma le proteste furono abbastanza contenute, a Udine per la prima volta nella storia della Repubblica si parlò apertamente di secessione e i cartelli ‘O Zico o Austria’ dei tifosi scesi in piazza erano ironici fino a un certo punto. Poi dopo interventi populisti di Pertini e di altri politici la vicenda si sgonfiò e Zico potè esaltare Udine per almeno un anno, prima di chiudere in tono minore. O Zico o Austria però è anche molto altro, essendo scritto da un super-esperto di Brasile, senza bisogno di romanzare ciò che è già romanzo e facendosi cullare dai tanti ‘Se’ di una carriera e di una vita. Se nel 1981 Zico, cercato da Rivera, avesse firmato con il Milan… Se nel 1985 Pellegrini, contento di Brady, non avesse rifiutato l’operazione Zico già definita da Dal Cin appena arrivato all’Inter… Se Italia-Brasile 1982 fosse stata arbitrata con il metro di oggi… Finita l’ultima pagina, un dolore improvviso e lancinante: ma come abbiamo fatto quel giorno a tifare contro il Brasile di Zico?

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227 commenti

  1. Piuttosto che guardare quelle robe mi guardo Emozioni Mondiali su Mediaset Extra.
    In questo momento in onda Francia-Italia del 98, onestamente pur con un gioco inguardabile da parte del CT Cesare Maldini ricordavo una Francia più dominante, in realtà partita equilibrata con un Albertini per nulla inferiore ad un fumoso Zidane.
    Da segnalare un Cannavaro esplosivo a livelli 2006 per l’Italia ed un Lizarazu a livelli cabrineschi tra i promossi, tra i bocciati il solito inutile Djorkaeff tra i francesi ed un deleterio Dino Baggio tra gli azzurri.
    Un declinante Baggio s’è appena mangiato il golden gol in maniera incredibile, per me il pur non brillante Del Piero l’avrebbe messa giù per poi spiazzare il portiere.
    Comunque se non succede nulla si va dritto ai rigori, la cabala ci dice contro ma la pressione sarà tutta su di loro.
    Per me li fottiamo…

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    1. Niente, traditi dal dischetto dai migliori del centrocampo, non siamo neanche riusciti ad approfittare dell’errore del migliore della Francia….

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      1. sì ma tanto dove vuoi che vadano, stanno in piedi a botte di culo e gol dei difensori, sono spacciati nei prossimi turni
        quel Ronaldo lì poi non lo ferma nulla

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        1. Squadra della Madonna la Francia , solo il neo della punta (ma nessuno è perfetto)
          Non per nulla centrata l’accoppiata con l’Europeo due anni dopo (riuscito al contrario ai krucchi 72-74 e alla Spagna addirittura 08-10-12)
          Guardiamo le formazioni Con un po’ di lucidità di queste due squadre e capiamo anche i francesi (.che erano imho favoriti anche agli europei di quest’anno)

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          1. ironia
            /i·ro·nì·a/
            sostantivo femminile
            1.
            Alterazione spesso paradossale, allo scopo di sottolineare la realtà di un fatto mediante l’apparente dissimulazione della sua vera natura o entità: fare dell’i; i. bonaria, arguta; i. amara, crudele.

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            1. Axel
              Puntini sulle I che va sempre bene metterli …
              Hanno (da quando sono comparsi realmente sulla scena mondiale cioè 1982) un bel palmares
              Sarebbe interessante la classifica a punti (se Beli ha voglia di farla ) perché credo se la giochino coi crucchi
              Oltretutto scontano due mancate qualifiche ai mondiali (90 ma soprattutto 94 dove credo avessero squadra niente male )

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        2. Axel, si, in teoria i brasiliani se beccano i francesi li asfaltano, ma i francesi sono gli unici con più culo dei brasiliani.
          Ci sarebbe di mezzo la Germania che con l’Adidas designatore arbitrale ha sempre una corsia preferenziale (e non vedo in tabellone chi potrebbe fermarla prima della semifinale), ma Platini non si è certo organizzato il Mondiale in casa per farlo vincere a qualcun altro (non diventi braccio destro di Blatter se sei un boy-scout…).
          Non mi meraviglierebbe se i mangiarane facessero fuori i crucchi in semi con un rigore dubbio o un gol di culo su rimpallo al 90’ e poi in finale trovassero un Brasile rimaneggiato a causa di qualche assenza importante (stavolta la squalifica a Garrincha non gliela condonano, te lo dico io…).
          Speriamo bene…

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  2. Jeremy, invece di guardare la F1 virtuale, ti consiglio stasera la indicar (sempre virtuale) guidata su piattaforma iRacing (il non plus ultra dell’online racing) stasera sul canale 207. Correranno tutti piloti professionisti (che corrono regolarmente su iRacing tutto l’anno, come Verstappen ).

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  3. Meno uno ha dato una bella ripassata. Il dolore di vivere senza sport dal vivo deve essere troppo forte, dovremmo smetterla di scherzare.

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    1. Ma come, dopo tanta retorica Meno Uno non sta partecipando a quel Festival dell’adrenalina che è il Subbuteo?!…

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