Hacker russi contro l’INPS

Il sito dell’INPS è saltato per aria al primo giorno di possibile richiesta del bonus di 600 euro previsto dal decreto Cura Italia per partite Iva, collaboratori, stagionali e in generale tutto il popolo senza cassa integrazione né altri tipi di paracadute per il disastro economico dovuto al lockdown anti-coronavirus. La notizia non è questa, perché chi è costretto a frequentare il sito dell’INPS in tempi normali conosce bene i suoi difetti anche in assenza di picchi di traffico, ma che i dirigenti abbiano dato la colpa ad un attacco di hacker.

Hacker russi, magari, sempre interessati a destabilizzare le istituzioni democratiche insieme a eredi della P2 e a servizi deviati (ma nemmeno al generale De Lorenzo sarebbe venuto in mente di governare per decreto, facendo riunire mezzo Parlamento una volta alla settimana quando va bene). Comunque hacker che secondo il direttore generale dell’INPS Gabriella Di Michele avrebbero iniziato il loro attacco alle 11 del mattino. Con quale scopo non si sa: forse senza il campionato cominciano ad annoiarsi. Comunque è stata fatta una denuncia alla polizia postale, entità resa immortale da un famoso sfogo di Maurizio Mosca.

Di sicuro, stando ad alcuni esperti intervistati da Repubblica, gli hacker non c’entrano non il bug che ha mostrato in pubblico dati sensibili di migliaia di iscritti all’INPS: colpa di un trucchetto (evidentemente riuscito male) dei tecnici del sito per ridurre il carico dei server dell’INPS. Chissà se c’entrano anche con la lentezza del sito, che la dirigente dell’ente presieduto da Pasquale Tridico ha attribuito al gran numero di persone che si sono collegate, temendo che si trattasse di un click-day o di qualcosa di simile. E oggi pomeriggio, dopo mezza giornata di polemiche, il sito dell’INPS come sta andando? ‘Male, per Dio!’ (cit.).

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15 commenti

  1. Massì, continuiamo a pagare le tasse, così garantiamo lo stipendio a ‘sti incapaci. Oppure la tipa generala dell’INPS è una partita IVA e si beccherà 600 € una tantum?

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  2. Mi immagino la scena:
    Consulente Tecnico dell’INPS “vede, ci sarebbe AWS con una soluzione completa, le tecnologie migliori e costi competitivi…”
    Sottosegretario M5S, laureato in sociologia con specializzazione in discografia di Otello Profazio: “no no, che Amazon poi si approfitta e ci rubba i dati sensibili, facciamocela noi in casa, ho mio cugino che ha una sas ‘Informatica Palinuro’ e ci pensa lui, cosi’ compriamo pure italiano…”

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  3. Più che altro dubito che abbiano mai seriamente investito in architetture scalabili in grado di reggere un carico del genere.
    E spero che nessuno stato tenga dati così sensibili in un cloud provider privato.

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  4. Come detto, ottima occasione di aggiornarsi e informatizzarsi per tutti.

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  5. Attacco hacker senza furto di dati quantomeno curioso. Mi sembra più ” signora maestra ho fatto i compiti, ma il cane mi ha mangiato il quaderno”
    Comunque alle 17:18 1.639.239 domande.
    X 600€ non male…

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    1. Alle 02.15 di notte (un’ora dopo la messa online) erano 27.000 e passa…

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  6. Come si dice nell’articolo il sito INPS è così da sempre, l’altro giorno raccontavo la mia esperienza per assumere la colf (partenza alle 08:00 del mattino, tentai quella che nel ciclismo si chiama “la fagiana ta” caricando la domanda alle 07.45, la clessidra ruminò fino a circa le 08.30 dopodiché si stabilizzò e mi arrivò l’ok…).

    Dare la colpa agli hacker dà l’idea dell’incompetenza dei bimbominchia che ci governano (“maestra, il cane mi ha mangiato il compito, io comunque avevo portato la Basilicata come argomento a piacere…”), che infatti si sono meritati la presa per il culo da parte di Porn Hub che ha offerto aiuto.

    In un paese serio comunque ci sarebbe un’inchiesta della stampa per scoprire quale società abbia fatto consulenza e realizzazione per il sito e quale politico l’abbia raccomandata.

    In ogni caso hacker o non hacker, è istruttivo leggere il codice del sito INPS dove come variabili fanno bella mostra di sè “pippo” e “slingua”, per quanto validare in cache l’area riservata è decisamente peggio di usare pippo.replace.

    Ma qua siamo all’abc cazzo, sembra di tornare a quando si metteva Pippo Paperino come user per crackare Windows98…

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  7. Codice sito inps modificato al volo per l’urgenza con tempistiche “per ieri” addirittura variabili dichiarate “asd” perché sono 3 tasti consecutivi sulla tastiera…
    Detto del codice anche l’infrastruttura ha scricchiolato. Credo sia roba loro:
    https://www.aditinet.it/progetti-aditinet/
    Sarebbe più saggio e serio per tutti indagare sulle varie responsabilità piuttosto che dare la caccia ai pirati.

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  8. Meno Uno lavora per Aditinet…

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  9. Ma avranno lavorato in modalita agiail o uoderfol?

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  10. il sito dell’inps è sempre andato male, anche in tempi di pace. meglio funziona(va?) la app per smartphone e infatti ho sempre usato quella, ma non so se si poteva fare anche in questo caso.
    comunque per “attacco hacker” penso intendessero uno di tipo deny of service che non è molto complicato mettere su e non comporta furto di dati. quello conviene farlo quando non c’è molto traffico e forse con questa vicenda gli hanno dato una idea. ammesso che servano a qualcosa ‘sti dati.

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  11. https://www.ninobaldan.com/2019/07/maurizio-mosca-denucia-arrestare.html

    bisogna documentare le cit

    marisa prendi nome e cognome domattina processo per direttissima 🙂

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  12. Attacco hackeratico senza precedenti

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  13. diciamo che questa situazione almeno ci toglie un dubbio: chi parla di “attacco hacker” non capisce un catzo di informatica (parlo di basi eh, non dico programmazione spinta) e probabilmente ha problemi anche solo ad “accendere la macchinetta”

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  14. Gli Hacker smentiscono: “Non siamo riusciti a collegarci nemmeno noi”

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