503 commenti

  1. Che poi il credo non è neanche tanto vero , non mi pare di vederne tantissimi della Stella Rossa nel tabellino della partita con l’Argentina (pensavo molti di piu)
    Suker e Boksic in fondo alla panca , non li ricordavo convocati

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  2. Secondo me il paragone con Antognoni, anche con quello del 78, è poco calzante, mi sembra più adatto il paragone con un eventuale convocazione di pirlo nel 2002.

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    1. Non era un paragone, era una provocazione per dire che l’essere leader della quinta forza del campionato (che poi era la seconda, come visto) non c’entra niente con l’essere o no titolare della nazionale: Falcao e Shearer mica giocavano in Flamengo e Man UTD…

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    2. Leo non c’è nessun paragone con nessuno.
      Leonto ha tirato fuori la cazzata di Boban che era il giovane leader della terza quarta forza del campionato yugo e che per questo (per questo, non perchè quella Jugo aveva un centrocampo che invidiavano tutti) avrebbe visto poco il campo; nell’Italia del 1978 giocava stopper titolare Bellugi che giocava nel Bologna e ad un certo punto sembrava dovesse giocare Manfredonia che giocava nella Lazio; stiamo misurando con i parametri attuali, dove se non giochi in una squadra da top Champions League non sei nessuno perchè di giocatori ne hanno 300 ed i più forti stanno tutti lì, situazioni completamente diverse; la Juve (la Juve che vinse tutto, non quella di Rui Barros e Aleinikov…) vinse uno scudetto con Galderisi centravanti, Galderisi che andarono a prendere di corsa al Torneo di Viareggio e che poi sbolognarono non ritenendolo da Juve, oggi se non si ha almeno 3 giocatori per ruolo non si parte nemmeno; era normalissimo all’epoca che ci fossero giocatori titolarissimi in Nazionale che giocavano in squadre di secondo piano.
      Fine del discorso.

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  3. Facciamo chiarezza onde evitare imprecisioni, inesattezze, minchiate e trollate.
    La Jugoslavia aveva Stoijković come numero 10, stella e leader tecnico.
    Poi c’era Savicević considerato tecnicamente suo parigrado e pariruolo ma di poco più giovane, motivo per cui considerato una carta da giocarsi in alcuni casi (un po’ come Baggio per l’Italia, per capirci: ce lo ricordiamo che Baggio e Schillaci arrivarono al Mondiale da riserve, vero?) e che nella Stella Rossa giocava titolare per il Modulo Nascondino che mandò in corto circuito Sacchi (con due non punte coppia d’attacco).
    Poi c’era Boban, che era considerato il faro del centrocampo del futuro, leader delle nazionali giovanili nel suo percorso, più mezzala di Stoijković e più trequartista di Jugović quindi in attesa di affermazione ed inquadramento tattico, che però per le sue intemperanze politiche veniva visto con sospetto dagli irregimentati istituzionali, praticamente una via di mezzo tra Salvini e Balotelli.
    Infine c’era Prosinecky, considerato grande talento del centrocampo del futuro e che titolare non lo era con continuità nemmeno nel suo club (anche contro il Milan entrò per pochi minuti a gara in corso, segnalandosi per una melina a colpi di “boba” a metacampo…).
    Pertanto le annotazioni sull’essere leader di quarte o quinte forze del campionato sono cazzate, la nazionale jugoslava in quegli anni si presentava con una serie di giovani talenti pronti a mostrare meraviglie per cambiare la partita nell’immediato e a dare il cambio ai titolari sul medio periodo, ma fa sorridere leggere che qualcuno possa avere all’epoca segnalato che la Jugoslavia avrebbe dovuto fare a meno di Boban come l’Italia dovette fare a meno di Bettega al Mundial dell’82 perché sarebbe come se nell’86 si fosse scritto che l’Italia purtroppo avrebbe dovuto fare a meno di Vialli o De Napoli.
    Tutto qua.

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  4. Grazie per il chiarimento.

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  5. Leonto la spocchioso Lombardia e la provincia giuliana ti stanno prendendo a ceffoni, reagisci!

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  6. direttore, questo meriterebbe un pezzo:

    https://www.ultimouomo.com/compra-anche-tu-un-giocatore-su-cameo-petagna-dennis-rodman/#

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  7. ci sono dei nomi di puro culto 😀

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  8. Final 8 di Champions a Lisbona, sul modello NBA.
    Le gare di ritorno degli ottavi si giocheranno invece “normalmente”.

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    1. Al meglio delle 7?

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      1. Malgioglio come il Re? Porta un’accozzaglia di vergini in campo europeo sino al massimo traguardo?
        Torino come Cleveland, this is For you ?

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  9. Come la vedete tatticamente stasera?

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  10. attenzione…

    Balotelli mette in mora il Brescia per lo stipendio di marzo. Raiola: ‘E’ discriminato! E dal club zero tamponi’

    Scontro totale. Mario Balotelli e il Brescia sono ormai al muro contro muro: l’attaccante, secondo La Gazzetta dello Sport, avrebbe inviato al club la terza diffida di reintegro in gruppo, oltre alla richiesta di messa in mora per lo stipendio di marzo. La società, dal canto suo, è sorpresa e indignata per il comportamento del giocatore.

    L’ATTACCO – Mattia Grassani, legale del presidente Cellino, commenta: “Credo che Mario Balotelli sia l’unico calciatore europeo militante nella massima serie che ha avuto l’ardire di mettersi in mora il proprio club, ai sensi dell’Accordo Collettivo, per ottenere il pagamento integrale della mensilità di marzo, in pieno periodo di coronavirus e con le attività sportive completamente sospese. Inoltre, il Brescia ha ormai perso il conto delle diffide, inviate dal calciatore sempre in ore notturne, che lamentano la presunta impossibilità di allenarsi e/o atteggiamenti discriminatori posti in essere nei suoi confronti. Negli ultimi dieci giorni ne ha inviate tre, tra le 20 e le 23.30, l’ultima mercoledì sera, quando gli uffici della società erano ovviamente chiusi. Se continua così, con l’esperienza maturata in queste settimane in ambito regolamente e di applicazione dell’Accordo Collettivo, potrebbe conseguire a pieno titolo una laurea honoris causa in Giurisprudenza”.

    LA REPLICA DI RAIOLA – Non si fa attendere, in risposta, la replica di Mino Raiola, agente dell’attaccante: “Ma Grassani è il nuovo addetto stampa del Brescia Calcio? Mi sembra voglia fare i processi sui giornali invece che davanti ai tribunali. Ma la verità emergerà. Dirò a Mario di scrivere le mail al signor Grassani la mattina. Il problema è che il Brescia lo fa allenare da solo alle 19. È normale che scriva le mail dopo le 20 quando torna a casa e si rende conto che lo stanno discriminando. Comunque non sapevo che il Brescia non avesse ancora pagato il mese di marzo e francamente mi sembra normale che uno possa chiedere di avere lo stipendio dopo 3 mesi che non lo pagano. Mi piacerebbe sapere se il signor Grassani ha fatto pagare le parcelle ai clienti anche a marzo… Piuttosto, a me risulta che il Brescia è l’unica società di Serie A che non ha ancora fatto fare il tampone a un proprio calciatore. Hanno discusso per settimane dei protocolli medici e ora si consente a una società di ignorarli solo per poter lasciare a casa un calciatore. Per colpire uno si mette a rischio tutta la squadra”.

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